mercoledì 15 febbraio 2012

Rifondazione non è Goracci


Su orfeo goracci è stato scritto di tutto giustamente, ci sono accuse pesantissime di cui andrebbe orgoglioso anche il nano, il solito groviglio sessuale con promesse di lavoro fisso, oltre alla violenza sessuale messa a verbale da Sabrina Morena -Respinsi sempre le sue avances e così mi presero di mira. In Comune avviarono una procedura disciplinare perché andai a cantare durante una messa. E questo solo perché avendo addosso, sotto l’abito della chiesa, il colletto blu della divisa da vigile… Dissero che avevo mancato di rispetto alla divisa… Alla fine capii che solo le donne che avevano avuto con Goracci una relazione sessuale erano state sistemate…».
La situazione è chiara al punto che il Gip ha accolto la richiesta d'arresto scrivendo -«Gli indagati in quanto esponenti di una medesima formazione politica (Rifondazione, ndr) sotto il cui simbolo hanno partecipato a competizioni elettorali e successivamente dato vita alla giunta che ha retto per diversi anni il Comune di Gubbio, sono senz’altro inseriti in un quadro d’illegalità diffusa, con favoritismi volti a perseguire non l’interesse pubblico ma esclusivamente quello privato».  Nelle carte spunta fuori anche un debito di Goracci. Un debito di 63 mila euro che aveva verso il partito. Lo racconta in un’intercettazione un dirigente del Comune di Gubbio legato a Goracci, Gabriele Silvestri, una telefonata captata all’indomani dei primi avvisi di garanzia, consegnati nel novembre scorso e che causarono un primo terremoto giudiziario. «Rifondazione ha chiesto a Goracci di dimettersi… Il suo è stato un deliro di onnipotenza… Ed è andato a sbattere contro il muro. Quante volte gli ho detto che alcune cose non si potevano fare… Quante volte… E adesso deve dare i soldi al partito… Ha un debito di 63 mila euro».
Molte testate non riportano il comportamento esemplare di un partito politico come Rifondazione, davvero diverso da tutti gli altri che calcano il palco, comportamento sottolineato dal compagno Ferrero - ''Abbiamo piena fiducia nell'azione della magistratura e auspichiamo si arrivi rapidamente al processo in modo da fare piena luce sulla vicenda. Per quanto riguarda i rapporti tra Rifondazione comunista e gli indagati, il partito della Rifondazione Comunista ha immediatamente sospeso chi ha ricevuto avvisi di garanzia gia' nel mese di novembre e abbiamo chiesto pubblicamente a Goracci di dimettersi dalla sua carica di vicepresidente del Consiglio regionale dell'Umbria in quanto chi e' indagato non deve, a nostro parere, ricoprire incarichi istituzionali''.
Rifondazione Comunista a livello nazionale ha posto un muro nei confronti di Goracci, si è allontanato come partito non appoggiando più le sue posizioni, con questo non oso rimarcare condotte che dovrebbero essere logiche come condotte superlative sia chiaro, ma per una volta vorrei fare un elogio al modo di agire di un gruppo politico italiano.
Di certo molti diranno che la politica stessa è inaffidabile, ma se potessimo scorgere una trasparenza anche negli altri partiti ci sentiremmo tutti più coinvolti, ci sentiremmo più responsabili perchè, come cantava Gaber, la libertà è partecipazione.
Abbiamo il sacrosanto dovere di chiedere la massima trasparenza ai partiti che votiamo, non è possibile fare la rivoluzione senza scendere le scale.
(Antonio Recanatini)

2 commenti:

Rolando Dubini ha detto...

Prima di emettere sentenze, senza essere giudice, e violando la costituzione repubblicana e antifascista, che prevede la presunzione di non colpevolezza fino al giudizio defintivo, consiglierei di informarsi accuratamente a chiunque scrive e pontifica sulla vicenda Goracci, che è solo una vergognosa persecuzione politica, giudiziaria e mediatica. http://www.facebook.com/#!/groups/275050559233798/doc/290459081026279/

Nemesi la Dea ha detto...

non credo che in questo caso sia stato un giudice a sentenziare, mettevo solo in risalto la posizione di un partito. Non preoccuparti, nessuno crede di essere il giustiziere