giovedì 19 aprile 2012

Calearo: mai alla Camera ma non lascio Deputato Pd lancia sito "boicottacalearo"

L'ex deputato Pd: «Non mi dimetto perché con lo stipendio devo pagare il mutuo. La mia Porsche ha la targa slovacca»

ROMA - Alla Camera non ci andrò più, ma non ho alcuna intenzione di dimettermi perché con lo stipendio da parlamentare pago un «mutuo di 12mila euro». E' polemica per questa dichiarazione di Massimo Calearo, deputato di Popolo e Territorio, eletto con il Pd, per volontà dell'ex segretario Walter Veltroni, poi passato all'Api prima di approdare negli ex cosiddetti responsabili. Oggi un deputato del Pd, Guglielmo Vaccaro, ha annunciato una proposta di legge per «far decadere dal suo ruolo un deputato in casi tanto gravi» come quello dell'ex deputato Pd e il lancio, da lunedì, del sito boicottacalearo.

L'annuncio di Calearo. «Dall'inizio dell'anno alla Camera sono andato solo tre volte, anche per motivi familiari. Rimango a casa a fare l'imprenditore, invece che andare a premere un pulsante. Non serve a niente. Anzi, credo che da questo momento fino alla fine della legislatura non ci andrò più», ha detto ieri Calearo parlando a Raio 24. «Fino a novembre - ha aggiunto - mi sono divertito a fare il consulente di Berlusconi sul commercio estero, ora non servo più. È usurante andare alla Camera solo a premere un pulsante. Dimissioni? No, perché al posto mio entrerebbe uno del Pd molto di sinistra, un filo-castrista (Andrea Colasio, ndr)».

Il mutuo e la Porsche. Poi Calearo rivela: «Con lo stipendio da parlamentare pago il mutuo della casa che ho comprato, 12mila euro al mese di mutuo. È una casa molto grande...». E ancora: «La mia Porsche è targata slovacca, l'ho comprata lì perché ho un'attività in quel paese con 250 dipendenti. E poi in Slovacchia si possono scaricare tutte le spese per la vettura. In Italia no».

Le polemiche. Lucio Malan (Pdl) intima: «Calearo lavori alla Camera o si dimetta». Mentre, di fronte anche a certe parole sui gay («due uomini che si baciano mi fanno schifo»), Giancarlo Lehner (Pt) si augura il collega sia vittima di «un grappino di troppo». «Calearo dice che non andrà più alla Camera perché inutile ma che non si dimette perché deve pagare il mutuo. Mi fa rabbia e mi indigna», ha scritto su Twitter il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti -. È per gente opportunista, egoista e senza ideali come Calearo - ha aggiunto -che l'italia rischia di affondare».

Boicottacalearo. «Ho depositato il testo di una proposta di legge che risponde all'arroganza di Calearo, per prendere in considerazione l'ipotesi di far decadere dal suo ruolo un deputato in casi tanto gravi come quello generato in queste ore», ha detto Vaccaro. «E siccome so che non può bastare solo una proposta - sostiene Vaccaro - annuncio che lunedì registrerò e attiverò a mie spese e sotto la mia personale responsabilità anche il dominio "boicottacalearo.it", con l'elenco dei clienti delle sue aziende e l'invito a non comprare i prodotti delle marche che installano componenti prodotti dalle sue industrie. A Calearo rivolgo un invito finale: dimettiti prima che la gente di buona volontà ti faccia fallire».

Gasbarra: parole ignobili, creano disgusto. «Le ignobili parole di Calearo creano disgusto e dimostrano che se la politica ha i suoi difetti, la cosiddetta società civile può toccare le punte infime, raggiunte da questo imprenditore chiamato in politica e candidato alla Camera dal Pd e purtroppo avvicinato anche dal fronte opposto»: lo dice Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl. «Le sue deliranti affermazioni - prosegue - creano danno a quanti fanno politica con passione. Auguro ogni accertamento fiscale a questo pessimo signore, che la Confindustria e Federmeccanica portarono ai loro vertici, evidentemente senza rendersi conto di chi fosse».

Nella polemica finisce anche l'ex segretario del Pd, Walter Veltroni, accusato di averlo portato in Parlamento. Replica dell’ex segretario: «Vedo solo ora che mi si chiede di scusarmi per quella candidatura. Calearo ha dimostrato di essere una persona orrenda».
il messaggero
 
 

 

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