martedì 1 maggio 2012

LE LOGICHE DISTINTE

Distinguere la logica in un periodo artefatto, sterile e poi ricostruito su un manto vellutato è cosa ardua, forse impossibile. Proprio per questo abbiamo il dovere di provarci, prima di alzare bandiera bianca.
La sensazione è che, oltre a non esistere opposizione logica, la sinistra "comunista" sia ancorata ad argomentazione passate, come a voler  delegare al tempo il senso rivoluzionario.
Proprio su questo ritroviamo uno scenario egoistico e malsano.
Ogni individuo per il proprio universo segue l'istinto logico della conservazione, quindi della sopravvivenza per poi combattere le difficoltà oggettive nell'accettare la realtà concreta.
La confusione viene accentuata dai mezzi di comunicazione che risultano, come politici, distanti anni luce dal senso d'insoddisfazione del cittadino,  sviando l'attenzione su vecchi omicidi: noi italiani abbiamo una certa predilezione nel seguire i gialli.
Lo scenario non cede il posto alla logica, alla programmazione, di conseguenza il fermento dell'evoluzione ci porta alla sfiducia su tutto e tutti, perchè non ci si riconosce più in nulla.
Questo è proprio il compromesso firmato dai potenti, tante più logiche distinte affiorano tanto più il popolo tende a disunirsi, di conseguenza ad afflosciarsi sui propri bisogni o, vista la cronaca, pronto a farla finita. Non è un caso che qualcuno vocifera che solo il 5% degli italiani possieda una ricchezza pari al 45%, il 95% restante prova a galleggiare prima di essere sepolto dall'evasione, ormai divenuto uno strumento per la sopravvivenza di molti.
Bisognerebbe lottare su ogni singola questione, determinarne i limiti, restare uniti e accettare differenze, dobbiamo essere pronti a cambiare la nostra logica poggiata sul capitalismo e sull'egoismo sregolato e senza ritegno.
Fondere ideali e costumi per la legalità, l'uguaglianza non è un'utopia quindi non facciamoci intrappolare dalle logiche distinte che ci costruiscono intorno ad arte per affossarci in discussioni futili.
Il nemico è il privilegiato di turno e non il barista che dimentica di fare lo scontrino del caffè, neanche l'extracomunitario che cerca solo di galleggiare, proprio come noi. Il nemico è quel 5% dedito all'arte di accumulare ricchezza, un po' come dei re incontrastati, in una società capitalista la ricchezza è potere. Non ci sono altri motivi o altri scenari su cui fare luce, unendo le forze non resterebbe traccia dei poteri occulti o quei poteri sempre in auge nel panorama mondiale.
La moneta non è stata una grande conquista e, forse, neanche una grande scoperta, il capitalismo non ha mai prodotto ricchezza bensì avidità.
Reinventare un mondo degno di essere vissuto dove l'uguaglianza non diventi una logica imperfetta, dove vivere dignitosamente diventi  un diritto inalienabile. Non è demagogia, non è utopia, questa si chiama logica. 

(Antonio Recanatini)

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