non potranno subire procedimenti a loro carico a seguito di una sentenza emanata contro di loro, sia nello Stato ospitante che nel ricevente, in uno specifico caso collegato all’adempimento del loro servizio».
Ora tornate a sperare, perché nel paese degli stolti, solitamente, i falsi fanno fortuna, chi racconta la verità potrebbe essere annientato da un tumore accidentale o, come nel caso della bomba scoppiata alla maratona di Boston, i testimoni sono quasi tutti morti per cause accidentali.
(Antonio Recanatini)
venerdì 31 maggio 2013
LE CAMICIE NERE SONO TORNATE.
A piccoli passi, la dittatura Europea sta arrivando, farcita di nutella e crema allo zabaione, a nome di politici nostrani traditori e compiacenti giornalisti, servi di un potere al di sopra delle parti, perché in prima pagina non troverete mai un articolo sulla Gendarmeria Europea, chiamasi Eurogendfor.
Anche i fedeli progressisti europei hanno votato il trattato di Velsen del 2007, grazie alla legge 84 del 14 maggio 2010, andata poi in vigore ...il 12 giugno 2010, all'unanimità l'ingresso negli stati della polizia, anzi chiamiamoli nel giusto modo: soldati o militari, per prevenire qualsiasi tipo di rivolta in nome della crisi, completamente liberi da qualsiasi tolleranza democratica, si proprio quella democrazia che, giornalisti logori, svecchiati, ciarlatani e ruffiani, paventano come conquista.
L'Eurogendfor godrà di totale immunità, una forza armata che sarà pubblicizzata dai mass-media come diga armata del vecchio continente e la cosa peggiore è l'ignoranza che avviluppa questo cambiamento, il popolo non ha nessuna consapevolezza di quel che accadrà.
Da quest’anno soppianta la Polizia di Stato, relegata ad un ruolo secondario su base locale, mescolata alla bassa forza (sottufficiali) dell’Arma.
L'arma dei carabinieri verrà smantellata, cambieranno divise e modi, cambierà tutto, l'assetto sarà di una dittatura molto simile a quella nazista, del resto l'Europa ha un passato illustre su nefandezze conclamate, denunciate, debellate e prontamente sostituite, con un altro nome, ma con un sapore ancor più aspro.
Circa due anni fa, parlavamo di gendarmeria europea e qualcuno ci ha definito complottisti, perché quando l'ignoranza aumenta, è facile trovare definizioni denigratorie nei confronti di chi urla in continuazione la verità.
Quindi fate tutti un passo indietro, lo stato di diritto non è più garantito e, adesso, l'articolo 11 della costituzione scrivetelo su un rotolo di carta igienica, perchè quel che si prospetta è molto peggio delle dittature studiate.
Tanto per entrare in merito vi cito testualmente l'articolo 1 dello statuto delle nuove camicie nere -una Forza di Gendarmeria Europea operativa, pre-organizzata, forte e spiegabile in tempi rapidi al fine di eseguire tutti i compiti di polizia nell’ambito delle operazioni di gestione delle crisi-.
Cominciate ad immaginare cosa accadrà ai No-Tav, ai manifestanti, agli oppositori tardivi di questo trattato; gli Stati Uniti guideranno la congiura contro i cittadini europei, senza che abbiano firmato nessuna resa della sovranità.
Se non avete ben capito provate a scaricare il Trattato di Velsen del 18 ottobre 2007, datevi il tempo di leggere tutto e sbrigatevi perchè un cittadino ignorante è più pericoloso di qualsiasi dittatura.
Adesso potrete capire perché le tasse confluiscono sempre più ai privati che allo stato sociale, perché la scuola pubblica viene sempre più defraudata e quelle private gongolano nell'oro, la frattura pubblica deve essere istantanea, la cultura una futilità da bruciare alla prima fermata.
La verità è una sola, non fatevi soggiogare da nessuno, le conquiste sindacali saranno abolite, il salario un lusso, le lotte fin qui portate avanti solo fumo negli occhi e giacchè ci siamo, scordatevi anche dei referendum vinti, per i quali avete scassato per mesi e mesi, scordatevi la lotta di classe e se proprio volete abbracciarla sappiate che sarete presto braccati.
Non voglio togliere speranze, ma non voglio, nemmeno, alimentare illusioni, questa guerra non ha nome, i partigiani sarebbero sepolti in una sola ora, quindi toglietevi i maglioni della resistenza e se farete dei gesti eroici sappiate che la morte non sarà un terno a lotto.
L'Eurogender risponde ad un organismo interministeriale chiamato Cimin, gli agenti non potranno chiedere risarcimenti nel caso di incidenti nelle attività connesse, quindi dare carta bianca ai soldati significa consegnare ogni residua opposizione al nulla.
Nel trattato di Velsen l’EGF gode di una totale immunità, vi elenco aluni articoli:
articolo 21) «Inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi»;
articolo 22) «Le proprietà e i capitali di EGF e i beni che sono stati messi a disposizione per scopi ufficiali, indipendentemente dalla loro ubicazione e dal loro detentore, saranno immuni da qualsiasi provvedimento esecutivo in vigore nel territorio delle Parti»;
articolo 23) «Le comunicazioni indirizzate ad EGF o da queste ricevute non possono essere oggetto di intercettazioni o interferenza»;
articolo 28) «i Paesi firmatari rinunciano a chiedere un indennizzo per danni procurati alle proprietà nel corso della preparazione o esecuzione delle operazioni. L’indennizzo non verrà richiesto neanche in caso di ferimento o decesso del personale di Eurogendfor»;
articolo 29) «gli appartenenti ad
non potranno subire procedimenti a loro carico a seguito di una sentenza emanata contro di loro, sia nello Stato ospitante che nel ricevente, in uno specifico caso collegato all’adempimento del loro servizio».
Ora tornate a sperare, perché nel paese degli stolti, solitamente, i falsi fanno fortuna, chi racconta la verità potrebbe essere annientato da un tumore accidentale o, come nel caso della bomba scoppiata alla maratona di Boston, i testimoni sono quasi tutti morti per cause accidentali.
(Antonio Recanatini)
non potranno subire procedimenti a loro carico a seguito di una sentenza emanata contro di loro, sia nello Stato ospitante che nel ricevente, in uno specifico caso collegato all’adempimento del loro servizio».
Ora tornate a sperare, perché nel paese degli stolti, solitamente, i falsi fanno fortuna, chi racconta la verità potrebbe essere annientato da un tumore accidentale o, come nel caso della bomba scoppiata alla maratona di Boston, i testimoni sono quasi tutti morti per cause accidentali.
(Antonio Recanatini)
giovedì 23 maggio 2013
Sceneggiate napoletane...
Mi viene da vomitare quando leggo le dichiarazioni dei vari esponenti politici, uniti nel ricordo di Giovanni Falcone. Sono gli stessi che ancora non hanno dato vita alla nuova Commissione Parlamentare Antimafia. Sono gli stessi che giorni fa hanno proposto un dimezzamento della pena per concorso esterno in associazione mafiosa. Sono gli stessi che anni fa hanno proposto la cosiddetta "Legge bavaglio", ritirata fuori giorni fa. Sono gli stessi che vanno a trovare in carcere gente come Nicola Cosentino. Sono gli stessi che hanno attaccato la Consulta, perchè volevano la distruzione delle intercettazioni telefoniche che li riguardavano. Sono gli stessi che vorrebbero un condono tombale ed edilizio. Sono gli stessi dello scudo fiscale. Sono gli stessi che oggi appaiono in tv e ci propongono i soliti piagnistei senza valore nè dignità. Se la Mafia ancora esiste e detta legge nel nostro Stato, è anche merito loro. Non dimentichiamolo. (Andrea Salzano)
giovedì 16 maggio 2013
Migliorare noi stessi, per cambiare il mondo
Noi giovani abbiamo il diritto e il dovere di criticare questa classe dirigente che non ci rappresenta e fa di tutto per non essere amata. I tagli drastici apportati all'Istruzione, alla sanità e al più generale welfare, non possono che lasciarci perplessi. La famiglia rimane l'unico appiglio a cui aggrapparsi in momenti duri, drammatici, invivibili come questi. Ma c'è anche chi, purtroppo, tutto questo non possiede. E lo Stato non fa nulla in favore di codeste persone, che come tutti i cittadini del mondo meritano rispetto e dignità. Ma su un altro punto vorrei soffermarmi. Quanti giovani al giorno d'oggi, partecipano attivamente alla vita politica e sociale del nostro paese? Quanti di noi cercano di cambiare le situazioni negative, dall'interno degli organi addetti a ciò? La crisi economica, sociale e di valori, non deve divenire una scusante per la nostra generazione. Un modo per puntare il dito o per nascondere i propri difetti e i propri atteggiamenti non positivi. Bisogna essere critici verso questo sistema fangoso, ma allo stesso tempo bisogna migliorare se stessi giorno dopo giorno. Perchè il cambiamento per essere completo e universale, deve avvenire prima all'interno della nostra anima e dei nostri atteggiamenti quotidiani. Puntare il dito è semplice, cambiare le cose un pochino meno. Io personalmente sogno una futura classe dirigente totalmente diversa da quella odierna. Saremo noi a comporla. Saremo noi a decidere, se essere come loro oppure no. (Andrea Salzano)
giovedì 9 maggio 2013
Ricordiamo ogni giorno...
Combattere l'illegalità deve essere quotidianamente l'ordine del giorno. Inchieste, processi terminati senza le giuste condanne, situazioni oscure, verità nascoste. Il Nostro Paese è anche questo. E' Mafia, Cosa Nostra, Sacra Corona e chi più ne ha più ne metta. La feccia, che relega in luoghi marginali l'onestà. La corruzione, che sposta in un angolo il lavoratore onesto. I compromessi che fanno dimenticare tutte quelle personalità che non hanno mai chinato la testa, di fronte ai poteri forti. L'illegalità è qualcosa che incontriamo ogni giorno. Dal ladruncolo presente sulla metropolitana fino ad arrivare ai colletti bianchi. E' sempre più complicato sentirsi protetti e sicuri. Come è difficile poter fare strada senza dover stringere mani stracolme di melma e affari illeciti. Non basta una giornata per ricordare le personalità che hanno fatto dell'onestà e della chiarezza uno stile di vita. E' la realtà quotidiana a metterci continuamente di fronte a grandi sfide. Dobbiamo solamente scegliere da che parte stare. E solo stando dalla parte onesta della barricata, si potranno guardare i propri figli negli occhi, senza rimorsi nè rimpianti. (Andrea Salzano)
sabato 4 maggio 2013
Non fermiamoci a semplici decisioni di facciata...
Il problema non risiedeva solamente nel luogo e nel settore dove Micaela Biancofiore sarebbe dovuta intervenire. La reale problematica sta nel fatto che certe persone (non solo colei che ho nominato sopra) non dovrebbe nemmeno mettere piede nei luoghi dove risiedono le maggiori autorità del nostro Stato. Chi fa i complimenti a Letta per aver capito l'errore e aver preso immediatamente provvedimenti non ha capito un bel nulla.
giovedì 2 maggio 2013
L'arretratezza italiana...
In questi giorni sto notando un crescente accanimento verso il nuovo ministro dell'integrazione Cecile Kyenge. Oggi è stata la volta di Luca Zaia, mentre nei giorni scorsi a finire sulle prime pagine è stato Borghezio, ormai noto per il suo razzismo e per la sua poca materia grigia. Tutto ciò per dimostrare che l'Italia e la maggior parte degli italiani contengono nella propria anima uno spirito chiuso e xenofobo. Cosi è complicato crescere sia a livello personale e soprattutto dal punto di vista nazionale. Questo è lo stesso paese che ancora non ha concesso i giusti diritti agli omosessuali. L'unico paese in Europa assieme alla Grecia. E se non si parte dai diritti civili e di libertà, è poi difficile allargare il raggio d'azione. (Andrea Salzano)
mercoledì 1 maggio 2013
Primo Maggio...
Oggi è la festa dei lavoratori, come tutti ben sappiamo. Un avvenimento importante e dal grande valore. Io personalmente, sotto questo punto di vista ho sempre avuto un grande esempio ed è sicuramente grazie a lui se conosco il vero valore della parola onestà: Mio Padre. E' grazie soprattutto a lui che percepisco cosa significhi il termine lavoro e tutto ciò che ne deriva. Il suo svegliarsi quando io rientro da una serata passata con gli amici. Il non lamentarsi quando c'è un'intera giornata davanti, con i vari problemi e i numerosi impegni. E' grazie a tutto questo che riesco a concepire e discernere i veri principi e valori della vita. Nessun diamante potrà essere mai paragonato a tutto questo. Qualsiasi cosa svanisce, ma l'amore di un padre verso il proprio figlio no. Non servono abbracci o sorrisi. Il vero gesto d'amore è il sudore sulla sua pelle o l'andare a dormire appena dopo cena perchè le gambe non reggono più. Senza chiedere nulla in cambio. Il 1 Maggio comprende tutto ciò che ho elencato e descritto. Non è una festa qualunque, nemmeno in tempi di magra e povertà. Si potrebbe obiettare, che il lavoro di questi tempi per molti, sembra un ritorno al passato. Orari distruttivi e condizioni di lavoro che vanno contro i diritti umani. E i governi passano ma la situazione sembra rimanere quella, con lavoratori, giovani e anziani lasciati al crudele destino della realtà. Verrebbe da mollare tutto e salire su un aereo in direzione sconosciuta. Ma sapete qual'è la cosa che mi spinge ad alzarmi dal letto ogni giorno e sperare in un mondo migliore? Il suono della sveglia alle 4 di mattina, che risuona nelle mie orecchie e proviene dalla stanza dei miei genitori. Mi fa alzare sempre con lo stesso pensiero. Quello di migliorare quotidianamente. Perchè per modificare il mondo in positivo, bisogna prima cambiare se stessi. Buon 1 Maggio a tutti i lavoratori!
venerdì 26 aprile 2013
Nel buio, uno squarcio di luce...
L'elettore democratico è stato calpestato e preso in giro per l'ennesima volta. Quel Pd che si dichiarava acerrimo nemico di Berlusconi e del partito di cui è leader, ancora una volta si è piegato alle voci forti sempre presenti nelle stanze segrete. I vari D'Alema, Veltroni, Marini, Fioroni, Franceschini. Gente che sembra sparire in determinati momenti e riappare quando c'è bisogno di prendere decisioni importanti e significative per il paese. E chi vota Pd da anni tutto questo lo sa. E continua a subirlo, non pensando ad un'alternativa, ad una rinascita, che sarebbe fondamentale per la Sinistra italiana. Ora da quello che sembra e da come ci appare la situazione interna al partito, la spaccatura dovrebbe essersi formata ed è anche di notevoli dimensioni. E aggiungo io, finalmente. Non è possibile far coesistere democristiani e giovani democratici, appartenenti all'ala più radicale. Non è possibile associare renziani e selliani (gli appartenenti a Sel). Mi ha colpito il no di Nichi Vendola al governissimo. Ma tutto ciò deve essere solo l'inizio di un qualcosa di nuovo, da costruire con il tempo. Non servono decisioni o atteggiamenti di facciata. Serve un rinnovamento reale e tangibile. Una speranza per i ceti meno privilegiati. Una via di sbocco che dia un calcione allo stantio costantemente presente nei gruppi politici italiani. Serve una sinistra nuova, maggiormente radicale, meno incline ad accordi con forze politiche conservatrici e responsabili del decadimento del welfare italiano. Dopo ogni caduta, bisogna rialzarsi. Cercare di trarre vantaggio da un'esperienza che nel bene e nel male è stata formativa. Un qualcosa da non ripetere più. Un punto da mettere e inserire per ripartire ancora più forti e agguerriti. La credibilità è ai minimi storici, questo senza dubbio. Ma una minuscola possibilità c'è, accoglietela. Ridate voce e respiro a chi speranze non ne ha più. E' l'ultima possibilità per bloccare queste politiche liberiste e favorevoli all'austerità che stanno portando sull'orlo del baratro i maggiori paesi europei. Morta una Thatcher, cerchiamo di non crearne altre grazie alla nostra inettitudine e indifferenza. (Andrea Salzano)
giovedì 25 aprile 2013
Una giornata da ricordare. Uno di quei giorni impressi nel cuore. Come il compleanno della propria Mamma. O l'anniversario del primo bacio con la ragazza che sognavi da lungo tempo. Davide contro Golia. Un grande esercito contro il cuore e la volontà di una minoranza. Quella minoranza che è e rimarrà l'esempio per le generazioni future. Un agglomerato di cosi tanto amore per il proprio paese difficilmente lo riusciremmo a vedere da qualche altra parte. Un sentimento infinito. E come tutte le emozioni qualcuno ha cercato di calpestarlo. Con la violenza, con l'odio, con i manganelli. Ma si sa un sentimento non si riesce a spegnere in questa maniera. Perchè rimarrà vivo negli anni, nei secoli, come un qualcosa da portare nel cassetto di fianco al proprio letto. Lo so, di questi tempi determinate parole sembrano utopie. Oppure ci appaiono troppo distanti per poter essere credibili. E allora i giovani si fanno colpire e infangare da facili e altrettanto ignobili ideologie. Forse perchè mancano punti di riferimento o forse perchè la violenza e l'odio verso il prossimo sembrano la via più facile da percorrere. Niente di più falso. Niente di più disonorevole. Viviamo un momento difficile, critico. Ci sembra uno scalino insormontabile da superare e da guardare con il sorriso dopo averlo scavalcato. Siamo sbandati e lasciati al nostro crudele destino. Se riusciremo a costruire qualcosa, non dovremo dire grazie a nessuno ma solamente ai nostri genitori, che tramite il loro amore e il loro spendere una vita per noi, ci permettono di ammortizzare le varie delusioni e i vari ideali che sembra decadere giorno dopo giorno. Ma non diamo voce e non lasciamo via libera a ideologie ripugnanti e antidemocratiche. Sarebbe come non ricordare il passato. E rendere il presente ancora più distruttivo, e lasciare sempre meno speranza alle generazioni future. Prendiamo esempio da ciò che di bello possiamo ancora osservare e leggere. E cancelliamo giorno dopo giorno gli ultimi sospiri di ideologie facinorose e da condannare. Liberiamoci da queste ondate. E facciamo in modo di essere Noi, attraverso le azioni quotidiane, la Liberazione di questo paese, sempre più schiacciato e relegato ai margini di un mondo che non ha ancora imparato le lezioni passate. Abbiamo questo grande onere ma anche un grande onore. Come tutte le generazioni possiamo scegliere da che parte stare. E sono sicuro che attraverso l'istruzione e la cultura non avremo dubbi su dove andare. Perchè alla fine la democrazia e la libertà vincono sempre. E non esiste bastone o arma che possa scalfire un ideale dalla propria anima. Il corpo diviene cenere, le idee volano libere nel cielo in eterno. E nessuno può toccarle o cambiargli posto. Sono i viventi che scelgono dove posizionarle. Nel cuore o nel cestino. (Andrea Salzano)
martedì 23 aprile 2013
Non spaventarti quando verrai catalogato come strano o diverso. Sarà solo un modo per abbattere le tue convinzioni e per rendere i tuoi valori, carne da macello. In tempi ignobili e colmi di falsità, se sei differente tenteranno in tutti i modi di condurti sulla retta via. Che non significa andare sulla strada giusta. Ma assomiglierebbe a correre lentamente verso la somiglianza a quel sistema, di cui ti proclamavi feroce avversario. (Andrea Salzano)
lunedì 22 aprile 2013
Dopo ogni distruzione viene la ricostruzione. Dopo la morte vi è una nuova vita, una rinascita. Ecco, questo spero che accada all'interno del centro-sinistra. Una scissione che porterebbe l'ala più radicale, a formare un partito più vicino al socialismo e sempre più distante dalle politiche liberali e moderate attuate dal Pd negli ultimi anni. In un momento negativo questa può essere un'opportunità grandiosa. Un modo per ridare voce alle tante persone schiacciate e calpestate da questa crisi e soprattutto da un'austerità che non lascia scampo ai ceti medio-bassi. Si avrà modo anche di riformare i vari trattati europei e rendere l'Ue, un organizzazione sovranazionale maggiormente a misura di cittadino. Si tornerà a dar voce agli ultimi, agli emarginati, ai non ascoltati per lungo tempo. E forse un pò di speranza tornerà a splendere sui volti di migliaia di persone che ancora sognano. Le politiche liberali e di rigidità di bilancio sono state bocciate in teoria e in pratica. E' ora di dare voce a pratiche maggiormente popolari e in grado di garantire crescita attraverso la spesa pubblica. Ripartire si può, sorpassando le macerie provocate da anni di inettitudine. Ripartiamo dalla sinistra, quella vera. E lasciamoci alle spalle questi anni bui e pieni di lacrime.(Andrea Salzano)
domenica 21 aprile 2013
Insultarsi per poi ritrovarsi a cena assieme...
Si sono costantemente insultati per nascondere gli abbracci che fiorivano nelle loro stanze segrete. Un pò come quelle amichette che in assenza dell'altra se ne dicono di tutti i colori e poi in serata puntualmente si ritrovano a godersi un aperitivo insieme, tra sorrisetti e affettuosità. Molti italiani sono stati e saranno spettatori passivi. Un inciucio durato anni e anni. Un complotto che ha riguardato ogni parte politica, senza escludere nessuno. Non si è combattuto (in senso politico) tra la varie correnti ma si è cercata la sopravvivenza di tutti. Da Berlusconi a Casini, da Bersani fino ad arrivare a D'Alema (che non è presente in Parlamento ma la sua voce risuona nelle fangose stanze). Ieri lo spettacolino è arrivato agli occhi di tutti. Ma ormai la frittata è fatta. Noi Italiani viviamo quotidianamente con due fette di prosciutto sugli occhi, ignari del fatto che tutto ciò era avvenuto da tempo. Le elezioni che per molti di Noi potevano sembrare un primo cambiamento, non erano nient'altro che una foglia di fico per coprire le inciuciate future. Grasso, Boldrini, e i tanti deputati e senatori eletti per la prima volta. Si, magari persone squisitissime e valorose, ma che mai e poi mai da soli avrebbero potuto attuare un reale rinnovamento. Lo stesso vale per i 5 Stelle. Che magari non si aspettavano un cosi grande exploit e sono rimasti senza parole. E forse anche senza risposte pronte da dare. Verranno crocifissi come traditori. Come quelli che non hanno voluto formare un governo. Come coloro che non hanno permesso la stabilità dell'Italia. Niente di tutto ciò è vero. Era tutto già deciso. E pensare che il centro-sinistra sono 20 anni che fa dell'anti-berlusconismo una delle colonne portanti del suo programma. Insultarsi per poi godersi la cena tutti assieme. Era questo che volevano e questo hanno ottenuto. Se loro sono uniti grazie agli interessi comuni, il popolo è sempre più disgregato, schifato, indignato. Ma come sempre, si sveglia tardi. Ora è difficile tornare indietro. Ora è difficile poter dire "facciamo qualcosa". Ora è complicato trovare una via d'uscita. Il nostro voto è divenuto carta straccia. E pensare che è stato versato tantissimo sangue per avere quel diritto. E invece ora è difficile spiegare ad un bambino quale sia l'importanza di quel pezzo di carta. Perchè vedono che non siamo Noi a decidere. Perchè osservano un mondo sempre più falso e ignobile. Perchè manca la fiducia verso il prossimo e nessuno ci aiuta a ritrovarla. Possiamo scovarla solo dentro Noi stessi. I tempi e le persone non ci aiutano. Lo sappiamo benissimo. E' quasi impossibile trovare un briciolo di speranza in determinate condizioni. Come è complicatissimo trovare uno spicchio di sole in un mare di fango. Ma non possiamo prendercela che con Noi stessi. Assenti all'appello da molti anni. E senza portare la giustificazione il giorno dopo. (Andrea Salzano)
venerdì 19 aprile 2013
E intanto in Parlamento gli abbracci fioriscono...
Non sono bastate bufere mediatiche, spaccature interne e gridi di aiuto da parte della popolazione. Il partito e la poltrona valgono più di qualsiasi dignità umana. E' questo quello che dobbiamo trarre dai nomi usciti per eleggere il Presidente della Repubblica. Personalità protagoniste della politica italiana degli ultimi 20 anni. Quella classe dirigente che ci ha portato sul lastrico, grazie anche ai dettami arrivati dall'Ue. E chi credeva, ancora una volta, che le elezioni politiche o l'avvento di un nuovo Presidente della Repubblica, potevano smuovere le acque, si sbagliava. Sarò una persona critica a prescindere. Oppure un malfidato. Ma i fatti e la realtà mi danno ragione. Gli abbracci in Parlamento fioriscono. Mentre il popolo osserva, sempre più spaccato al suo interno. (Andrea Salzano)
martedì 16 aprile 2013
LETTERA DI UN COMUNISTA A PIERLUIGI BERSANI
Le scrivo perché ormai la posizione del Pd è
sempre più moderata quindi sempre meno di sinistra, sempre che lo sia
stato, almeno, qualche volta. La invito a guardare il suo passato
se non da comunista, almeno quello di socialista, quando poteva dire di essere di sinistra senza vedere le
persone storcere il naso, si perché, allora, lei era parte del nostro
patrimonio. Quando le sue posizioni erano o bianche o nere, mai
grigiastre o incolori, quando tutti a sinistra erano fiduciosi nel
darle il voto, ora, invece, ci sono milioni di indecisi che vorrebbero
sapere. Essere parte significa schierarsi, quindi parteggiare, insomma
quello che non vedo in lei e che, invece, la invito ad essere. Le
ricordo quando eravamo uniti e ci aggregavamo dalla parte dei
palestinesi, quando nessuno di noi si sognava di appoggiare l’
esportazione della democrazia, o, meglio, a favore della guerra per
risolvere problemi internazionali. Quando sarebbe stato impossibile un
ennesimo attacco alla Libia, quando eravamo antiamericani e tutti
volevamo si abbattesse il costo della militarizzazione, quando essere
onesti era un obbligo morale indissolubile per un uomo di sinistra.
Vede signor Bersani non si tratta di fare demagogia, ma si tratta dell’
essenza stessa delle scelte, non avrei mai immaginato un esponente
rosso potesse vedere sbiadire il suo colore naturale e appoggiare il
nucleare come soluzione per il futuro di questa penisola. Lo dico
perché vorrei una sinistra unita, compatta contro i potenti, una
sinistra che meritasse di essere votata contro la confusione generata
dagli ultimi 15 anni di politica. Si, parlo di politica, quel sodalizio
a servizio del popolo e non per i propri interessi, magari sarò
arcaico, ma non potrei mai accettare di sostenere un rosso stinto
perché dentro ho un cuore ribelle. Non le chiedo di fare qualcosa di
sinistra, non sono moretti (rigorosamente in piccolo), quindi le chiedo
di voltare pagina e tralasciare vecchi rancori ed abbracciare la vita,
come disse D’Annunzio lasciandosi indietro il passato da fascista per
passare a sinistra. Le chiedo di proporre soluzioni al precariato,
soluzioni per i disoccupati, le chiedo di distaccarsi da quel richiamo
obsoleto centrista e scendere tra la gente, perché non esiste sinistra
senza l’appoggio dal basso. Signor Bersani abbia il coraggio di
definire le sue scelte, di sostenere la giustizia senza abbassare lo
sguardo di fronte alla tracotanza del sistema, le chiedo di non essere
lei sistema. Dalla nostra parte dovrà spiegare ogni passaggio poiché
non ci faremo trarre in inganno dalle promesse sterili e quando
sbaglierà ci sarà sempre qualcuno pronto a puntare il dito. Ma è anche
vero che sarebbe l’unico modo per accorgersi di un cambiamento e per me
non sentire il desiderio di vedere questa penisola arsa, per vederla
ricostruita. So anche di chiederle ciò che lei non potrà essere e le
chiedo molto di più di un qualunque elettore, ma sa i comunisti veri
sventolano una bandiera rossa mai stinta, mai scialba, mai banale. Lei
che colore propone?
(Antonio Recanatini)
Ecco come lo Stato ha reso la giustizia un affare per soli ricchi
La giustizia è ormai un affare per ricchi: lo sa bene chi si è recato, negli ultimi anni, in uno studio di avvocati. Spending review e riforme hanno reso il costo delle cause sempre più oneroso per i semplici cittadini. Con la conseguenza che la stessa giustizia, in sé considerata, è diventata incostituzionale.
“Via dai tribunali”: è questo il nuovo motto che capeggia nelle aule delle udienze al posto del vecchio adagio “la legge è uguale per tutti”. Lo Stato non ha più i soldi per far funzionare la macchina della giustizia e così preferisce non erogarla a chi non può permettersela, dimenticando che ciò è profondamente incostituzionale e trascurando il fatto che la stessa economia di un Paese si regge sul rispetto delle norme. I rapporti tra cittadini si sono ormai ridotti a un far west. Le leggi continuano a creare diritti; ma, sul piano pratico, non è più possibile far valere i diritti.
Ecco come lo Stato ha reso la giustizia civile un affare per soli ricchi.
1) Dal 2002 al 2013, il contributo unificato (la tassa che si paga per avviare una causa) è cresciuto anche di cinque volte.
Un esempio: se dieci anni fa, un giudizio di risarcimento del danno poteva costare, per entrambi i gradi, al massimo 960 euro, oggi può arrivare anche a 5 mila euro.
2) È stato creato il filtro in appello.
Per iniziare un giudizio di secondo grado, oggi, bisogna avere una ragionevole possibilità di successo. Infatti, già in prima udienza i giudici valutano la possibilità di successo della causa. Se l’impugnazione non è fondata, l’appello viene immediatamente respinto, senza neanche iniziare il giudizio (leggi l’articolo “Come funziona il nuovo filtro in appello”).
3) È stato introdotto il meccanismo perverso della doppia condanna in appello.
Quando l’appello viene dal giudice respinto integralmente o dichiarato inammissibile o improcedibile, la parte che l’ha proposta oggi viene condannata a versare una sovrattassa (ossia un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione principale o incidentale). In altre parole, chi perde paga doppio (leggi l’articolo: “Appello: come cambia dal 2013 la nuova restrizione col contributo unificato”).Questo sistema peraltro è del tutto incostituzionale (leggi l’articolo “Il nuovo contributo unificato in appello è incostituzionale”).
4) Il paradosso delle cause contro il Fisco: se si intende impugnare una cartella esattoriale bisogna comunque pagare un terzo della stessa, anche se errata. Inoltre, prima di iniziare la causa, bisogna versare il contributo unificato, ossia una tassa. Quindi, anche quando il contribuente contesta qualcosa all’Amministrazione finanziaria, il fisco ci guadagna sempre!
5) Per le multe stradali il discorso è ancora più grave. Qui i costi per iniziare il giudizio sono più elevati rispetto alle contravvenzioni stesse. Inoltre, qualora il ricorso venga vinto e l’amministrazione condannata a rimborsare le spese, quest’ultima non paga mai il cittadino, né è possibile effettuare un pignoramento delle somme (per via delle disastrate condizioni delle casse comunali e dei vincoli di destinazione ai fondi pubblici).
Il tribunale è diventato come un ospedale: il cittadino sa quando entra, ma non sa come e quando esce.
fonte http://www.laleggepertutti.it
domenica 7 aprile 2013
I banchieri di Dio: le verità taciute. Un grosso deficit di trasparenza sugli affari della finanza vaticana: cosa ci nascondono i mass media?
Il “Pew research center” (USA) , che si occupa di analisi sociopolitiche, ha pubblicato nel dicembre 2012 uno studio, intitolato “The Global Religious Landscape”
che contiene dati interessanti sulla distribuzione delle credenze,
religiose e non religiose, nel mondo: il processo di secolarizzazione
avanza in modo costante.
Il 32% della popolazione mondiale è cristiana (circa la metà cattolica), il 23% islamica, il 29% aderisce ad altre religioni e culti, soprattutto l’induismo, praticato in India. I “non credenti “dichiarati crescono: sono più di un miliardo (16,35% del totale nel 2010), più dei cattolici ufficiali (15%). Sappiamo poi che basta essere battezzati alla nascita per essere dichiarati “cattolici”.
In Italia e altrove cresce anche il numero di coloro che non credono alle gerarchie vaticane o che ripudiano i privilegi (esenzione IMU, 8×1000, sussidi statali) e gli affari, anche sporchi, della finanza vaticana (IOR), descritti dal film di Giuseppe Ferrara “I banchieri di Dio”. I soli privilegi riguardano cifre enormi (centinaia di milioni di euro), somme che vengono sottratte ai cittadini impoveriti e allo Stato indebitato.
Ma non si tratta solo di questo: vi è un grosso deficit di trasparenza sugli affari della finanza vaticana.
I giornali e la TV non ne parlano, neppure in questi giorni: eppure, il 3 gennaio u.s. la Banca d’Italia, su segnalazione della Procura di Roma, ha bloccato le operazioni di bancomat e carte di credito del Vaticano tramite “points of sale” (punti di vendita o POS) distribuiti in circa 80 tra esercizi, farmacie, musei e punti vendita. Il blocco è motivato da anomalie sospette nei movimenti di danaro per oltre 40 milioni di euro.
Non risulta nemmeno che dal Vaticano abbiano chiesto una qualche autorizzazione per installare i POS.
Già da tempo i magistrati romani, con a capo il procuratore aggiunto Nello, hanno indagato sullo Ior, disponendo il sequestro di 23 milioni di euro. La Procura di Roma ha infatti rilevato “carenze” nella regolamentazione dell’antiriciclaggio da parte dell’Istituto Opere di Religione (IOR). Perciò Bankitalia ha sospeso i pagamenti tramite point of sale. E’ un mistero infatti a chi sia intestato il conto vaticano e chi possa operarvi. Nel maggio scorso anche JP Morgan aveva chiuso un conto dello Ior, su cui era transitato circa un miliardo di euro in un anno e mezzo, per problemi di trasparenza finanziaria.
Lo IOR ha superato il prescritto esame del Consiglio d’Europa solo
per 9 raccomandazioni su 16, per cui rimangono dubbi e perplessità. Il governo Monti ha offerto il suo tacito consenso a sostegno dello IOR
per superare il giudizio dell’autorità del Consiglio d’Europa. In
realtà questa autorità, che ha messo sotto esame lo Ior, non ha
ottenuto sufficienti garanzie per inserirlo nella cosiddetta “white list
del Gafi-Ocse”.
Infatti asserisce che “la verifica sulle pratiche antiriciclaggio adottate dall’istituto di credito dello Stato Pontificio non sarebbero state sufficientemente positive, tali da annoverare San Pietro tra i paesi virtuosi”. Tutto questo dopo che lo scorso anno Benedetto XVI aveva introdotto, secondo i nostri mass-media, misure “rigorose”. Possiamo immaginare quanto lo fossero quelle precedenti.
Solo un giornale, Il Fatto Quotidiano, ha fatto emergere come le nuove misure vaticane fossero, a conti fatti, una mera cosmesi, finalizzata esclusivamente al raggiungimento di una credibilità che, in materia di trasparenza, manca praticamente da sempre. Il Vaticano ha qualche mese per rispondere alle sollecitazioni di trasparenza rivolte da Banchitalia e Procura di Roma. Forse lo farà, perché essere internazionalmente conosciuti come una lavanderia di denaro sporco non piace a nessuno, meno che mai a chi vanta la sua superiorità morale e religiosa sul mondo.
Rimane la domanda: perché mai lo Stato italiano deve continuare a far da garante di un istituto di credito extracomunitario così poco trasparente, e già più volte implicato nel riciclaggio di denaro di provenienza illecita (dalle tangenti ai proventi della mafia)? La risposta, scontata, sta nella piena sudditanza dei governanti italiani di diverso colore agli interessi finanziari e politici del Vaticano che li sostiene. Eppure la nostra Costituzione stabilisce che il nostro Stato sia laico ed autonomo da quello Vaticano.
Gli elettori italiani dovrebbero ricordarlo, votando per liste laiche, come “Rivoluzione civile” che nel suo programma di rispetto costituzionale così scrive:” Vogliamo eliminare l’IMU sulla prima casa, estenderla agli immobili commerciali della chiesa e delle fondazioni bancarie, istituire una patrimoniale sulle grandi ricchezze….”
(Enrico Giannino)
Il 32% della popolazione mondiale è cristiana (circa la metà cattolica), il 23% islamica, il 29% aderisce ad altre religioni e culti, soprattutto l’induismo, praticato in India. I “non credenti “dichiarati crescono: sono più di un miliardo (16,35% del totale nel 2010), più dei cattolici ufficiali (15%). Sappiamo poi che basta essere battezzati alla nascita per essere dichiarati “cattolici”.
In Italia e altrove cresce anche il numero di coloro che non credono alle gerarchie vaticane o che ripudiano i privilegi (esenzione IMU, 8×1000, sussidi statali) e gli affari, anche sporchi, della finanza vaticana (IOR), descritti dal film di Giuseppe Ferrara “I banchieri di Dio”. I soli privilegi riguardano cifre enormi (centinaia di milioni di euro), somme che vengono sottratte ai cittadini impoveriti e allo Stato indebitato.
Ma non si tratta solo di questo: vi è un grosso deficit di trasparenza sugli affari della finanza vaticana.
I giornali e la TV non ne parlano, neppure in questi giorni: eppure, il 3 gennaio u.s. la Banca d’Italia, su segnalazione della Procura di Roma, ha bloccato le operazioni di bancomat e carte di credito del Vaticano tramite “points of sale” (punti di vendita o POS) distribuiti in circa 80 tra esercizi, farmacie, musei e punti vendita. Il blocco è motivato da anomalie sospette nei movimenti di danaro per oltre 40 milioni di euro.
Non risulta nemmeno che dal Vaticano abbiano chiesto una qualche autorizzazione per installare i POS.
Già da tempo i magistrati romani, con a capo il procuratore aggiunto Nello, hanno indagato sullo Ior, disponendo il sequestro di 23 milioni di euro. La Procura di Roma ha infatti rilevato “carenze” nella regolamentazione dell’antiriciclaggio da parte dell’Istituto Opere di Religione (IOR). Perciò Bankitalia ha sospeso i pagamenti tramite point of sale. E’ un mistero infatti a chi sia intestato il conto vaticano e chi possa operarvi. Nel maggio scorso anche JP Morgan aveva chiuso un conto dello Ior, su cui era transitato circa un miliardo di euro in un anno e mezzo, per problemi di trasparenza finanziaria.
Infatti asserisce che “la verifica sulle pratiche antiriciclaggio adottate dall’istituto di credito dello Stato Pontificio non sarebbero state sufficientemente positive, tali da annoverare San Pietro tra i paesi virtuosi”. Tutto questo dopo che lo scorso anno Benedetto XVI aveva introdotto, secondo i nostri mass-media, misure “rigorose”. Possiamo immaginare quanto lo fossero quelle precedenti.
Solo un giornale, Il Fatto Quotidiano, ha fatto emergere come le nuove misure vaticane fossero, a conti fatti, una mera cosmesi, finalizzata esclusivamente al raggiungimento di una credibilità che, in materia di trasparenza, manca praticamente da sempre. Il Vaticano ha qualche mese per rispondere alle sollecitazioni di trasparenza rivolte da Banchitalia e Procura di Roma. Forse lo farà, perché essere internazionalmente conosciuti come una lavanderia di denaro sporco non piace a nessuno, meno che mai a chi vanta la sua superiorità morale e religiosa sul mondo.
Rimane la domanda: perché mai lo Stato italiano deve continuare a far da garante di un istituto di credito extracomunitario così poco trasparente, e già più volte implicato nel riciclaggio di denaro di provenienza illecita (dalle tangenti ai proventi della mafia)? La risposta, scontata, sta nella piena sudditanza dei governanti italiani di diverso colore agli interessi finanziari e politici del Vaticano che li sostiene. Eppure la nostra Costituzione stabilisce che il nostro Stato sia laico ed autonomo da quello Vaticano.
Gli elettori italiani dovrebbero ricordarlo, votando per liste laiche, come “Rivoluzione civile” che nel suo programma di rispetto costituzionale così scrive:” Vogliamo eliminare l’IMU sulla prima casa, estenderla agli immobili commerciali della chiesa e delle fondazioni bancarie, istituire una patrimoniale sulle grandi ricchezze….”
(Enrico Giannino)
sabato 6 aprile 2013
6 APRILE 2013: L’AQUILA 4 ANNI DOPO IL TERREMOTO E’ ANCORA CONGELATA
L’AQUILA. Si avvicina la ricorrenza della tragedia del terremoto de
L’Aquila che fece 309 morti. La ricostruzione stenta a partire e la
burocrazia e l’incapacità della politica finora ha avuto la meglio pur
in presenza di finanziamenti ingenti per miliardi di euro.
Il servizio di RaiNews fotografa la situazione nel centro storico del capoluogo.
Il servizio di RaiNews fotografa la situazione nel centro storico del capoluogo.
giovedì 31 gennaio 2013
Dall’Islanda comincia la riscossa contro la servitù bancaria
«Dobbiamo lasciare che le banche falliscano, non possiamo essere i
responsabili delle malversazioni dei privati».Queste le parole del
presidente Ragnar Grímsson al World economic forum di Davos, dritte
nel cuore di una piaga che affligge tutto il mondo e che da noi si è
manifesta con la vicenda del Monte Paschi: le demenziali normative che
impongono agli stati di intervenire col denaro pubblico per coprire in
tutto o in parte le perdite di aziende di credito private, anzi
privatissime. L’Islanda è reduce da una vittoria davanti alla corte
dell’Efta (European free trade agreement): non dovrà pagare tutto il
debito fatto dalle sue banche, ma solo la parte già sborsata che
corrisponde alla garanzia in essere al momento del crack di Landsbanki.
Non si tratta dunque di un ripudio del debito come molti scrivono, ma
certamente di una resistenza che alla fine ha salvato l’isola dal dover
pagare una cifra che l’avrebbe distrutta economicamente.
Dunque le parole di Grimsson hanno un peso tutto speciale dentro la messa di rito finanziario che viene celebrata sulle Alpi svizzere e sembrano annunciare un giro di boa rispetto a meccanismi che si sono creati nel tempo, non solo ingiusti, ma anche perversi perché deresponsabilizzano le banche e le inducono alla speculazione più selvaggia. E deresponsabilizzano anche i correntisti e i clienti che non sono coinvolti nel rischio della scelta di un istituto di credito piuttosto che un altro. Anche questo è un meccanismo della speculazione che si autoalimenta e del potere finanziario che bestemmia il dio mercato quando occorre.
La cosa curiosa è che dopo averci appestato per decenni con l’esaltazione dell’iniziativa privata, dell’impresa, del mercato, del rischio, scopriamo – sulla nostra pelle in modo diretto, ma soprattutto indiretto – che nel cuore della società liberista esiste un porto franco dove tutto questo è valido finché va tutto bene, finché la spremitura riesce a sostenere la speculazione, ma che viene improvvisamente negato quando i pasticci vengono a galla. A quel punto l’inefficiente Stato sfruttato e deriso, da ridurre in ogni caso ai minimi termini, diventa il garante universale, il salvagente, il soggetto che moralmente e politicamente ha il dovere di salvare dalla rovina tanti cittadini. Dico che è una cosa curiosa perché da una parte si vorrebbe ridurre lo stato in quanto garante della cittadinanza e dell’idea di diritto opposta a quella di mercato, per poi riesumarlo quando il privato fallisce.
E’ del tutto evidente che questa situazione di fatto, questo assetto incoerente con le stesse teorie economiche nelle quali si abbevera, non è che l’effetto di una pressione politica esercitata negli anni dai poteri finanziari e che si è tradotta in leggi corrive, in accordi internazionali, in normative e prassi tutte favorevoli alla speculazione e a quel profitto illimitato che pochissime persone possono ricavare da una simile condizione di privilegio e di irresponsabilità. E’ ora che il pubblico torni ad essere il motore attorno a cui si organizzano anche i rapporti finanziari, cominciando col negare reti di protezione e paracadute che tutti i cittadini devono pagare. E’ davvero assurdo che uno si debba assicurare per avere una pensione o l’assistenza sanitaria, ma non pensi nemmeno di assicurarsi come correntista e cliente di una banca: quasi che il welfare si sia ridotto ad essere di supporto alle attività speculative private.
Tutto questo finora è stato possibile grazie alla progressiva subalternità della politica ai poteri economici grazie alle generose mance distribuite e soprattutto alla perdita di idee e di partecipazione che hanno coinvolto le società del mondo sviluppato, sempre più a responsabilità limitata. Se volessimo guardare bene dentro il pasticcio del Monte dei Paschi di Siena, scopriremmo che non era il Pd a guidare la banca, ma la banca a guidare il Pd e a indurlo a non contestare, cambiare, elaborare evoluzioni di uno status quo enormemente favorevole ai poteri economici e alle loro logiche. Per questo la rivolta dell’Islanda, ancorché non sia stata una rottura radicale con “il sistema” del liberismo reale, è l’inizio di un cambiamento, il segnale che il pendolo sta invertendo la sua direzione. E non a caso il giro di boa prende le mosse da un piccolo Paese dove fare comunità non è difficile come altrove dove le persone sono state “atomizzate”. Anche questo è qualcosa di cui fare tesoro.
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Dunque le parole di Grimsson hanno un peso tutto speciale dentro la messa di rito finanziario che viene celebrata sulle Alpi svizzere e sembrano annunciare un giro di boa rispetto a meccanismi che si sono creati nel tempo, non solo ingiusti, ma anche perversi perché deresponsabilizzano le banche e le inducono alla speculazione più selvaggia. E deresponsabilizzano anche i correntisti e i clienti che non sono coinvolti nel rischio della scelta di un istituto di credito piuttosto che un altro. Anche questo è un meccanismo della speculazione che si autoalimenta e del potere finanziario che bestemmia il dio mercato quando occorre.
La cosa curiosa è che dopo averci appestato per decenni con l’esaltazione dell’iniziativa privata, dell’impresa, del mercato, del rischio, scopriamo – sulla nostra pelle in modo diretto, ma soprattutto indiretto – che nel cuore della società liberista esiste un porto franco dove tutto questo è valido finché va tutto bene, finché la spremitura riesce a sostenere la speculazione, ma che viene improvvisamente negato quando i pasticci vengono a galla. A quel punto l’inefficiente Stato sfruttato e deriso, da ridurre in ogni caso ai minimi termini, diventa il garante universale, il salvagente, il soggetto che moralmente e politicamente ha il dovere di salvare dalla rovina tanti cittadini. Dico che è una cosa curiosa perché da una parte si vorrebbe ridurre lo stato in quanto garante della cittadinanza e dell’idea di diritto opposta a quella di mercato, per poi riesumarlo quando il privato fallisce.
E’ del tutto evidente che questa situazione di fatto, questo assetto incoerente con le stesse teorie economiche nelle quali si abbevera, non è che l’effetto di una pressione politica esercitata negli anni dai poteri finanziari e che si è tradotta in leggi corrive, in accordi internazionali, in normative e prassi tutte favorevoli alla speculazione e a quel profitto illimitato che pochissime persone possono ricavare da una simile condizione di privilegio e di irresponsabilità. E’ ora che il pubblico torni ad essere il motore attorno a cui si organizzano anche i rapporti finanziari, cominciando col negare reti di protezione e paracadute che tutti i cittadini devono pagare. E’ davvero assurdo che uno si debba assicurare per avere una pensione o l’assistenza sanitaria, ma non pensi nemmeno di assicurarsi come correntista e cliente di una banca: quasi che il welfare si sia ridotto ad essere di supporto alle attività speculative private.
Tutto questo finora è stato possibile grazie alla progressiva subalternità della politica ai poteri economici grazie alle generose mance distribuite e soprattutto alla perdita di idee e di partecipazione che hanno coinvolto le società del mondo sviluppato, sempre più a responsabilità limitata. Se volessimo guardare bene dentro il pasticcio del Monte dei Paschi di Siena, scopriremmo che non era il Pd a guidare la banca, ma la banca a guidare il Pd e a indurlo a non contestare, cambiare, elaborare evoluzioni di uno status quo enormemente favorevole ai poteri economici e alle loro logiche. Per questo la rivolta dell’Islanda, ancorché non sia stata una rottura radicale con “il sistema” del liberismo reale, è l’inizio di un cambiamento, il segnale che il pendolo sta invertendo la sua direzione. E non a caso il giro di boa prende le mosse da un piccolo Paese dove fare comunità non è difficile come altrove dove le persone sono state “atomizzate”. Anche questo è qualcosa di cui fare tesoro.
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Boccassini attacco gratuito a Ingroia
RIPORTO FEDELMENTE
"Le battute e le velate critiche espresse da alcuni magistrati ieri in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario per la mia decisione di candidarmi sono un copione che si ripete. Fu così anche per Giovanni Falcone. Ma a Pietro Grasso nessuno dice nulla: la cosa mi sorprende"
LOGICO Grasso era quello che diceva che si spendevano troppi danari in merito al processo Borsellino, è ovvio che le critiche cadano su di Ingroia.
Ma rileggendo la frase Ingroia dice che la sua candidatura suscita critiche come quando Falcone decise di collaborare con l'allora Ministro della Giustizia Martelli.
Non ha detto che è meglio di Falcone.
CONTINUA INFATTI INGROIA - L'unica spiegazione che posso dare - ha aggiunto - è che ho detto sempre quello che pensavo anche affrontando critiche, criticando a mia volta la magistratura associata e gli alti vertici della magistratura. E' successo anche ad altri più importanti e autorevoli magistrati, a cominciare da Giovanni Falcone. Forse non è un caso - ha concluso - che quando iniziò la sua attività di collaborazione con la politica le critiche peggiori giunsero dalla magistratura. E' un copione che si ripete".
QUINDI DI COSA PARLANO e perche' questo attacco ? È ovviamente politico. Si dice che la Boccassini sia del PD, che Grasso candidato del PD senza partecipare alle primarie sia ovviamente un uomo di comodo alla giustizia, uno che potrebbe fare il ministro piacendo ad entrambi i schieramenti, PDL e MONTI … riformandola strizzando l'occhio ad uno e all'altro.
E INFATTI INTERVIENE PROPRIO ILDA … persona che stimiamo tutti da sempre, con l'unica parentesi negativa a detta di molti giornalisti, di aver lavorato con ULTIMO, colui che non indago' accuratamente nel covo di TOTO' RIINA. Riina infatti a farlo arrestare fu proprio Ilda Boccassini, si dice su una soffiata di un pentito. Nel processo e nella tesi del PAPELLO si dice anche che Riina fu fatto arrestare perche' lo Stato non si fidava di lui e lo sostituiti con la mafia moderata rappresentata da Provenzano.
ILDA INTERVIENE SU INGROIA E AFFERMA :
Ilda Boccassini si scaglia contro Antonio Ingroia: "Come ha potuto paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di Giovanni Falcone? Tra loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce. Si vergogni". Dichiarazioni consegnate al tg di Mentana, su La7.
PERCHE' QUESTA USCITA ILDA ? Perche' ? In fondo lo sanno tutti che INGROIA è stato allontanato per la sua testarda voglia di sapere la verita' sulla fine di BORSELLINO che è diversa e piu' complessa di quella di FALCONE... il PAPELLO riguarda tutti, riguarda la storia la nostra storia.
RISPONDE INGROIA - Prima di sparare a zero si informi: io non mi sono paragonato a Falcone. Bisogna misurare bene le parole prima di parlare e la Boccassini non ha nemmeno letto la mia dichiarazione - ha aggiunto - io ho detto che ho percepito la stessa reazione stizzita di alcuni magistrati quando Falcone si impegnò con Martelli e oggi nei miei confronti dopo il mio impegno in politica, ma non ho detto che siamo la stessa cosa".
Ed è una risposta logica la stessa che tutti dovrebbero pensare. Invece si scatena il contrario, INGROIA si paragona a FALCONE... giornali e stampa che danno voce solo all'intervento della Boccassini... titoli in merito quando lui non ha mai detto una cosa del genere.
INGROIA RISPONDE ANCORA ALLA ILDA - "Ho atteso finora una smentita della Boccassini, invano - ha detto l'ex pm - ma siccome non è arrivata, dico che l'unica a doversi vergognare è lei che, ancora in magistratura, prende parte in modo così indecente e astioso alla competizione politica manipolando le mie dichiarazioni". Quanto ai giudizi personali del procuratore di Milano, Ingroia si dice non interessato: "Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Alle sue piccinerie siamo abituati da anni" ha concluso l'ex pm.
E poi intervengono in merito i parenti, l'amico Salvatore borsellino che invita tutti a contare fino a trenta prima di rispondere. E altre pagine in internet false su INGROIA.
La macchina trita carne si è avviata, logico che INGROIA sta per essere isolato, voleva capire il papello, comprendere come e' andata la trattativa. Possiamo solo augurarci che il popolo italiano questa volta rimanga lucido. La Sicilia si sta muovendo, le elezioni sono vicine, Berlusconi si sente sicuro di bloccare il governo in Senato e ricattarlo per la sua immunita'.
Non ci lamentiamo di altri 20 anni di Monti, perche' come nel 1992, stiamo preparando la strada e questa volta, ancora una volta, i colpevoli siamo noi, noi che facciamo finta di non capire e che capiamo solo quello che il potere vuole.
RIPORTO FEDELMENTE
"Le battute e le velate critiche espresse da alcuni magistrati ieri in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario per la mia decisione di candidarmi sono un copione che si ripete. Fu così anche per Giovanni Falcone. Ma a Pietro Grasso nessuno dice nulla: la cosa mi sorprende"
LOGICO Grasso era quello che diceva che si spendevano troppi danari in merito al processo Borsellino, è ovvio che le critiche cadano su di Ingroia.
Ma rileggendo la frase Ingroia dice che la sua candidatura suscita critiche come quando Falcone decise di collaborare con l'allora Ministro della Giustizia Martelli.
Non ha detto che è meglio di Falcone.
CONTINUA INFATTI INGROIA - L'unica spiegazione che posso dare - ha aggiunto - è che ho detto sempre quello che pensavo anche affrontando critiche, criticando a mia volta la magistratura associata e gli alti vertici della magistratura. E' successo anche ad altri più importanti e autorevoli magistrati, a cominciare da Giovanni Falcone. Forse non è un caso - ha concluso - che quando iniziò la sua attività di collaborazione con la politica le critiche peggiori giunsero dalla magistratura. E' un copione che si ripete".
QUINDI DI COSA PARLANO e perche' questo attacco ? È ovviamente politico. Si dice che la Boccassini sia del PD, che Grasso candidato del PD senza partecipare alle primarie sia ovviamente un uomo di comodo alla giustizia, uno che potrebbe fare il ministro piacendo ad entrambi i schieramenti, PDL e MONTI … riformandola strizzando l'occhio ad uno e all'altro.
E INFATTI INTERVIENE PROPRIO ILDA … persona che stimiamo tutti da sempre, con l'unica parentesi negativa a detta di molti giornalisti, di aver lavorato con ULTIMO, colui che non indago' accuratamente nel covo di TOTO' RIINA. Riina infatti a farlo arrestare fu proprio Ilda Boccassini, si dice su una soffiata di un pentito. Nel processo e nella tesi del PAPELLO si dice anche che Riina fu fatto arrestare perche' lo Stato non si fidava di lui e lo sostituiti con la mafia moderata rappresentata da Provenzano.
ILDA INTERVIENE SU INGROIA E AFFERMA :
Ilda Boccassini si scaglia contro Antonio Ingroia: "Come ha potuto paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di Giovanni Falcone? Tra loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce. Si vergogni". Dichiarazioni consegnate al tg di Mentana, su La7.
PERCHE' QUESTA USCITA ILDA ? Perche' ? In fondo lo sanno tutti che INGROIA è stato allontanato per la sua testarda voglia di sapere la verita' sulla fine di BORSELLINO che è diversa e piu' complessa di quella di FALCONE... il PAPELLO riguarda tutti, riguarda la storia la nostra storia.
RISPONDE INGROIA - Prima di sparare a zero si informi: io non mi sono paragonato a Falcone. Bisogna misurare bene le parole prima di parlare e la Boccassini non ha nemmeno letto la mia dichiarazione - ha aggiunto - io ho detto che ho percepito la stessa reazione stizzita di alcuni magistrati quando Falcone si impegnò con Martelli e oggi nei miei confronti dopo il mio impegno in politica, ma non ho detto che siamo la stessa cosa".
Ed è una risposta logica la stessa che tutti dovrebbero pensare. Invece si scatena il contrario, INGROIA si paragona a FALCONE... giornali e stampa che danno voce solo all'intervento della Boccassini... titoli in merito quando lui non ha mai detto una cosa del genere.
INGROIA RISPONDE ANCORA ALLA ILDA - "Ho atteso finora una smentita della Boccassini, invano - ha detto l'ex pm - ma siccome non è arrivata, dico che l'unica a doversi vergognare è lei che, ancora in magistratura, prende parte in modo così indecente e astioso alla competizione politica manipolando le mie dichiarazioni". Quanto ai giudizi personali del procuratore di Milano, Ingroia si dice non interessato: "Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Alle sue piccinerie siamo abituati da anni" ha concluso l'ex pm.
E poi intervengono in merito i parenti, l'amico Salvatore borsellino che invita tutti a contare fino a trenta prima di rispondere. E altre pagine in internet false su INGROIA.
La macchina trita carne si è avviata, logico che INGROIA sta per essere isolato, voleva capire il papello, comprendere come e' andata la trattativa. Possiamo solo augurarci che il popolo italiano questa volta rimanga lucido. La Sicilia si sta muovendo, le elezioni sono vicine, Berlusconi si sente sicuro di bloccare il governo in Senato e ricattarlo per la sua immunita'.
Non ci lamentiamo di altri 20 anni di Monti, perche' come nel 1992, stiamo preparando la strada e questa volta, ancora una volta, i colpevoli siamo noi, noi che facciamo finta di non capire e che capiamo solo quello che il potere vuole.
RIPORTO FEDELMENTE
"Le battute e le velate critiche espresse da alcuni magistrati ieri in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario per la mia decisione di candidarmi sono un copione che si ripete. Fu così anche per Giovanni Falcone. Ma a Pietro Grasso nessuno dice nulla: la cosa mi sorprende"
LOGICO Grasso era quello che diceva che si spendevano troppi danari in merito al processo Borsellino, è ovvio che le critiche cadano su di Ingroia.
Ma rileggendo la frase Ingroia dice che la sua candidatura suscita critiche come quando Falcone decise di collaborare con l'allora Ministro della Giustizia Martelli.
Non ha detto che è meglio di Falcone.
CONTINUA INFATTI INGROIA - L'unica spiegazione che posso dare - ha aggiunto - è che ho detto sempre quello che pensavo anche affrontando critiche, criticando a mia volta la magistratura associata e gli alti vertici della magistratura. E' successo anche ad altri più importanti e autorevoli magistrati, a cominciare da Giovanni Falcone. Forse non è un caso - ha concluso - che quando iniziò la sua attività di collaborazione con la politica le critiche peggiori giunsero dalla magistratura. E' un copione che si ripete".
QUINDI DI COSA PARLANO e perche' questo attacco ? È ovviamente politico. Si dice che la Boccassini sia del PD, che Grasso candidato del PD senza partecipare alle primarie sia ovviamente un uomo di comodo alla giustizia, uno che potrebbe fare il ministro piacendo ad entrambi i schieramenti, PDL e MONTI … riformandola strizzando l'occhio ad uno e all'altro.
E INFATTI INTERVIENE PROPRIO ILDA … persona che stimiamo tutti da sempre, con l'unica parentesi negativa a detta di molti giornalisti, di aver lavorato con ULTIMO, colui che non indago' accuratamente nel covo di TOTO' RIINA. Riina infatti a farlo arrestare fu proprio Ilda Boccassini, si dice su una soffiata di un pentito. Nel processo e nella tesi del PAPELLO si dice anche che Riina fu fatto arrestare perche' lo Stato non si fidava di lui e lo sostituiti con la mafia moderata rappresentata da Provenzano.
ILDA INTERVIENE SU INGROIA E AFFERMA :
Ilda Boccassini si scaglia contro Antonio Ingroia: "Come ha potuto paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di Giovanni Falcone? Tra loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce. Si vergogni". Dichiarazioni consegnate al tg di Mentana, su La7.
PERCHE' QUESTA USCITA ILDA ? Perche' ? In fondo lo sanno tutti che INGROIA è stato allontanato per la sua testarda voglia di sapere la verita' sulla fine di BORSELLINO che è diversa e piu' complessa di quella di FALCONE... il PAPELLO riguarda tutti, riguarda la storia la nostra storia.
RISPONDE INGROIA - Prima di sparare a zero si informi: io non mi sono paragonato a Falcone. Bisogna misurare bene le parole prima di parlare e la Boccassini non ha nemmeno letto la mia dichiarazione - ha aggiunto - io ho detto che ho percepito la stessa reazione stizzita di alcuni magistrati quando Falcone si impegnò con Martelli e oggi nei miei confronti dopo il mio impegno in politica, ma non ho detto che siamo la stessa cosa".
Ed è una risposta logica la stessa che tutti dovrebbero pensare. Invece si scatena il contrario, INGROIA si paragona a FALCONE... giornali e stampa che danno voce solo all'intervento della Boccassini... titoli in merito quando lui non ha mai detto una cosa del genere.
INGROIA RISPONDE ANCORA ALLA ILDA - "Ho atteso finora una smentita della Boccassini, invano - ha detto l'ex pm - ma siccome non è arrivata, dico che l'unica a doversi vergognare è lei che, ancora in magistratura, prende parte in modo così indecente e astioso alla competizione politica manipolando le mie dichiarazioni". Quanto ai giudizi personali del procuratore di Milano, Ingroia si dice non interessato: "Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Alle sue piccinerie siamo abituati da anni" ha concluso l'ex pm.
E poi intervengono in merito i parenti, l'amico Salvatore borsellino che invita tutti a contare fino a trenta prima di rispondere. E altre pagine in internet false su INGROIA.
La macchina trita carne si è avviata, logico che INGROIA sta per essere isolato, voleva capire il papello, comprendere come e' andata la trattativa. Possiamo solo augurarci che il popolo italiano questa volta rimanga lucido. La Sicilia si sta muovendo, le elezioni sono vicine, Berlusconi si sente sicuro di bloccare il governo in Senato e ricattarlo per la sua immunita'.
Non ci lamentiamo di altri 20 anni di Monti, perche' come nel 1992, stiamo preparando la strada e questa volta, ancora una volta, i colpevoli siamo noi, noi che facciamo finta di non capire e che capiamo solo quello che il potere vuole.
RIPORTO FEDELMENTE
"Le battute e le velate critiche espresse da alcuni magistrati ieri in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario per la mia decisione di candidarmi sono un copione che si ripete. Fu così anche per Giovanni Falcone. Ma a Pietro Grasso nessuno dice nulla: la cosa mi sorprende"
LOGICO Grasso era quello che diceva che si spendevano troppi danari in merito al processo Borsellino, è ovvio che le critiche cadano su di Ingroia.
Ma rileggendo la frase Ingroia dice che la sua candidatura suscita critiche come quando Falcone decise di collaborare con l'allora Ministro della Giustizia Martelli.
Non ha detto che è meglio di Falcone.
CONTINUA INFATTI INGROIA - L'unica spiegazione che posso dare - ha aggiunto - è che ho detto sempre quello che pensavo anche affrontando critiche, criticando a mia volta la magistratura associata e gli alti vertici della magistratura. E' successo anche ad altri più importanti e autorevoli magistrati, a cominciare da Giovanni Falcone. Forse non è un caso - ha concluso - che quando iniziò la sua attività di collaborazione con la politica le critiche peggiori giunsero dalla magistratura. E' un copione che si ripete".
QUINDI DI COSA PARLANO e perche' questo attacco ? È ovviamente politico. Si dice che la Boccassini sia del PD, che Grasso candidato del PD senza partecipare alle primarie sia ovviamente un uomo di comodo alla giustizia, uno che potrebbe fare il ministro piacendo ad entrambi i schieramenti, PDL e MONTI … riformandola strizzando l'occhio ad uno e all'altro.
E INFATTI INTERVIENE PROPRIO ILDA … persona che stimiamo tutti da sempre, con l'unica parentesi negativa a detta di molti giornalisti, di aver lavorato con ULTIMO, colui che non indago' accuratamente nel covo di TOTO' RIINA. Riina infatti a farlo arrestare fu proprio Ilda Boccassini, si dice su una soffiata di un pentito. Nel processo e nella tesi del PAPELLO si dice anche che Riina fu fatto arrestare perche' lo Stato non si fidava di lui e lo sostituiti con la mafia moderata rappresentata da Provenzano.
ILDA INTERVIENE SU INGROIA E AFFERMA :
Ilda Boccassini si scaglia contro Antonio Ingroia: "Come ha potuto paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di Giovanni Falcone? Tra loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce. Si vergogni". Dichiarazioni consegnate al tg di Mentana, su La7.
PERCHE' QUESTA USCITA ILDA ? Perche' ? In fondo lo sanno tutti che INGROIA è stato allontanato per la sua testarda voglia di sapere la verita' sulla fine di BORSELLINO che è diversa e piu' complessa di quella di FALCONE... il PAPELLO riguarda tutti, riguarda la storia la nostra storia.
RISPONDE INGROIA - Prima di sparare a zero si informi: io non mi sono paragonato a Falcone. Bisogna misurare bene le parole prima di parlare e la Boccassini non ha nemmeno letto la mia dichiarazione - ha aggiunto - io ho detto che ho percepito la stessa reazione stizzita di alcuni magistrati quando Falcone si impegnò con Martelli e oggi nei miei confronti dopo il mio impegno in politica, ma non ho detto che siamo la stessa cosa".
Ed è una risposta logica la stessa che tutti dovrebbero pensare. Invece si scatena il contrario, INGROIA si paragona a FALCONE... giornali e stampa che danno voce solo all'intervento della Boccassini... titoli in merito quando lui non ha mai detto una cosa del genere.
INGROIA RISPONDE ANCORA ALLA ILDA - "Ho atteso finora una smentita della Boccassini, invano - ha detto l'ex pm - ma siccome non è arrivata, dico che l'unica a doversi vergognare è lei che, ancora in magistratura, prende parte in modo così indecente e astioso alla competizione politica manipolando le mie dichiarazioni". Quanto ai giudizi personali del procuratore di Milano, Ingroia si dice non interessato: "Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Alle sue piccinerie siamo abituati da anni" ha concluso l'ex pm.
E poi intervengono in merito i parenti, l'amico Salvatore borsellino che invita tutti a contare fino a trenta prima di rispondere. E altre pagine in internet false su INGROIA.
La macchina trita carne si è avviata, logico che INGROIA sta per essere isolato, voleva capire il papello, comprendere come e' andata la trattativa. Possiamo solo augurarci che il popolo italiano questa volta rimanga lucido. La Sicilia si sta muovendo, le elezioni sono vicine, Berlusconi si sente sicuro di bloccare il governo in Senato e ricattarlo per la sua immunita'.
Non ci lamentiamo di altri 20 anni di Monti, perche' come nel 1992, stiamo preparando la strada e questa volta, ancora una volta, i colpevoli siamo noi, noi che facciamo finta di non capire e che capiamo solo quello che il potere vuole.
RIPORTO FEDELMENTE
"Le battute e le velate critiche espresse da alcuni magistrati ieri in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario per la mia decisione di candidarmi sono un copione che si ripete. Fu così anche per Giovanni Falcone. Ma a Pietro Grasso nessuno dice nulla: la cosa mi sorprende"
LOGICO Grasso era quello che diceva che si spendevano troppi danari in merito al processo Borsellino, è ovvio che le critiche cadano su di Ingroia.
Ma rileggendo la frase Ingroia dice che la sua candidatura suscita critiche come quando Falcone decise di collaborare con l'allora Ministro della Giustizia Martelli.
Non ha detto che è meglio di Falcone.
CONTINUA INFATTI INGROIA - L'unica spiegazione che posso dare - ha aggiunto - è che ho detto sempre quello che pensavo anche affrontando critiche, criticando a mia volta la magistratura associata e gli alti vertici della magistratura. E' successo anche ad altri più importanti e autorevoli magistrati, a cominciare da Giovanni Falcone. Forse non è un caso - ha concluso - che quando iniziò la sua attività di collaborazione con la politica le critiche peggiori giunsero dalla magistratura. E' un copione che si ripete".
QUINDI DI COSA PARLANO e perche' questo attacco ? È ovviamente politico. Si dice che la Boccassini sia del PD, che Grasso candidato del PD senza partecipare alle primarie sia ovviamente un uomo di comodo alla giustizia, uno che potrebbe fare il ministro piacendo ad entrambi i schieramenti, PDL e MONTI … riformandola strizzando l'occhio ad uno e all'altro.
E INFATTI INTERVIENE PROPRIO ILDA … persona che stimiamo tutti da sempre, con l'unica parentesi negativa a detta di molti giornalisti, di aver lavorato con ULTIMO, colui che non indago' accuratamente nel covo di TOTO' RIINA. Riina infatti a farlo arrestare fu proprio Ilda Boccassini, si dice su una soffiata di un pentito. Nel processo e nella tesi del PAPELLO si dice anche che Riina fu fatto arrestare perche' lo Stato non si fidava di lui e lo sostituiti con la mafia moderata rappresentata da Provenzano.
ILDA INTERVIENE SU INGROIA E AFFERMA :
Ilda Boccassini si scaglia contro Antonio Ingroia: "Come ha potuto paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di Giovanni Falcone? Tra loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce. Si vergogni". Dichiarazioni consegnate al tg di Mentana, su La7.
PERCHE' QUESTA USCITA ILDA ? Perche' ? In fondo lo sanno tutti che INGROIA è stato allontanato per la sua testarda voglia di sapere la verita' sulla fine di BORSELLINO che è diversa e piu' complessa di quella di FALCONE... il PAPELLO riguarda tutti, riguarda la storia la nostra storia.
RISPONDE INGROIA - Prima di sparare a zero si informi: io non mi sono paragonato a Falcone. Bisogna misurare bene le parole prima di parlare e la Boccassini non ha nemmeno letto la mia dichiarazione - ha aggiunto - io ho detto che ho percepito la stessa reazione stizzita di alcuni magistrati quando Falcone si impegnò con Martelli e oggi nei miei confronti dopo il mio impegno in politica, ma non ho detto che siamo la stessa cosa".
Ed è una risposta logica la stessa che tutti dovrebbero pensare. Invece si scatena il contrario, INGROIA si paragona a FALCONE... giornali e stampa che danno voce solo all'intervento della Boccassini... titoli in merito quando lui non ha mai detto una cosa del genere.
INGROIA RISPONDE ANCORA ALLA ILDA - "Ho atteso finora una smentita della Boccassini, invano - ha detto l'ex pm - ma siccome non è arrivata, dico che l'unica a doversi vergognare è lei che, ancora in magistratura, prende parte in modo così indecente e astioso alla competizione politica manipolando le mie dichiarazioni". Quanto ai giudizi personali del procuratore di Milano, Ingroia si dice non interessato: "Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Alle sue piccinerie siamo abituati da anni" ha concluso l'ex pm.
E poi intervengono in merito i parenti, l'amico Salvatore borsellino che invita tutti a contare fino a trenta prima di rispondere. E altre pagine in internet false su INGROIA.
La macchina trita carne si è avviata, logico che INGROIA sta per essere isolato, voleva capire il papello, comprendere come e' andata la trattativa. Possiamo solo augurarci che il popolo italiano questa volta rimanga lucido. La Sicilia si sta muovendo, le elezioni sono vicine, Berlusconi si sente sicuro di bloccare il governo in Senato e ricattarlo per la sua immunita'.
Non ci lamentiamo di altri 20 anni di Monti, perche' come nel 1992, stiamo preparando la strada e questa volta, ancora una volta, i colpevoli siamo noi, noi che facciamo finta di non capire e che capiamo solo quello che il potere vuole.
Fonte WWW.NAMIR.IT
"Le battute e le velate critiche espresse da alcuni magistrati ieri in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario per la mia decisione di candidarmi sono un copione che si ripete. Fu così anche per Giovanni Falcone. Ma a Pietro Grasso nessuno dice nulla: la cosa mi sorprende"
LOGICO Grasso era quello che diceva che si spendevano troppi danari in merito al processo Borsellino, è ovvio che le critiche cadano su di Ingroia.
Ma rileggendo la frase Ingroia dice che la sua candidatura suscita critiche come quando Falcone decise di collaborare con l'allora Ministro della Giustizia Martelli.
Non ha detto che è meglio di Falcone.
CONTINUA INFATTI INGROIA - L'unica spiegazione che posso dare - ha aggiunto - è che ho detto sempre quello che pensavo anche affrontando critiche, criticando a mia volta la magistratura associata e gli alti vertici della magistratura. E' successo anche ad altri più importanti e autorevoli magistrati, a cominciare da Giovanni Falcone. Forse non è un caso - ha concluso - che quando iniziò la sua attività di collaborazione con la politica le critiche peggiori giunsero dalla magistratura. E' un copione che si ripete".
QUINDI DI COSA PARLANO e perche' questo attacco ? È ovviamente politico. Si dice che la Boccassini sia del PD, che Grasso candidato del PD senza partecipare alle primarie sia ovviamente un uomo di comodo alla giustizia, uno che potrebbe fare il ministro piacendo ad entrambi i schieramenti, PDL e MONTI … riformandola strizzando l'occhio ad uno e all'altro.
E INFATTI INTERVIENE PROPRIO ILDA … persona che stimiamo tutti da sempre, con l'unica parentesi negativa a detta di molti giornalisti, di aver lavorato con ULTIMO, colui che non indago' accuratamente nel covo di TOTO' RIINA. Riina infatti a farlo arrestare fu proprio Ilda Boccassini, si dice su una soffiata di un pentito. Nel processo e nella tesi del PAPELLO si dice anche che Riina fu fatto arrestare perche' lo Stato non si fidava di lui e lo sostituiti con la mafia moderata rappresentata da Provenzano.
ILDA INTERVIENE SU INGROIA E AFFERMA :
Ilda Boccassini si scaglia contro Antonio Ingroia: "Come ha potuto paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di Giovanni Falcone? Tra loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce. Si vergogni". Dichiarazioni consegnate al tg di Mentana, su La7.
PERCHE' QUESTA USCITA ILDA ? Perche' ? In fondo lo sanno tutti che INGROIA è stato allontanato per la sua testarda voglia di sapere la verita' sulla fine di BORSELLINO che è diversa e piu' complessa di quella di FALCONE... il PAPELLO riguarda tutti, riguarda la storia la nostra storia.
RISPONDE INGROIA - Prima di sparare a zero si informi: io non mi sono paragonato a Falcone. Bisogna misurare bene le parole prima di parlare e la Boccassini non ha nemmeno letto la mia dichiarazione - ha aggiunto - io ho detto che ho percepito la stessa reazione stizzita di alcuni magistrati quando Falcone si impegnò con Martelli e oggi nei miei confronti dopo il mio impegno in politica, ma non ho detto che siamo la stessa cosa".
Ed è una risposta logica la stessa che tutti dovrebbero pensare. Invece si scatena il contrario, INGROIA si paragona a FALCONE... giornali e stampa che danno voce solo all'intervento della Boccassini... titoli in merito quando lui non ha mai detto una cosa del genere.
INGROIA RISPONDE ANCORA ALLA ILDA - "Ho atteso finora una smentita della Boccassini, invano - ha detto l'ex pm - ma siccome non è arrivata, dico che l'unica a doversi vergognare è lei che, ancora in magistratura, prende parte in modo così indecente e astioso alla competizione politica manipolando le mie dichiarazioni". Quanto ai giudizi personali del procuratore di Milano, Ingroia si dice non interessato: "Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Alle sue piccinerie siamo abituati da anni" ha concluso l'ex pm.
E poi intervengono in merito i parenti, l'amico Salvatore borsellino che invita tutti a contare fino a trenta prima di rispondere. E altre pagine in internet false su INGROIA.
La macchina trita carne si è avviata, logico che INGROIA sta per essere isolato, voleva capire il papello, comprendere come e' andata la trattativa. Possiamo solo augurarci che il popolo italiano questa volta rimanga lucido. La Sicilia si sta muovendo, le elezioni sono vicine, Berlusconi si sente sicuro di bloccare il governo in Senato e ricattarlo per la sua immunita'.
Non ci lamentiamo di altri 20 anni di Monti, perche' come nel 1992, stiamo preparando la strada e questa volta, ancora una volta, i colpevoli siamo noi, noi che facciamo finta di non capire e che capiamo solo quello che il potere vuole.
RIPORTO FEDELMENTE
"Le battute e le velate critiche espresse da alcuni magistrati ieri in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario per la mia decisione di candidarmi sono un copione che si ripete. Fu così anche per Giovanni Falcone. Ma a Pietro Grasso nessuno dice nulla: la cosa mi sorprende"
LOGICO Grasso era quello che diceva che si spendevano troppi danari in merito al processo Borsellino, è ovvio che le critiche cadano su di Ingroia.
Ma rileggendo la frase Ingroia dice che la sua candidatura suscita critiche come quando Falcone decise di collaborare con l'allora Ministro della Giustizia Martelli.
Non ha detto che è meglio di Falcone.
CONTINUA INFATTI INGROIA - L'unica spiegazione che posso dare - ha aggiunto - è che ho detto sempre quello che pensavo anche affrontando critiche, criticando a mia volta la magistratura associata e gli alti vertici della magistratura. E' successo anche ad altri più importanti e autorevoli magistrati, a cominciare da Giovanni Falcone. Forse non è un caso - ha concluso - che quando iniziò la sua attività di collaborazione con la politica le critiche peggiori giunsero dalla magistratura. E' un copione che si ripete".
QUINDI DI COSA PARLANO e perche' questo attacco ? È ovviamente politico. Si dice che la Boccassini sia del PD, che Grasso candidato del PD senza partecipare alle primarie sia ovviamente un uomo di comodo alla giustizia, uno che potrebbe fare il ministro piacendo ad entrambi i schieramenti, PDL e MONTI … riformandola strizzando l'occhio ad uno e all'altro.
E INFATTI INTERVIENE PROPRIO ILDA … persona che stimiamo tutti da sempre, con l'unica parentesi negativa a detta di molti giornalisti, di aver lavorato con ULTIMO, colui che non indago' accuratamente nel covo di TOTO' RIINA. Riina infatti a farlo arrestare fu proprio Ilda Boccassini, si dice su una soffiata di un pentito. Nel processo e nella tesi del PAPELLO si dice anche che Riina fu fatto arrestare perche' lo Stato non si fidava di lui e lo sostituiti con la mafia moderata rappresentata da Provenzano.
ILDA INTERVIENE SU INGROIA E AFFERMA :
Ilda Boccassini si scaglia contro Antonio Ingroia: "Come ha potuto paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di Giovanni Falcone? Tra loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce. Si vergogni". Dichiarazioni consegnate al tg di Mentana, su La7.
PERCHE' QUESTA USCITA ILDA ? Perche' ? In fondo lo sanno tutti che INGROIA è stato allontanato per la sua testarda voglia di sapere la verita' sulla fine di BORSELLINO che è diversa e piu' complessa di quella di FALCONE... il PAPELLO riguarda tutti, riguarda la storia la nostra storia.
RISPONDE INGROIA - Prima di sparare a zero si informi: io non mi sono paragonato a Falcone. Bisogna misurare bene le parole prima di parlare e la Boccassini non ha nemmeno letto la mia dichiarazione - ha aggiunto - io ho detto che ho percepito la stessa reazione stizzita di alcuni magistrati quando Falcone si impegnò con Martelli e oggi nei miei confronti dopo il mio impegno in politica, ma non ho detto che siamo la stessa cosa".
Ed è una risposta logica la stessa che tutti dovrebbero pensare. Invece si scatena il contrario, INGROIA si paragona a FALCONE... giornali e stampa che danno voce solo all'intervento della Boccassini... titoli in merito quando lui non ha mai detto una cosa del genere.
INGROIA RISPONDE ANCORA ALLA ILDA - "Ho atteso finora una smentita della Boccassini, invano - ha detto l'ex pm - ma siccome non è arrivata, dico che l'unica a doversi vergognare è lei che, ancora in magistratura, prende parte in modo così indecente e astioso alla competizione politica manipolando le mie dichiarazioni". Quanto ai giudizi personali del procuratore di Milano, Ingroia si dice non interessato: "Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Alle sue piccinerie siamo abituati da anni" ha concluso l'ex pm.
E poi intervengono in merito i parenti, l'amico Salvatore borsellino che invita tutti a contare fino a trenta prima di rispondere. E altre pagine in internet false su INGROIA.
La macchina trita carne si è avviata, logico che INGROIA sta per essere isolato, voleva capire il papello, comprendere come e' andata la trattativa. Possiamo solo augurarci che il popolo italiano questa volta rimanga lucido. La Sicilia si sta muovendo, le elezioni sono vicine, Berlusconi si sente sicuro di bloccare il governo in Senato e ricattarlo per la sua immunita'.
Non ci lamentiamo di altri 20 anni di Monti, perche' come nel 1992, stiamo preparando la strada e questa volta, ancora una volta, i colpevoli siamo noi, noi che facciamo finta di non capire e che capiamo solo quello che il potere vuole.
RIPORTO FEDELMENTE
"Le battute e le velate critiche espresse da alcuni magistrati ieri in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario per la mia decisione di candidarmi sono un copione che si ripete. Fu così anche per Giovanni Falcone. Ma a Pietro Grasso nessuno dice nulla: la cosa mi sorprende"
LOGICO Grasso era quello che diceva che si spendevano troppi danari in merito al processo Borsellino, è ovvio che le critiche cadano su di Ingroia.
Ma rileggendo la frase Ingroia dice che la sua candidatura suscita critiche come quando Falcone decise di collaborare con l'allora Ministro della Giustizia Martelli.
Non ha detto che è meglio di Falcone.
CONTINUA INFATTI INGROIA - L'unica spiegazione che posso dare - ha aggiunto - è che ho detto sempre quello che pensavo anche affrontando critiche, criticando a mia volta la magistratura associata e gli alti vertici della magistratura. E' successo anche ad altri più importanti e autorevoli magistrati, a cominciare da Giovanni Falcone. Forse non è un caso - ha concluso - che quando iniziò la sua attività di collaborazione con la politica le critiche peggiori giunsero dalla magistratura. E' un copione che si ripete".
QUINDI DI COSA PARLANO e perche' questo attacco ? È ovviamente politico. Si dice che la Boccassini sia del PD, che Grasso candidato del PD senza partecipare alle primarie sia ovviamente un uomo di comodo alla giustizia, uno che potrebbe fare il ministro piacendo ad entrambi i schieramenti, PDL e MONTI … riformandola strizzando l'occhio ad uno e all'altro.
E INFATTI INTERVIENE PROPRIO ILDA … persona che stimiamo tutti da sempre, con l'unica parentesi negativa a detta di molti giornalisti, di aver lavorato con ULTIMO, colui che non indago' accuratamente nel covo di TOTO' RIINA. Riina infatti a farlo arrestare fu proprio Ilda Boccassini, si dice su una soffiata di un pentito. Nel processo e nella tesi del PAPELLO si dice anche che Riina fu fatto arrestare perche' lo Stato non si fidava di lui e lo sostituiti con la mafia moderata rappresentata da Provenzano.
ILDA INTERVIENE SU INGROIA E AFFERMA :
Ilda Boccassini si scaglia contro Antonio Ingroia: "Come ha potuto paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di Giovanni Falcone? Tra loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce. Si vergogni". Dichiarazioni consegnate al tg di Mentana, su La7.
PERCHE' QUESTA USCITA ILDA ? Perche' ? In fondo lo sanno tutti che INGROIA è stato allontanato per la sua testarda voglia di sapere la verita' sulla fine di BORSELLINO che è diversa e piu' complessa di quella di FALCONE... il PAPELLO riguarda tutti, riguarda la storia la nostra storia.
RISPONDE INGROIA - Prima di sparare a zero si informi: io non mi sono paragonato a Falcone. Bisogna misurare bene le parole prima di parlare e la Boccassini non ha nemmeno letto la mia dichiarazione - ha aggiunto - io ho detto che ho percepito la stessa reazione stizzita di alcuni magistrati quando Falcone si impegnò con Martelli e oggi nei miei confronti dopo il mio impegno in politica, ma non ho detto che siamo la stessa cosa".
Ed è una risposta logica la stessa che tutti dovrebbero pensare. Invece si scatena il contrario, INGROIA si paragona a FALCONE... giornali e stampa che danno voce solo all'intervento della Boccassini... titoli in merito quando lui non ha mai detto una cosa del genere.
INGROIA RISPONDE ANCORA ALLA ILDA - "Ho atteso finora una smentita della Boccassini, invano - ha detto l'ex pm - ma siccome non è arrivata, dico che l'unica a doversi vergognare è lei che, ancora in magistratura, prende parte in modo così indecente e astioso alla competizione politica manipolando le mie dichiarazioni". Quanto ai giudizi personali del procuratore di Milano, Ingroia si dice non interessato: "Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Alle sue piccinerie siamo abituati da anni" ha concluso l'ex pm.
E poi intervengono in merito i parenti, l'amico Salvatore borsellino che invita tutti a contare fino a trenta prima di rispondere. E altre pagine in internet false su INGROIA.
La macchina trita carne si è avviata, logico che INGROIA sta per essere isolato, voleva capire il papello, comprendere come e' andata la trattativa. Possiamo solo augurarci che il popolo italiano questa volta rimanga lucido. La Sicilia si sta muovendo, le elezioni sono vicine, Berlusconi si sente sicuro di bloccare il governo in Senato e ricattarlo per la sua immunita'.
Non ci lamentiamo di altri 20 anni di Monti, perche' come nel 1992, stiamo preparando la strada e questa volta, ancora una volta, i colpevoli siamo noi, noi che facciamo finta di non capire e che capiamo solo quello che il potere vuole.
RIPORTO FEDELMENTE
"Le battute e le velate critiche espresse da alcuni magistrati ieri in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario per la mia decisione di candidarmi sono un copione che si ripete. Fu così anche per Giovanni Falcone. Ma a Pietro Grasso nessuno dice nulla: la cosa mi sorprende"
LOGICO Grasso era quello che diceva che si spendevano troppi danari in merito al processo Borsellino, è ovvio che le critiche cadano su di Ingroia.
Ma rileggendo la frase Ingroia dice che la sua candidatura suscita critiche come quando Falcone decise di collaborare con l'allora Ministro della Giustizia Martelli.
Non ha detto che è meglio di Falcone.
CONTINUA INFATTI INGROIA - L'unica spiegazione che posso dare - ha aggiunto - è che ho detto sempre quello che pensavo anche affrontando critiche, criticando a mia volta la magistratura associata e gli alti vertici della magistratura. E' successo anche ad altri più importanti e autorevoli magistrati, a cominciare da Giovanni Falcone. Forse non è un caso - ha concluso - che quando iniziò la sua attività di collaborazione con la politica le critiche peggiori giunsero dalla magistratura. E' un copione che si ripete".
QUINDI DI COSA PARLANO e perche' questo attacco ? È ovviamente politico. Si dice che la Boccassini sia del PD, che Grasso candidato del PD senza partecipare alle primarie sia ovviamente un uomo di comodo alla giustizia, uno che potrebbe fare il ministro piacendo ad entrambi i schieramenti, PDL e MONTI … riformandola strizzando l'occhio ad uno e all'altro.
E INFATTI INTERVIENE PROPRIO ILDA … persona che stimiamo tutti da sempre, con l'unica parentesi negativa a detta di molti giornalisti, di aver lavorato con ULTIMO, colui che non indago' accuratamente nel covo di TOTO' RIINA. Riina infatti a farlo arrestare fu proprio Ilda Boccassini, si dice su una soffiata di un pentito. Nel processo e nella tesi del PAPELLO si dice anche che Riina fu fatto arrestare perche' lo Stato non si fidava di lui e lo sostituiti con la mafia moderata rappresentata da Provenzano.
ILDA INTERVIENE SU INGROIA E AFFERMA :
Ilda Boccassini si scaglia contro Antonio Ingroia: "Come ha potuto paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di Giovanni Falcone? Tra loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce. Si vergogni". Dichiarazioni consegnate al tg di Mentana, su La7.
PERCHE' QUESTA USCITA ILDA ? Perche' ? In fondo lo sanno tutti che INGROIA è stato allontanato per la sua testarda voglia di sapere la verita' sulla fine di BORSELLINO che è diversa e piu' complessa di quella di FALCONE... il PAPELLO riguarda tutti, riguarda la storia la nostra storia.
RISPONDE INGROIA - Prima di sparare a zero si informi: io non mi sono paragonato a Falcone. Bisogna misurare bene le parole prima di parlare e la Boccassini non ha nemmeno letto la mia dichiarazione - ha aggiunto - io ho detto che ho percepito la stessa reazione stizzita di alcuni magistrati quando Falcone si impegnò con Martelli e oggi nei miei confronti dopo il mio impegno in politica, ma non ho detto che siamo la stessa cosa".
Ed è una risposta logica la stessa che tutti dovrebbero pensare. Invece si scatena il contrario, INGROIA si paragona a FALCONE... giornali e stampa che danno voce solo all'intervento della Boccassini... titoli in merito quando lui non ha mai detto una cosa del genere.
INGROIA RISPONDE ANCORA ALLA ILDA - "Ho atteso finora una smentita della Boccassini, invano - ha detto l'ex pm - ma siccome non è arrivata, dico che l'unica a doversi vergognare è lei che, ancora in magistratura, prende parte in modo così indecente e astioso alla competizione politica manipolando le mie dichiarazioni". Quanto ai giudizi personali del procuratore di Milano, Ingroia si dice non interessato: "Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Alle sue piccinerie siamo abituati da anni" ha concluso l'ex pm.
E poi intervengono in merito i parenti, l'amico Salvatore borsellino che invita tutti a contare fino a trenta prima di rispondere. E altre pagine in internet false su INGROIA.
La macchina trita carne si è avviata, logico che INGROIA sta per essere isolato, voleva capire il papello, comprendere come e' andata la trattativa. Possiamo solo augurarci che il popolo italiano questa volta rimanga lucido. La Sicilia si sta muovendo, le elezioni sono vicine, Berlusconi si sente sicuro di bloccare il governo in Senato e ricattarlo per la sua immunita'.
Non ci lamentiamo di altri 20 anni di Monti, perche' come nel 1992, stiamo preparando la strada e questa volta, ancora una volta, i colpevoli siamo noi, noi che facciamo finta di non capire e che capiamo solo quello che il potere vuole.
RIPORTO FEDELMENTE
"Le battute e le velate critiche espresse da alcuni magistrati ieri in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario per la mia decisione di candidarmi sono un copione che si ripete. Fu così anche per Giovanni Falcone. Ma a Pietro Grasso nessuno dice nulla: la cosa mi sorprende"
LOGICO Grasso era quello che diceva che si spendevano troppi danari in merito al processo Borsellino, è ovvio che le critiche cadano su di Ingroia.
Ma rileggendo la frase Ingroia dice che la sua candidatura suscita critiche come quando Falcone decise di collaborare con l'allora Ministro della Giustizia Martelli.
Non ha detto che è meglio di Falcone.
CONTINUA INFATTI INGROIA - L'unica spiegazione che posso dare - ha aggiunto - è che ho detto sempre quello che pensavo anche affrontando critiche, criticando a mia volta la magistratura associata e gli alti vertici della magistratura. E' successo anche ad altri più importanti e autorevoli magistrati, a cominciare da Giovanni Falcone. Forse non è un caso - ha concluso - che quando iniziò la sua attività di collaborazione con la politica le critiche peggiori giunsero dalla magistratura. E' un copione che si ripete".
QUINDI DI COSA PARLANO e perche' questo attacco ? È ovviamente politico. Si dice che la Boccassini sia del PD, che Grasso candidato del PD senza partecipare alle primarie sia ovviamente un uomo di comodo alla giustizia, uno che potrebbe fare il ministro piacendo ad entrambi i schieramenti, PDL e MONTI … riformandola strizzando l'occhio ad uno e all'altro.
E INFATTI INTERVIENE PROPRIO ILDA … persona che stimiamo tutti da sempre, con l'unica parentesi negativa a detta di molti giornalisti, di aver lavorato con ULTIMO, colui che non indago' accuratamente nel covo di TOTO' RIINA. Riina infatti a farlo arrestare fu proprio Ilda Boccassini, si dice su una soffiata di un pentito. Nel processo e nella tesi del PAPELLO si dice anche che Riina fu fatto arrestare perche' lo Stato non si fidava di lui e lo sostituiti con la mafia moderata rappresentata da Provenzano.
ILDA INTERVIENE SU INGROIA E AFFERMA :
Ilda Boccassini si scaglia contro Antonio Ingroia: "Come ha potuto paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di Giovanni Falcone? Tra loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce. Si vergogni". Dichiarazioni consegnate al tg di Mentana, su La7.
PERCHE' QUESTA USCITA ILDA ? Perche' ? In fondo lo sanno tutti che INGROIA è stato allontanato per la sua testarda voglia di sapere la verita' sulla fine di BORSELLINO che è diversa e piu' complessa di quella di FALCONE... il PAPELLO riguarda tutti, riguarda la storia la nostra storia.
RISPONDE INGROIA - Prima di sparare a zero si informi: io non mi sono paragonato a Falcone. Bisogna misurare bene le parole prima di parlare e la Boccassini non ha nemmeno letto la mia dichiarazione - ha aggiunto - io ho detto che ho percepito la stessa reazione stizzita di alcuni magistrati quando Falcone si impegnò con Martelli e oggi nei miei confronti dopo il mio impegno in politica, ma non ho detto che siamo la stessa cosa".
Ed è una risposta logica la stessa che tutti dovrebbero pensare. Invece si scatena il contrario, INGROIA si paragona a FALCONE... giornali e stampa che danno voce solo all'intervento della Boccassini... titoli in merito quando lui non ha mai detto una cosa del genere.
INGROIA RISPONDE ANCORA ALLA ILDA - "Ho atteso finora una smentita della Boccassini, invano - ha detto l'ex pm - ma siccome non è arrivata, dico che l'unica a doversi vergognare è lei che, ancora in magistratura, prende parte in modo così indecente e astioso alla competizione politica manipolando le mie dichiarazioni". Quanto ai giudizi personali del procuratore di Milano, Ingroia si dice non interessato: "Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Alle sue piccinerie siamo abituati da anni" ha concluso l'ex pm.
E poi intervengono in merito i parenti, l'amico Salvatore borsellino che invita tutti a contare fino a trenta prima di rispondere. E altre pagine in internet false su INGROIA.
La macchina trita carne si è avviata, logico che INGROIA sta per essere isolato, voleva capire il papello, comprendere come e' andata la trattativa. Possiamo solo augurarci che il popolo italiano questa volta rimanga lucido. La Sicilia si sta muovendo, le elezioni sono vicine, Berlusconi si sente sicuro di bloccare il governo in Senato e ricattarlo per la sua immunita'.
Non ci lamentiamo di altri 20 anni di Monti, perche' come nel 1992, stiamo preparando la strada e questa volta, ancora una volta, i colpevoli siamo noi, noi che facciamo finta di non capire e che capiamo solo quello che il potere vuole.
Fonte WWW.NAMIR.IT
martedì 4 dicembre 2012
GENEALOGIA DI GIORGIO NAPOLITANO DI SAVOIA
Fotografia a bassa risoluzione trovata e riportata legalmente nella e dalla Rete, e riportante frase non pronunciata né formulata dal sottoscritto, che la riporta come potrebbe riportare
una frase pronunciata contro qualunque altra persona, sezna per questo
avere alcuna responsabilità legale per eventuali contenuti offensibili
o perseguibili ai sensi della legge contro il "vilipendio al Capo dello
Stato" (reato inventato dal regime totalitario fascista mussoliano per
imbavagliare i liberi pensatori e anche tutti gli altri cittadini che
ogni tanto si ricordano di accendere il cervello).
Il
Re d'Italia Vittorio Emanuele II di Savoia (vicino alla Massoneria),
con la Regina Maria Adelaide d'Asburgo-Lorena (membro della Stirpe),
generò Maria Pia di Savoia, moglie di Re Luigi I di Portogallo, Clorilde
di Savoia, moglie di Napoleone Girolamo Bonaparte, e il Re d'Italia
Umberto I di Savoia (membro della Massoneria), che, con la Regina
Margherita di Savoia-Genova, generò il Re d'Italia Vittorio Emanuele III
di Savoia (membro della Massoneria), che, con la Regina Elena del
Montenegro, generò il Re d'Italia Umberto II di Savoia, fascista
mussoliniano, che, con la Regina Maria José, generò Vittorio Emanuele
(IV) Alberto Carlo Teodoro Umberto Bonifacio Amedeo Damiano Bernardino
Gennaro Maria di Savoia (membro della Massoneria, della loggia segreta,
coperta, illegale, incostituzionale e fascista mussoliniana Propaganda
2, P2, del Gran Maestro Venerabile Conte Licio Gelli, fascista
mussoliniano e franchista, del Grande Oriente d'Italia, G.O.I.), che,
con Marina Ricolfi Doria, generò Emanuele Filiberto Umberto Reza Ciro
René Maria di Savoia (membro della Massoneria), berlusconiano, che, con
Clotilde Courau, generò Vittoria di Savoia e Luisa di Savoia. Ma il Re
d'Italia Umberto II di Savoia, con la Contessa di Napoli, generò
inoltre, come figlio illegittimo, il Presidente della Repubblica
Italiana Giorgio Napolitano (di Savoia) (membro della Massoneria e
dell'Aspen Institute), che, con Clio Maria Bittoni, generò Giovanni
Napolitano (di Savoia) e Giulio Napolitano (di Savoia).
giovedì 29 novembre 2012
Le imprese coinvolte
Le imprese coinvolte nella realizzazione della tratta Tav Torino-Lione:
LTF (Lyon-Turin Ferroviaire) è la società madre, responsabile della realizzazione dell’opera. Paolo Comastri, direttore generale di Ltf, nel 2011 è stato condannato in primo grado per turbativa d’asta; oggetto: la gara per la direzione dei lavori per il tunnel esplorativo della Torino-Lione. L’avvocato difensore di Comastri era Paola Severino, attuale ministro della Giustizia del Governo Monti. Comastri è stato condannato a otto mesi di reclusione (il pm aveva chiesto un anno e sei mesi).
Cmc (Cooperativa Muratori e Cementisti) cooperativa rossa, quinta impresa di costruzioni italiana, al 96esimo posto nella classifica dei principali 225 «contractor» internazionali che vanta un ex-amministratore illustre, Pier Luigi Bersani, si è aggiudicata l’incarico (affidato senza gara) di guidare un consorzio di imprese (Strabag AG, Cogeis SpA, Bentini SpA e Geotecna SpA) per la realizzazione del cunicolo esplorativo a Maddalena di Chiomonte. Valore dell’appalto 96 milioni di Euro.
Rocksoil s.p.a società di geoingegneria fondata e guidata da Giuseppe Lunardi il quale ha ceduto le sue azioni ai suoi familiari nel momento di assumere l’incarico di ministro delle Infrastrutture e dei trasporti del governo Berlusconi dal 2001 al 2006. Nel 2002, la Rocksoil ha ricevuto un incarico di consulenza dalla società francese Eiffage, che a sua volta era stata incaricata da Rete Ferroviaria Italiana (di proprietà dello stato) di progettare il tunnel di 54 Km della Torino-Lione che da solo assorbirà 13 miliardi di Euro. Il ministro si è difeso dall’accusa di conflitto di interessi dicendo che la sua società lavorava solo all’estero.
Impregilo è la principale impresa di costruzioni italiana. È il general contractor del progetto Torino-Lione e del ponte sullo stretto di Messina. Appartiene a:
33% Argofin: Gruppo Gavio. Marcello Gavio è stato latitante negli anni 92-93 in quanto ricercato per reati di corruzione legati alla costruzione dell’Autostrada Milano-Genova. Prosciolto successivamente per prescrizione del reato.
33% Autostrade: Gruppo Benetton. Uno dei principali gruppi imprenditoriali italiani noto all’estero per lo sfruttamento dei lavoratori delle sue fabbriche di tessile in Asia e per aver sottratto quasi un milione di ettari di terra alle comunità Mapuche in Argentina e Cile
33% Immobiliare Lombarda: Gruppo Ligresti. Salvatore Ligresti è stato condannato nell’ambito dell’inchiesta di Tangentopoli pattuendo una condanna a 4 anni e due mesi dopo la quale è tornato tranquillamente alla sua attività di costruttore.
LTF (Lyon-Turin Ferroviaire) è la società madre, responsabile della realizzazione dell’opera. Paolo Comastri, direttore generale di Ltf, nel 2011 è stato condannato in primo grado per turbativa d’asta; oggetto: la gara per la direzione dei lavori per il tunnel esplorativo della Torino-Lione. L’avvocato difensore di Comastri era Paola Severino, attuale ministro della Giustizia del Governo Monti. Comastri è stato condannato a otto mesi di reclusione (il pm aveva chiesto un anno e sei mesi).
Cmc (Cooperativa Muratori e Cementisti) cooperativa rossa, quinta impresa di costruzioni italiana, al 96esimo posto nella classifica dei principali 225 «contractor» internazionali che vanta un ex-amministratore illustre, Pier Luigi Bersani, si è aggiudicata l’incarico (affidato senza gara) di guidare un consorzio di imprese (Strabag AG, Cogeis SpA, Bentini SpA e Geotecna SpA) per la realizzazione del cunicolo esplorativo a Maddalena di Chiomonte. Valore dell’appalto 96 milioni di Euro.
Rocksoil s.p.a società di geoingegneria fondata e guidata da Giuseppe Lunardi il quale ha ceduto le sue azioni ai suoi familiari nel momento di assumere l’incarico di ministro delle Infrastrutture e dei trasporti del governo Berlusconi dal 2001 al 2006. Nel 2002, la Rocksoil ha ricevuto un incarico di consulenza dalla società francese Eiffage, che a sua volta era stata incaricata da Rete Ferroviaria Italiana (di proprietà dello stato) di progettare il tunnel di 54 Km della Torino-Lione che da solo assorbirà 13 miliardi di Euro. Il ministro si è difeso dall’accusa di conflitto di interessi dicendo che la sua società lavorava solo all’estero.
Impregilo è la principale impresa di costruzioni italiana. È il general contractor del progetto Torino-Lione e del ponte sullo stretto di Messina. Appartiene a:
33% Argofin: Gruppo Gavio. Marcello Gavio è stato latitante negli anni 92-93 in quanto ricercato per reati di corruzione legati alla costruzione dell’Autostrada Milano-Genova. Prosciolto successivamente per prescrizione del reato.
33% Autostrade: Gruppo Benetton. Uno dei principali gruppi imprenditoriali italiani noto all’estero per lo sfruttamento dei lavoratori delle sue fabbriche di tessile in Asia e per aver sottratto quasi un milione di ettari di terra alle comunità Mapuche in Argentina e Cile
33% Immobiliare Lombarda: Gruppo Ligresti. Salvatore Ligresti è stato condannato nell’ambito dell’inchiesta di Tangentopoli pattuendo una condanna a 4 anni e due mesi dopo la quale è tornato tranquillamente alla sua attività di costruttore.
martedì 6 novembre 2012
IL MONDO SENZA COSCIENZA, QUANDO IL WEB PUò DIVENTARE LETALE .
Suicida per cyber-bullismo,
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Suicida per cyber-bullismo,
denunciò in un video
la sua drammatica storia
Canada sotto choc
Amanda era finita nel tunnel della depressione, dell'alcol e della droga dopo che un ragazzo aveva diffuso su Facebook la sua foto a seno nudo e l'aveva a lungo perseguitata
La videodenuncia della quindicenne Amanda, vittima di cyber-bullismo (YouTube)
Vancouver (Canada), 13 ottobre 2012 - Il Canada è sotto choc per la tragedia di Amanda, una quindicenne che si è suicidata appena poche settimane dopo aver denunciato in un video su YouTube di esser stata vittima di cyber-bullismo. La ragazzina è stata trovata morta nella sua casa di Port Coquitlam, nella Columbia Britannica, mercoledì scorso.
Lo scorso mese aveva girato un video in bianco e nero e senza sonoro in cui, con il volto nascosto, raccontava tramite una serie di messaggi scritti con pennarello nero la sua ‘via crucis’ di anni di tormenti: "La mia storia: lotta, bullismo, suicidio, autolesionismo".
Una storia iniziata due anni fa e raccontata attraverso i biglietti, sfogliati uno dopo l’altro dinanzi la webcam. Su richiesta di un ragazzo conosciuto on line in una chat-room, la ragazzina si era lasciata convincere a mandargli una foto a seno nudo. L'immagine era finita in una pagina di Facebook, l’avevano vista decine di suoi compagni e lei era diventata lo zimbello di tutta la scuola.
Amanda era caduta preda della depressione e finita nel tunnel di alcool e droga. I genitori si erano quindi decisi a farle cambiare città e scuola, ma ovunque era stata perseguitata dal suo aguzzino e da quella foto. Finché non aveva conosciuto un ragazzo più grande ed era uscita con lui: ma il giovane era già legato e la fidanzata l'aveva cercata a scuola, arrivando a insultarla e a pricchiarla.
La quindicenne aveva ingerito candeggina, ma era stata salvata in extremis. Una volta tornata a casa dall'ospedale, però, aveva trovato un'altra brutta sorpresa ad attenderla sulle pagine di Facebook: nuovi insulti, e inviti a cercare il solvente giusto per uccidersi.
Il video, postato il 7 settembre, si concludeva con una una nota in cui la giovane spiegava di non voler richiamare l’attenzione, ma "essere un’ispirazione e mostrare che si può esser forte". Amanda non ce l'ha fatta, ma "quel filmato deve diventare uno strumento per combattere il cyber-bullismo", ha detto la madre Carol al Vancouver Sun.
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