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lunedì 30 dicembre 2013

Anche Paolo Berlusconi nel giro dei rifiuti nucleari

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di Chiara Paolin Lo dice senza problemi che in vita sua ha ammazzato almeno cinquanta cristiani, e per altri quattrocento ha dato l’ordine di farli fuori. Lo giura con un sorriso che è scampato alla morte tante volte, per miracolo: “Pure con la stricnina in carcere ci hanno provato, e un’altra volta con un lanciamissili”. Carmine Schiavone ha retto a tutto dopo l’affiliazione alla mafia, con pungitura a Milano nel 1974 per mano di Luciano Liggio. Non un camorrista, dunque, ma un mafioso che gestiva il comparto costruzioni e opere pubbliche a Caserta e dintorni: dieci miliardi di lire al mese da spartire e investire. Nei primi anni 90 il guaio. Gli propongono di mettere monnezza sotto una strada, e lui ci sta. Ma quando s’accorge che tra i sacchi di spazzatura ci sono fusti tossici, rompe l’accor – do. Il clan tenta di convincerlo. Sandokan, suo cugino, lo minaccia. Lui insiste, gli fanno una soffiata e arriva l’arresto, il carcere, le rivelazioni sulla montagna di schifezze sotterrate nelle campagne. Indagini e processi che mandano in galera 1500 affiliati. Questa è la storia di Carmine Schiavone per come la racconta lui in prima persona a Servizio Più Pubblico, lo speciale in onda stasera su La7 (ore 20:35) per raccontare cos’è l’“Inferno atomico”, un territorio devastato da 10 mila tonnellate di rifiuti tra cui, dice Schiavone, ci stanno pure materiali radioattivi. “QUA SOTTO CI SONO le scorie nucleari, arrivate qua dalla Germania in cassettine grandi così – dice Schiavone calpestando un campo vicino a Casal di Principe –. Le portava una società di Milano collegata all’ex P2, a Licio Gelli: era di uno che faceva il costruttore, e che s’è dimesso appena io ho verbalizzato il suo nome”. Cioè quando, a partire dal 1993, Schiavone spiega ai magistrati l’affare della monnezza e spara un nome grosso, già all’epoca: “Dove sono finiti i verbali dove parlo di Paolo Berlusconi?”, chiede Schiavone quando alcune mamme della zona, persi i loro bimbi per tumori legati all’inquinamento, pretendono dal boss un’assunzione di responsabilità. Nessuna prova contro Paolo Berlusconi è mai stata esibita, e molte dichiarazioni di Carmine Schiavone restano coperte dal segreto di Stato. Quanto emerso nelle ultime settimane sul lavoro svolto dalla Commissione parlamentare nel 1997, il famoso “qua moriranno tutti tra vent’anni”, è solo un frammento della verità più profonda e inesplorata. Un mistero che ha rovinato la vita a Roberto Mancini, l’agente della Criminalpol che per quelle indagini del 1993 sorvolò in elicottero le terre del veleno. Al suo fianco Schiavone, che gli indicava i campi dove il suo clan aveva sotterrato i rifiuti pericolosi. L’agente Mancini ha passato giorni interi camminando su quella terra, a prendere misure e segnare punti di scavo, a seguire i carotaggi e prendere appunti. L’agente Mancini non è più in servizio: da dieci anni combatte un linfoma, un cancro tipico nella Terra dei fuochi, una malattia che è una beffa per chi credeva nella legalità e ha visto sprecare un lavoro rischioso, durissimo. “Non sono stato tutelato dallo Stato – dice Mancini nello studio di Servizio Pubblico a Sandro Ruotolo –. Finora ho combattuto il tumore, d’ora in poi mi dedicherò alle istituzioni. Quando consegnai il mio rapporto sulle ispezioni giù in Campania, i giudici Narducci e Policastro erano entusiasti. Pochi giorni dopo cambiarono idea, e dell’inchiesta non rimase nulla: troppo difficile da gestire, troppe pressioni. C’è stato anche l’intervento della massoneria, è provato”. In Campania tutti aspettano una risposta. I malati, i parenti dei morti, quelli che pretendono dal presidente della Repubblica il riconoscimento ufficiale dello status di vittime dello Stato: “Gli abbiamo spedito 150 mila cartoline, non ha dato cenno – spiegano dal comitato –. Del resto, all’epoca dei fatti, era lui il ministro degli Interni. Quindi ora speriamo che ci dia ascolto Papa Francesco”. NELLE CAMPAGNE, i contadini raccolgono peperoni e friarielli a pochi metri dalle aree sospette: “Dobbiamo svendere, nessuno compra più”. Ma perché non avete denunciato negli anni chi veniva a sversare? “Con la canna di fucile in bocca dovevamo parlare, certo. Qua non ci ha difesi mai nessuno, la politica sapeva, ha mangiato e noi siamo rovinati”.

venerdì 13 dicembre 2013

C'È UNA GUERRA SOTTOBANCO IGNORATA DALLA COSIDETTA CIVILTÀ!













Ci sono 36 nazioni che oggi si trovano in questa condizione in Africa, Asia e Medio Oriente.
Tra queste ci sono Messico, Bolivia, Mauritania, Ghana, Marocco, Algeria, Tunisia, Libano, Libia, Somalia, Kenya, Madagascar, Israele-Palestina, Egitto, Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Oman, Giordania, Azerbajian, Iraq, Iran, Siria, India, Yemen, Pakistan e Corea del Sud
  • Un miliardo e 800.000 persone non hanno un adeguato rifornimento d'acqua
  • un bambino di un paese sotto sviluppato consuma acqua da trenta a cinquanta volte in meno di quanto ne consuma un bambino dei paesi industrializzati
  • dai 5 ai 10 milioni di uomini e bambini muoiono a causa di malattie dovute all'inquinamento dell'acqua: colera, tifo, epatite, dissenteria, gastroenterite ed altre malattie
  • a ben un quinto delle bambine e dei bambini del mondo manca l'acqua.
Mappa scarsità acqua
  • Nell'Africa Orientale, un bambino ogni 15 secondi muore per il mancato accesso all'acqua potabile, soprattutto nei primi 5 anni di vita
  • in Somalia, in cui il 71% della popolazione non ha accesso all'acqua potabile, 1 bambino su 7 muore prima di aver compiuto un anno
Ogni anno, sempre in Africa, sono approssimativamente 443 milioni i giorni di scuola persi da bambini e bambine, poiché si spostano di frequente con le famiglie a causa della mancanza d'acqua o perchè sono costretti a saltare le lezioni per accompagnare il bestiame ad abbeverarsi.
Ogni giorno le bambine africane percorrono circa 6 km per approvvigionarsi d'acqua, trasportandola poi in contenitori dal peso di circa 20 chili, con conseguenti danni alla spina dorsale e al bacino.
In periodi di particolare siccità, in Kenya, aumentano anche i matrimoni di bambine, che spesso non hanno più di 10 anni e vengono date in moglie in cambio di cibo e acqua.
tratto da Save the children
  • La regione comunemente individuata come MENA, ovvero la regione del Medio Oriente e Nord Africa, è senza dubbio una delle più aride al mondo, dove, in oltre 5000 anni di storia, l'acqua è stata spesso oggetto di guerre e conflitti più o meno localizzati.
    Il controllo, l'impiego e la ripartizione delle risorse idriche continuano a scatenare ancora oggi tensioni tra gli Stati e tra le popolazioni di quell'area.
I tassi di crescita demografica vicini al 3% annuo, uno sviluppo economico che stenta a decollare, gli investimenti stranieri che ristagnano da tempo a causa delle tensioni etniche, politiche e religiose stanno determinando una competizione crescente tra i governi della regione per accaparrarsi le limitate risorse idriche dei tre bacini fluviali più estesi, il Nilo, il Giordano e il Tigri-Eufrate.
tratto da Le dispute idriche in Medio Oriente
  • La scarsità d'acqua è un problema grave in tutto il Medio Oriente.
In nessuna parte del mondo tutto ciò è clamorosamente evidente quanto nei Territori Palestinesi Occupati.
La popolazione palestinese è la metà di quella israeliana, ma consuma soltanto il 10-15 per cento dell'acqua che viene consumata in Israele.
In Cisgiordania, i coloni israeliani usano una quantità di acqua pro capite quasi nove volte maggiore di quella che usano i palestinesi.
I palestinesi patiscono una delle carenze idriche più gravi del mondo.
Per paesi come il Bangladesh, che dipende dall'India per il 91 per cento delle acque usate per irrigare le piantagioni e rigenerare gli acquiferi, i vantaggi di una cooperazione in materia idrica sono evidenti.
Per altri paesi, la consapevolezza della necessità di cooperare è arrivata fin troppo tardi.
È il caso del lago d'Aral, nell'Asia centrale.
tratto da Lo spettro delle "guerre per l'acqua" distoglie
dalla necessità urgente di cooperazioni transfrontaliere
  • Grandi fiumi come il Nilo, il Gange, il Colorado, ... stanno progressivamente riducendo la loro portata d'acqua.

il Nilo il Gange il Colorado
Il Rio delle Amazzoni, ad esempio, dieci anni fa in alcuni punti era largo 1300 metri e profondo quindici, oggi gli stessi punti sono larghi 20 metri e profondi 50 centimetri.
Come si muore di sete?

"La disidratazione inizia quando il nostro corpo ha perso circa 3-4 litri di acqua e, se non si corre ai ripari, si va incontro alla morte per sete.
Dapprima la testa comincia a girare, la pelle diviene secca, compare un po' di febbre e si avverte un crescente senso di irritabilità e disorientamento.
Quando la perdita di liquidi arriva a 8 litri, la lingua è così gonfia che è difficile deglutire e non solo non si riesce a camminare, ma le forze non bastano neppure per trascinarsi strisciando sul terreno.
Poi la pelle si disidrata tanto da spaccarsi, mentre i reni e il fegato non funzionano più.
La febbre sale, perché il corpo non riesce a mantenere costante la propria temperatura interna. Infine il sistema nervoso perde la capacità di controllare il ritmo del respiro e il battito del cuore. Sopraggiunge il coma e quindi la morte" .
Tratto da: Vandana Shiva, Le guerre dell'acqua, Feltrinelli, Milano 2003, p. 107
Inizio 
 FONTE http://www.griffini.lo.it/laScuola/prodotti/risorsaacqua/moriresenzacqua.htm

martedì 10 dicembre 2013

Un quintale di amianto a pochi metri da un'oasi del Wwf. La scoperta della GdF in Irpinia

Grave scoperta quella che, stamane, hanno effettuato gli uomini della Guardia di Finanza. Una discarica a cielo aperto sita in provincia di Avellino, rischiava di mettere in pericolo la salubrità delle acque in Campania e anche in Puglia.
Si tratta di un rinvenimento inquietante, specie se si considera la zona in cui è avvenuto. Non parliamo di Terra dei fuochi o di Triangolo della morte ma della verde irpinia, ovvero le campagne di Conza della Campania. A poche centinaia di metri sorge un'oasi protetta del Wwf. Oltre a una vera e propria discarica abusiva a cielo aperto con rifiuti di varia natura, le Fiamme Gialle hanno scoperto 80 pannelli di Eternit, pari a circa un quintale di amianto smaltito illegalmente. Il rischio era che, con le piogge battenti, l'amianto penetrasse nelle profondità del terreno, inquinando le falde da cui si alimenta anche l'acquedotto pugliese.
Redazione

venerdì 6 dicembre 2013

IL CONTROLLO DEL CLIMA

2025
Agosto 1956, da La scienza illustrata (pag 23):
“Il matematico John Von Neumann afferma che nel 1980 un consiglio meteorologico qualsiasi sarà in grado di premere semplicemente un interruttore e cancellare dalla faccia della terra le regioni polari, o di infliggere per mezzo di un altro pulsante un’altra Età glaciale sul territorio nemico.”
“Lo scienziato Vincent Schaefer ha stabilito che è già possibile limitare la formazione di nubi sovraraffreddate in qualsiasi parte del mondo.”
“In altre parole, commenta T. Morris Longstreth nel suo libro Comprendere il tempo, un nemico attivo potrebbe seminare lo spazio aereo di una nazione qualsiasi e spargere la siccità nella stagione del raccolto.”
“La meteorologia ha fatto tali passi da gigante recentemente che il dottor Edward Teller, dichiarato il padre della bomba H, prevede il dominio delle condizioni atmosferiche di qui a dieci anni.”
“Dunque la corsa al controllo meteorologico è una cosa ben attuale, è un programma già in pieno svolgimento! E il contendente che perderà vedrà maturarsi per lui la siccità e la tempesta, il simun del deserto e i torrenti di pioggia del tifone, il ciclone e l’uragano, in una parola tutte le rovine, tutte le devastazioni che le possenti forze della Natura scatenata scaglieranno sul suo capo.”
“E sarà una disfatta che né genio di generale né coraggio di soldato varrà a mitigare, sarà proprio il caso di dire: guai ai vinti!”
“Ecco ciò che attende il vinto nella drammatica corsa per il controllo del tempo. Mentre il trionfatore dominerà il mondo.”
Fonte citazioni: nexusitalia.com
Storia del controllo climatico
1890 – Il Congresso degli Stati Uniti finanzia un esperimento per provocare la pioggia, ideato dal generale Dyrenfort, il quale consiste su una serie di cannonate a ciel sereno. Durante la guerra di secessione, il generale aveva notato che dopo ciascuna delle 198 battaglie aveva sempre piovuto e intuì che a provocare la pioggia fosse stato il rumore delle cannonate. L’esperimento, effettuato in Texas, fallisce.


1892 –  A Schenectday, nello Stato di New York, viene fondata la General Electric Company (GE), multinazionale attiva nel campo della tecnologia e dei servizi. Oggi è tra le prime compagnie al mondo per importanza.
1922 – Nasce Raytheon, destinata a diventare leader mondiale dei sistemi missilistici, radar, satelliti, armi elettromagnetiche, comunicazioni. Attualmente detiene tecnologie e brevetti strettamente correlati ad H.A.A.R.P., oltre a proseguire ricerche climatiche in Antardide tramite “Raytheon Polar Services”.
1932 -  A Irving Langmuir viene conferito il premio Nobel per la chimica.
Inizio anni ’40 – Irving Langmuir e il suo collaboratore Vincent J. Schaefer (futuro direttore dell’Atmospheric Sciences Research Center dell’Università di New York) sono i responsabili dei laboratori della GE. Nel corso della seconda Guerra mondiale, il governo degli Stati Uniti incarica la General Electric di svolgere indagini scientifiche per scopi bellici. Langumuir e Schaefer iniziano a studiare un metodo per favorire la pioggia. Durante un esperimento, Schaefer scopre che ad una temperatura inferiore a -40 °C le particelle di vapore acqueo sottoraffreddate si solidificano anche in assenza di nuclei di condensazione. Questo risultato è reso possibile mediante l’introduzione di ghiaccio secco (anidride carbonica solida, la quale ha una temperatura di circa -78°C) all’interno della cella frigorifera usata per i loro esperimenti. A questo punto vogliono verificare cosa potrebbe succedere immettendo del ghiaccio secco all’interno di una nube.
13 novembre 1946 – Schaefer vola con un aereo nel cielo di Pittsfield, in Massachusetts, spargendo un chilo e mezzo di ghiaccio secco tritato finemente all’interno di uno strato nuvoloso sopraffuso. Nel giro di pochi minuti le goccioline sottoraffeddate si condensano e si trasformano in fiocchi di neve. L’evento ha dato una spinta notevole alla ricerca sulla manipolazione e controllo del clima iniziata nel secondo dopoguerra.
Qualche giorno dopo, davanti ad un pubblico di spettatori, i due scienziati effettuano un secondo esperimento inseminando una nube sopraffusa con il logo della General Electronic, ottenendo pioggia in corrispondenza delle zone trattate. Da questi esperimenti nasce l’idea di manipolare le precipitazioni di pioggia, neve e grandine e di modificare nuvole e uragani.
Questi esperimenti portano dissensi da parte di meteorologi i quali sostengono che i costi per operazioni del genere siano di gran lunga superiori ai vantaggi che si potrebbero ottenere.
1947 – Lo scienziato Bernard Vonnegut (fratello del famoso scrittore di fantascienza  Kurt Vonnegut)si unisce a Schaefer e Langmuir nelle ricerche per la Generic Electric. Egli esamina diverse sostanze chimiche, con struttura cristallina simile a quella del ghiaccio, in grado di far solidificare le particelle di vapore anche a temperature maggiori di -40°C. Durante i suoi esperimenti, Vonnegut, scopre che lo ioduro d’argento ha la capacità di trasformare le goccioline sopraffuse in cristalli di ghiaccio ad una temperatura di -4 °C. Le sperimentazioni iniziano ad attirare l’interesse pubblico e quelle del governo americano che decide di finanziarle: nasce il Progetto Cirrus.
Anni ’50 – Durante la guerra fredda, tra USA e URSS si svolge una corsa segreta al dominio climatico.
1950 – Le sperimentazioni del Progetto Cirrus si trasferiscono dai laboratori della GE al Naval Weapons Center di China Lake (California): in una base militare.
1951Vannevar Bush, presidente del Carnegie Institute, afferma: “Mi sono convinto che in certe circostanze sarà possibile nuclearizzare la pioggia”.
1952 – L’Inghilterra sperimenta una tecnologia per ribattere un eventuale attacco da parte della Germania, provocando un nubifragio che causò la morte di 32 persone nel Devonshire.
1953 – Il governo americano costituisce un’Agenzia per il Controllo del Tempo.
1957 – Una commissione consultiva sul controllo climatico afferma: “Le modificazioni climatiche potrebbero rivelarsi un’arma più cruciale della bomba atomica”. [M.S. Ventakataramani, To OWN The Weather, Frontline, 16-29 gennaio 1999.
1958 - Howard T. Orville, capo dell'Agenzia per il Controllo del Tempo, afferma che si stanno studiando "modi per modificare il clima usando un raggio elettronico per ionizzare o de-ionizzare l'atmosfera sopra una determinata area". Il senatore, e futuro Presidente degli USA, Lyndon Johnson, dichiara che "Dallo spazio sarà possibile controllare il clima terrestre, causare siccità e inondazioni, cambiare le maree e innalzare il livello del mare, rendere gelidi i climi temperati".
(www.fabiofeminofantascience.org/RETROFUTURE/RETROFUTURE20.html)

1961 – Al fine di favorire e incrementare la piovosità, in Israele ha inizio un programma di inseminazione delle nubi con ioduro d'argento, gestito dalla EMS (società controllata dal Mekorot, la Compagnia nazionale delle acque).
Anni '70 – Gli USA investono 20 milioni all'anno per la ricerca e la sperimentazione di tecnologie atte alla modificazione del clima.
Estate del 1970 - La Dott.ssa Joanne Simpson (direttrice del Laboratorio Sperimentale di Meteorologia della U.S. Oceanic and Atmospheric Administration) sorvola le Paludi Everglades (Florida) con un aereo attrezzato per lo spargimento di cristalli di ioduro d'argento, penetra all'interno di una nube a circa 5-6 Km di quota e la insemina con miliardi di microscopici cristalli di ioduro d'argento. Dopo pochi minuti inizia una precipitazione abbondante: un volume di circa 15 milioni metri cubi d'acqua.
1967-1972 - Durante la guerra del Vietnam gli Stati Uniti eseguirono ben 2500 missioni aeree di inseminazione delle nubi anticipando e prolungando il periodo dei monsoni; distruggendo strade, ponti e raccolti; creando molti disagi e ostacolando così l'avanzata dei Vietcong.
3 luglio 1972 - Sul New York Times viene pubblicato un articolo di Seymour Hers nel quale vengono denunciate irrorazioni di sostanze chimiche sulle nubi del Vietnam, della Cambogia e del Laos, durante la guerra.
18 maggio 1977 –  L'ONU vieta qualsiasi tipo di azione bellica climatologia. Viene stipulata a Ginevra la convenzione ENMOD (Enviromnental Modification), "Convenzione multilaterale sulla proibizione dell'uso di armi ambientali e di tecnologie di modificazione ambientale per scopi militari, bellici o qualsiasi altro scopo ostile". L'accordo fu firmato da Stati Uniti, Unione sovietica e altri quaranta Paesi.
http://www.un-documents.net/enmod.htm
Nonostante tale convenzione, gli USA hanno continuato nelle sperimentazioni di questo tipo.
1984L'italiana Tecnagro (associazione senza fini di lucro guidata dal professor Massimo Bartolelli docente Economia e politica agraria all'Università di Bari) inizia la sperimentazione dell'inseminazione delle nubi in un programma denominato "Progetto Pioggia". La tecnica usata si basa sull'irrorazione con ioduro d'argento alla base delle nubi. Da terra,  tramite radar, si individuano le nubi in equilibrio metastabile poiché sono le più indicate a fornire maggiore quantità di pioggia. Inizialmente le sperimentazioni avvengono in Puglia, Sicilia e in Sardegna, ottenendo incrementi un aumento della pioggia accertato. Finanziata da alcuni colossi industriali (Fiat, Enichem, Agrimont) e dall'Aeronautica militare, col passare degli anni affina la sua tecnologia e viene incaricata dall'Organizzazione Mondiale della Meteorologia di avviare progetti per l'applicazione dell'inseminazione della pioggia in tutto il bacino del Mediterraneo, Arabia Saudita, Iraq e Iran.
11 agosto 1987 – Bernard Eastlund registra il brevetto No US 4.686.605 dal titolo "Metodo ed apparato per alterare una regione nell'atmosfera, ionosfera, e/o magnetosfera" (Method and apparatus for altering a region in the earth's atmosphere,ionosphere, and/or magnetosphere) http://crashrecovery.org/haarp/US-Patent-No-4.686.605.pdf
1990 – Viene pianificato il progetto HAARP.
1991 – Viene registrato il brevetto numero 5.003.186, "Stratospheric Welsbach seeding for reduction of global warming"(Irrorazione della stratosfera con agenti Welsbach) http://patft.uspto.gov/netacgi/nph-Parser?Sect1=PTO1&Sect2=HITOFF&d=PALL&p=1&u=%2Fnetahtml%2FPTO%2Fsrchnum.htm&r=1&f=G&l=50&s1=5003186.PN.&OS=PN/5003186&RS=PN/5003186 per la riduzione del riscaldamento globale) della Hughes Aircraft (proprietà Raytheon). Si descrive come riflettere i raggi solari tramite aerosol irrorati in atmosfera. La tecnica consiste nell'addizionare al carburante degli aerei sostanze come ossido di alluminio e ossido di torio, creando così uno strato di gas che assorbe la radiazione infrarossa; una volta irrorate, tali sostanze possono perdurare in atmosfera per più di un anno.
1992 - Viene pubblicato "Policy Implications of Greenhouse Warming: Mitigation, Adaptation, and the Science Base". In questo volume di quasi 1000 pagine, vengono analizzate metodologie e costi per arginare il riscaldamento globale. Tra i vari metodi  come la disposizione di specchi giganti e la dispersione di ferro negli oceani, vengono descritte tecniche di irrorazione di polveri nella bassa stratosfera tramite appositi aerei per riflettere la luce solare,  cambiando così la quantità e le caratteristiche di annuvolamento. Lo schermo potrebbe prendere la forma di un "foglio continuo" o potrebbe essere diviso in tanti "specchi" o in una nube di polvere. Queste metodologie hanno effetti a lungo termine non pienamente compresi neanche dagli stessi scienziati; è evidente che la persistenza delle sostanze emesse è molto lunga, può variare dai 6 mesi ad un paio d'anni a seconda della quota d'irrorazione.
(http://books.nap.edu/catalog.php?record_id=1605 )
1992 – Inizia la prima fase della costruzione di HAARP.  Vengono installate 18 antenne.
1994 – Viene eseguita la seconda fase della costruzione di HAARP.  Viene raggiunto un numero di 48 antenne.
1995 – Per la ricorrenza del cinquantesimo anniversario della vittoria della Seconda guerra mondiale, il sindaco di Mosca, Yuri Luzhkhov, fa ricorso per la prima volta all'inseminazione delle nubi al fine di evitare la pioggia durante i festeggiamenti.
1996 - L'Air Force statunitense lancia il programma di sperimentazioni dal titolo "Il clima come forza moltiplicatrice:possedere il clima entro il 
Fonte: Air Force 2025  http://www.au.af.mil/au/2025/volume3/chap15/v3c15-1.htm
nel quale si evidenzia la necessità per l'aviazione americana d'intervenire localmente sul clima in modo tale da ottenere "una dominazione del capo di battaglia fino ad un livello mai immaginato prima". Le voci del programma comprendono: aumento della visibilità diradando nebbia e nubi; diffusione della nebbia per disturbare i sistemi di comunicazione dei nemici; incoraggiamento della formazione di instabilità provocando, a richiesta, nuvole o tempeste; distruzione della logistica nemica attraverso acquazzoni, alluvioni; riduzione delle riserve di acqua nemiche, siccità, scarsità di acqua dolce e impoverimento dei terreni.
Il documento cita:
"Nel 2025 le forze aerospaziali USA potranno avere il controllo del clima se avranno capitalizzato le nuove tecnologie sviluppandole nella chiave delle applicazioni di guerra. [...] Dal miglioramento delle operazioni degli alleati e dall’annullamento di quelle del nemico tramite scenari climatici “su misura”, alla completa dominazione globale delle comunicazioni e dello spazio, la modificazione climatica offre a chi combatte una guerra un’ampia gamma di possibili modi per sconfiggere o sottomettere l’avversario”.

1996 – Si eseguono i primi test per verificare il funzionamento e l’efficacia del sistema HAARP.
 
 
1996In Canada e in USA si verificano i primi avvistamenti di “scie anomale”.
1996 – Legge Galli definisce la stimolazione artificiale delle nubi come tecnica fondamentale per risolvere il problema della siccità nelle regioni meridionali.
1996 – Il governo italiano taglia i fondi al Progetto Pioggia della Tecnagro, la quale interrompe le sperimentazioni iniziate oltre dieci anni prima e costate circa diciassette miliardi di lire (di cui 10 stanziati dal governo e 7 dalla società).
1997 – In occasione dell’ottocentocinquantesimo anniversario della città di Mosca, il sindaco di Yuri Luzhkhov finanzia con 825.000 euro un progetto che prevede l’impiego di otto aerei per l’inseminazioni delle nubi. Durante i tre giorni di festeggiamenti, gli aerei inseminano con ioduro d’argento un fronte nuvoloso a circa novanta chilometri da Mosca. Lo scopo è quello di favorire la pioggia prima che le nubi raggiungano la città. Nei primi due giorni, l’operazione  sembra funzionare ma il terzo giorno, proprio durante la cerimonia di chiusura, la capitale viene sorpresa da un forte acquazzone.
Agosto 1997 – E. Teller (padre della bomba atomica), In occasione del ventiduesimo Seminario “Emergenze Planetarie”, presso il Centro Ettore Majorana di Erice in Sicilia, propone una soluzione per contrastare il riscaldamento globale. Al fine di respingere in parte i raggi solari, suggerisce l’impiego di aerei per rilasciare nell’atmosfera milioni di tonnellate di metalli elettricamente conduttivi, nella fattispecie ossido di alluminio per via della sua duplice capacità di riflettere i raggi solari dell’1% e di assorbire una modesta quantità di calore fra terra e stratosfera.
http://archiviostorico.corriere.it/1997/settembre/14/Sparare_cielo_uno_scudo_antiradiazione_co_0_97091413819.shtml
1998 – Parte da Espanola (Canada) la protesta ufficiale dei cittadini contro le scie anomale nel cielo.
1999 – Presso l’Organizzazione Meteorologica mondiale vengono registrati oltre un centinaio di progetti sulla modificazione climatica provenienti da circa trenta nazioni diverse.
1999 – Viene potenziato il sistema di antenne HAARP.
2000 – Tramite la CBS giunge la notizia che gli scienziati stanno “cercando drastiche soluzioni per il riscaldamento globale, inclusa la manipolazione dell’atmosfera su scala massiccia”. La CBS conferma che il piano di caricare l’aria con piccole particelle rifletterebbe “abbastanza luce solare da attivare il raffreddamento globale”.

2001 – Cordani registra il brevetto No US 6.315.213 “A method for artificially modifying the weather by seeding rain clouds of a storm with suitable cross-linked aqueous polymer”nel quale descrive la tecnica per controllare gli uragani.http://www.google.it/patents/US6315213
2001 – Per la prima volta compare in un documento ufficiale il termine “chemtrails”. Si tratta dello “Space Preservation Act 2001“
PDF Version
http://www.fas.org/sgp/congress/2001/hr2977.html Space Preservation Act 2001.
2003 – Inizia la terza fase della costruzione di HAARP. Le antenne installate sono 180.
2004 - Vengono potenziate le antenne di HAARP con trasmettitori HF.
2005 – Vadim Tudor, Ministro del Parlamento rumeno, apre una commissione parlamentare in cui accusa Stati Uniti e Russia di essere i responsabili delle calamità meteo che hanno colpito il Paese.  Asserisce, inoltre, che l’umidità del Mar Neroviene sfruttata  per provocare le innumerevoli alluvioni che hanno colpito la Romania negli ultimi anni.
(Fonti: www.gandul.infowww.librarie.net/carti/57378/Razboiul-geofizic-Emil-Strainu )
2006 – Il premio nobel per la chimiche Paul Crutzen pubblica “Albedo Enhancement by Stratospheric Sulfur Injections: A Contribution to Resolve A Policy Dilemma?” nel quale propone di simulare le caratteristiche di un’eruzione vulcanica iniettando nella stratosfera tonnellate di solfati, le cui proprietà rifletterebbero i raggi solari con relativo raffreddamento del Pianeta. Crutzen descrive anche i possibili scenari geo-politici collegati a queste operazioni, oltre a fornire nel dettaglio quantità e costi delle sostanze impiegate. Queste sue proposte sono state esposte durante un congresso organizzato dalla NASA per discutere sul cambiamento climatico in corso e per proporre soluzioni utili a salvare il pianeta dal riscaldamento globale. In questa occasione Crutzen suggerisce chiaramente di immettere nell’atmosfera un composto a base di zolfo (irrorato da aeroplani o razzi sparati da terra) al fine di ridurre l’irraggiamento solare.
(www.timesonline.co.uk/tol/news/uk/science/article1529875.ece )
2007 – Si conclude la costruzione e il potenziamento di HAARP. I trasmettitori hanno raggiunto una potenza di 3.6 MW.

Oggi – Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, 26 governi hanno condotto esperimenti di alterazione del clima nel 2000. Negli anni 2003-2004, 16 governi hanno ammesso di aver compiuto questo tipo di attività, anche se in realtà sono molti di più i governi coinvolti. Gli scopi bellici non vengono mai scartati, ma i governi dichiarano altri tipi di scopi. Tra queste nazioni, con Cina, Russia, Israele e Stati Uniti, è presente anche l’Italia.
(http://newton.corriere.it/Pregresso/2002/02/2002020100016.shtml)
- Cina. Vengono investiti circa 40 milioni di dollari all’anno per progetti sulle manipolazioni atmosferiche. Ufficialmente lo scopo è quello di sconfiggere la siccità, attraverso razzi a conteuto chimico sparati da terra contro le nubi. Per quanto riguarda le Olimpiadi che avranno luogo a Pechino nel 2008, il governo cinese ha promesso al Comitato Olimpico Internazionale che l’evento si svolgerà sotto il sole, a costo di alterare il clima.
19 aprile 2006, tgcom.mediaset.it
“Pechino, pioggia finta contro smog
Bombardate nuvole con ioduro d’argento

Pechino torna a respirare: la pioggia artificiale, ottenuta “bombardando” le nuvole, ha funzionato. Da giorni la capitale cinese era avvolta da un mix di polvere e smog: solo nella notte di lunedì si erano depositate nella parte settentrionale del Paese oltre 300mila tonnellate di sabbia proveniente dal deserto del Gobi. Per sconfiggere la cappa nociva, il cielo è stato bombardato con ioduro d’argento.”
- Russia. Nei principali aeroporti viene utilizzata una tecnica antinebbia a base di azoto liquido. Dal 1995 il sindaco di Mosca Yuri Luzhkhov, utilizza tecniche di manipolazione climatica per salvaguardare le manifestazioni importanti. Per tali operazioni, vengono utilizzati appositi aerei per spargere nel cielo sostanze chimiche a base di azoto liquido.
22 Febbraio 2002, newcorriere.it.
I russi invece hanno inventato un metodo per diradare la nebbia ma lo hanno sempre considerato un segreto militare.Recentemente hanno svelato il loro segreto: azoto liquido. La sostanza infatti quando esce dalla bombola passa da meno 200 gradi a temperatura ambiente assorbendo il calore circostante. Le gocce di nebbia si raffreddano e scompaiono. I russi la usano negli aeroporti, in Italia dovrebbe essere usata nelle autostrade.”
30 maggio 2003,  rainet.it I maghi della pioggia
“Manifestazioni per il trentesimo anniversario della nascita di San Pietroburgo”
“San Pietroburgo, compleanno festeggiato da tutti i leader del mondo”
“Nove aerei in volo per bombardare delle nubi minacciose.”

”Non ha badato a spese il presidente Vladimir Putin per festeggiare il trecentesimo anniversario della sua città natale, San Pietroburgo: un miliardo e 500 milioni di dollari per tre giorni di cerimonie e vertici che non hanno mancato di suscitare qualche polemica interna. Da oggi a domenica, arriveranno, in quella che un tempo era la capitale degli zar, i capi di Stato e di governo di 44 paesi del mondo, per una celebrazione organizzata con uno sfarzo senza precedenti nella storia recente della Russia.
Tanto Putin tiene ad accogliere al meglio i suoi ospiti che ha voluto assicurarsi anche il bel tempo. A mezzogiorno ora italiana, si sono levati in volo nove aerei che hanno intercettato un fronte di maltempo in avvicinamento e hanno bombardato le nubi con una miscela di acido carbonico, ammonio liquido, ioduro di argento per fermare la pioggia. L’operazione è stata condotta sotto la supervisione dell’Agenzia per le tecnologie atmosferiche del Centro metereologico della Russia e andrà avanti per due giorni; costo complessivo, 600mila euro.
Il primo appuntamento del presidente russo si è svolto oggi con i leader dei dodici paesi dell’ex Unione Sovietica ora raggruppati nella Comunità di Stati Indipendenti (Csi). Domani, sarà la volta del vertice Unione Europea – Russia. Domenica, infine, è previsto l’incontro tra Putin e il presidente americano George W. Bush con cui partirà poi alla volta di Evian, in Francia, per il summit del G8. Per i suoi ospiti, Putin ha organizzato feste, fuochi d’artificio, banchetti, eventi culturali.
A San Pietroburgo stanno arrivando, in queste ore, tutti i leader dei quindici paesi dell’Ue e dei dieci che ne faranno parte dal prossimo anno. È arrivato intorno alle 15 il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Non ci sarà il premier spagnolo Josè Maria Aznar, a causa dell’attentato di oggi in Navarra costato la vita a tre persone.
Fondata nel 1703 dallo zar Pietro il Grande, San Pietroburgo divenne capitale nel 1712 con grande scorno di Mosca. Durante la prima guerra mondiale, nel 1914, la città cambiò nome in Pietrogrado. Nel 1917 dal Palazzo d’Inverno, ora tornato agli antichi splendori grazie a un imponente restauro, partì la rivoluzione bolscevica. Alla morte di Lenin, nel 1924, in suo onore fu di nuovo ribattezzata e chiamata Leningrado. Durante la seconda guerra mondiale, la città visse il suo periodo più tragico, con l’assedio nazista durato novecento giorni. Nel 1991, dopo la caduta dell’Unione Sovietica, la città tornò a chiamarsi San Pietroburgo.”Rai.it
10 maggio 2007, Tg1 (8.00)
“Si può evitare la pioggia per salvare importanti manifestazioni internazionali? Sembra di si e i russi sarebbero maestri.”
“Gli esperti russi sarebbero maestri nel controllare le condizioni meteorologiche, per evitare che pioggia e maltempo possano rovinare importanti manifestazioni. Come fanno? Ce lo spiega il corrispondente, Alessandro Cassieri.”
Sembrava una leggenda metropolitana e invece era un segreto, finalmente svelato: riuscire a non far pioverelà dove il cerimoniale entrerebbe in crisi. Come ieri durante la festa per le celebrazioni del 9 Maggio. “Pioggia su Mosca”, dicevano le previsioni, e invece nulla.
Putin e i maggiorenti russi hanno potuto rimanere anche stavolta sulla Piazza Rossa senza ombrello, grazie a 12 aerei che hanno sorvolato il centro della capitale, scaricando sulle nuvole un composto fatto di azoto, iodio e argento: miscela non si sa quanto ecologica, ma efficace. E soprattutto sperimentata. In un Paese in cui i fenomeni atmosferici sono estremi, la pioggia può diventare un vero problema. Se ne resero conto anche i leader del G8 l’estate scorsa a San Pietroburgo: pioggia a dirotto ovunque, tranne che sulle loro teste. Anche allora si vociferò che era stato merito degli aerei anti-pioggia, adesso sappiamo che non era solo propaganda.”
- Israele. Da oltre quarant’anni viene utilizzata la tecnica dell’inseminazione delle nubi con ioduro d’argento.
- Stati Uniti. Contro tornado e uragani vengono utilizzati sali igroscopici come coagulanti. Essi vengono rilasciati dagli aerei a circa 8.000 metri, oppure tramite razzi lanciati all’interno delle nubi. Le sostanze chimiche aggiunte all’interno della nube appesantiscono le goccioline d’acqua che cadono al suolo sottoforma di pioggia.
Diverse aziende basano il loro lavoro sulla modificazione climatica. Ad esempio, nel Midwest, i piloti della Wesather Modification Inc sono vigili 24 ore su 24 in attesa di sfidare qualche ciclone o uragano.
Alcuni link:

(alcuni di quest’ultimi link non sono più funzionanti ma possono servire per la ricerca)
Germania. Maggio 2007 – TV Tedesca. Video con testo integrale. Breve estratto:
“Cosa sono e quale misteriosa funzione hanno queste scie? Cercheremo di scoprirlo.”
“Gli aerei da guerra dell’Esercito Federale Tedesco manipolano il nostro clima; questo è ciò che suppongono i ricercatori climatici e questi sospetti sono stati confermati. Delle nubi sinistre, lunghe fino a 350 km, compaiono improvvisamente sui radar, ma solo su quelli meteorologici. Per la prima volta è accaduto nell’estate del 2005 e poi a nel mese di marzo 2006. L’esercito tedesco ha ammesso di compiere esercitazioni di guerra presso i confini olandesi.”
- Italia. Nel 2005 il Ministero dell’Ambiente mette a disposizione 3.615.000 euro per finanziare un progetto di stimolazione artificiale delle nuvole,il Progetto Pioggia .La Regione Puglia assegna ad una società svizzera, la Aerotech SA (operante da più di 15 anni nel settore della fornitura di parti di ricambio, assistenza tecnica e soprattutto servizi nel settore aeronautico) la gara d’appalto per la stimolazione artificiale della pioggia da effettuarsi nel biennio 2004-2006 in alcune aree pugliesi. Il progetto è sviluppato in collaborazione con l’Aeronautica Militare e la III Regione Aerea dell’Aeroporto militare di Bari Palese. Per il “Progetto Pioggia”, Aerotech utilizza un radar meteo WR 100-5 con antenna da 2.4 metri, aggiornato con software di ultima generazione Titan-s (Thunderstorm Identification Tracking Analisys and Nowcasting system) installato presso l’aeroporto di Bari Palese. Le operazioni di inseminazionesono vengono effettuate con aerei Vulcanair P68 Rain Maker equipaggiati con strumentazione di ricerca e inseminazione. Il progetto viene supervisionato dall’NCAR (National Center for Atmospheric Research), istituto di ricerca del Colorado.
(www.meteomagazine.net/modules/news/article.php?storyid=463
www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.asp?)
- Scie chimiche e controllo climatico
Le prime sperimentazioni di modificazione climatica risalgono al 1946 ottenendo dei risultati soddisfacenti per l’epoca. Da allora la ricerca in questo campo non si è mai arrestata ed è stata senza dubbio favorita dal notevole sviluppo tecnologico.
In questi sessanta anni abbiamo assistito alla nascita della televisione, dapprima in bianco e nero, poi a colori, successivamente in digitale e addirittura sui nostri cellulari. Abbiamo assistito alla nascita della telefonia mobile, sviluppata anch’essa in maniera esponenziale negli ultimi anni. Abbiamo assistiti alla meravigliosa nascita dei giradischi o mangiacassette portatili, sostituiti con walkman e lettori cd a loro volta surclassati dai lettori mp3 e iPod con capacità di memoria inimmaginabili fino a pochi anni fa.
Se negli anni ’40 era possibile modificare una nuvoletta al fine di favorire le precipitazioni,  cosa è possibile fare oggi? La tecnologia per modificare il clima si è arrestata al punto in cui si trovava sessant’anni fa?
Modificare il clima è possibile. Già dalla metà del secolo scorso sono in atto progetti che utilizzano aerei appositamente modificati per spargere nell’aria sostanze chimiche quali anidride carbonica (ghiaccio secco), ioduro d’argento, azoto liquido, ecc. Sia in Italia che all’estero sono state effettuate analisi chimiche che hanno rilevato concentrazioni elevate di bario ed alluminio, sia in campioni di vegetazione che in tessuti organici umani. C’è il forte sospetto che queste sostanze provengano dalle scie chimiche e che queste ultime siano utilizzate per operazioni di modifica climatica.
Molti brevetti legati alla modifica climatica confermano queste tesi. Come ad esempio il brevetto “Stratospheric Welsbach seeding for reduction of global warming” che descrive come riflettere i raggi solari tramite aerosol (composti da ossido di alluminio e ossido di torio) irrorati in atmosfera; oppure come “Policy Implications of Greenhouse Warming: Mitigation, Adaptation, and the Science Base” che propone tecniche di irrorazione di polveri nella bassa stratosfera tramite appositi aerei per riflettere la luce solare; o ancora come la relazione di Crutzen “Albedo Enhancement by Stratospheric Sulfur Injections: A Contribution to Resolve A Policy Dilemma?” nel quale viene suggerito di immettere nell’atmosfera un composto a base di zolfo, irrorarto da aeroplani o razzi sparati da terra.
Tutte queste sostanze rilasciate in atmosfera, hanno caratteristiche ben precise che ne contraddistinguono l’utilizzo. Il bario (o i suoi derivati come il titanato di bario) possiede qualità igroscopiche notevoli, una volta cosparso sulle nubi, assorbe la quantità d’acqua in esse contenuta impedendo le precipitazioni piovose. Il bario è largamente impiegato nelle rilevazioni radar e satellitari da diversi decenni; per esempio nel progetto CRRES (Combined Release and Radiation Effects Satellite), 1990, uno studio sulle tempeste magnetiche e plasma nella magnetosfera; le iniezioni di ioni di bario simulano il comportamento delle tempeste magnetiche e solari che iniettano il plasma nella magnetosfera. In base alla quota di rilascio, si valutano le reazioni dello Spazio alle nubi artificiali di plasma.
Ovviamente le  peculiarità disseccanti del bario influiscono anche sul genere umano ed animale, più facilmente riscontrabili a livello di mucose, danneggiando altresì muscoli, cuore, polmoni e reni. L’alluminio ha un alto potere riflettente ed un’alta conducibilità termica ed elettrica; l’eccessiva concentrazione nell’organismo può creare gravi intossicazioni, e può essere anche una delle cause scatenanti del morbo di Alzheimer.
Alla luce di quanto sin qui descritto è naturale chiedersi se possiamo stare sicuri che quelle scie che vediamo nel cielo non siano nocive per la nostra salute.
Inoltre, quando vediamo quegli aerei (che sorvolano spazi aerei non consentiti al traffico di linea e che rilasciano scie che NON sono di condensazione) accanirsi contro fronti nuvolosi che potrebbero portarci pioggia… possiamo essere certi al 100% che la loro presenza non influenzi il fatto che poi non piove?
FONTE (Testo revisionato)

VEDI ANCHE:
Timeline





http://www.nogeoingegneria.com/timeline/
“Dallo spazio riusciremo a controllare il clima sulla terra, provocare alluvioni e carestie”
La guerra del clima

Puo’ uno Stato dichiarare guerra a un altro, minacciando di sconvolgere il clima del paese nemico? C’e’ chi sostiene che le grandi potenze stiano sperimentando armi fantascientifiche in grado di influenzare i fenomeni atmosferici, cosi’ da provocare tempeste, uragani o siccita’ devastanti contro eventuali nemici. Ma e’ davvero possibile che sia gia’ in atto una vera e propria guerra del clima?

http://www.nogeoingegneria.com/category/librifilms/page/2/

venerdì 29 novembre 2013

L'accordo sul nucleare con l'Iran prelude a una guerra Di Tony Cartalucci

“... qualsiasi operazione militare contro l’Iran sarà probabilmente molto impopolare in tutto il mondo e richiederà un adeguato contesto internazionale sia per garantire supporto logistico all’operazione che per ridurre al minimo il contraccolpo che si può avere da esso. Il modo migliore per ridurre al minimo lo sdegno internazionale e massimizzare il sostegno (anche riluttante o dissimulato) è di colpire solo quando vi sia una diffusa convinzione che agli iraniani è stati fatta un’offerta superba, ma che essi hanno respinto – un’offerta così buona che solo un regime determinato a dotarsi di armi nucleari ed a farlo per motivazioni malvagie poteva rifiutare. 
In tali circostanze, gli Stati Uniti (o Israele) potrebbero presentare le loro operazioni come prese con dolore, non con rabbia, e almeno alcuni nella comunità internazionale concluderebbero che gli iraniani “se la sono cercata”, rifiutando un buon affare”. 
Il passaggio è tratto dal Report del 2009 della Brookings Institution “ Which Path to Persia?“, pagina 52.
Scritto anni fa, quando gli USA, l’Arabia Saudita e Israele già stavano complottando per invadere con Al Qaeda il vicino Iran, alleato della Siria, allo scopo di indebolire la Repubblica islamica prima di una guerra inevitabile, questa citazione mostra integralmente come l’ “affare nucleare iraniano” sia in effetti una farsa. 
L’Occidente non ha alcuna intenzione di fare alcun accordo duraturo con l’Iran, riguardo alla capacità nucleare; anche l’acquisto di armi nucleari da parte dell’Iran non è mai stato veramente una minaccia esistenziale per le nazioni occidentali o i loro partner regionali. Il problema dell’Occidente con l’Iran é la sua sovranità e la sua capacità di proiettare i propri interessi in ambiti tradizionalmente monopolizzati dagli Stati Uniti e dal Regno Unito in tutto il Medio Oriente. A meno che l’Iran pianifichi la rinuncia alla propria sovranità ed alla propria influenza regionale, insieme con il suo diritto di sviluppare e utilizzare la tecnologia nucleare, il tradimento di un “accordo sul nucleare” è semplicemente inevitabile, come inevitabile è la guerra che deve seguire subito dopo la disdetta dell’accordo.
Esporre la doppiezza che accompagna gli “sforzi” occidentali per raggiungere un accordo significherà minare gravemente il loro tentativo di utilizzare l’accordo come leva per giustificare le operazioni militari contro l’Iran. Sia l’Iran che i suoi alleati devono essere preparati per la guerra, tanto più quando l’Occidente finge interesse per la pace. La Libia fornisce un perfetto esempio del destino che attende le nazioni rimproverate dall’Occidente allo scopo di far abbassare la guardia - è letteralmente una questione di vita o di morte, sia per i leader che per le nazioni nel loro complesso.


FONTE
 

martedì 19 novembre 2013

SCEGLIE DI FARE L’EREMITA IN ABRUZZO L’EX MANAGER LAUREATO IN BOCCONI

Una scelta di vita molto particolare, imperniata sulla ricerca di valori interiori.
L'ex manager Marco davanti al suo orto «La mia vita è cambiata dieci anni fa: a gennaio del 2001 mi trovavo per lavoro all'Holiday Inn di Manhattan, a giugno dormivo nei fienili in Toscana». Marco, trentasette anni compiuti, ex manager Yamaha ed ora eremita in Abruzzo, ride. Il contrasto delle due immagini lo diverte.

Per parlare con quest'uomo riflessivo, pacato e accogliente, i cui tratti incorniciati dalla capigliatura rasta ricordano vagamente quelli di Bob Marley, abbiamo dovuto camminare parecchio. Mezz'ora buona di ripida montagna tra Rocca Santa Maria e Valle Castellana, in provincia di Teramo, al confine tra l'Abruzzo selvaggio e le Marche. Dove è possibile incontrare i lupi e, giurano alcuni, anche gli orsi. D'altronde, l'eremita del borgo abbandonato di Valle Pezzata, che fino all'età di ventisette anni era product manager dell'Italaudio, storico distributore nazionale del marchio Yamaha per hi-fi con sede a Legnano, non se l'è scelta facile l'esistenza.
CURRICULUM – Laureato in Economia alla Bocconi con una tesi dal titolo eloquente («Metodologie di valutazione ambientale e sviluppo sostenibile», relatore il professor Pierluigi Sacco, volto noto alla Rai come divulgatore, ora ordinario alla Iulm di Milano), Marco già allora tentava di dare un'interpretazione diversa della realtà che lo circondava. «Volevo confutare – ci spiega – le tesi di coloro che, finanziati dalle multinazionali, cercano di far passare per scienza le convinzioni politiche».
Marco-Valle-Pezzata-5
Dopo la laurea, conseguita a pieni voti, lavora un anno e mezzo per il marchio giapponese. Le dimissioni arrivano improvvise ed inaspettate, soprattutto per i genitori. «Non ero in armonia con le mie inclinazioni – dice – e sapevo che quella del manager non era la mia strada. L'avevo scelta come banco di prova e come estensione del corso di studi. Ma era un'esperienza totalizzante. Al di là delle otto ore di ufficio, il lavoro assorbiva completamente la mia vita. Era difficile staccare la spina quando tornavo a casa. Invece io volevo stabilire un contatto più profondo e più armonico con l'ambiente circostante». «Una scelta coraggiosa – la definisce oggi Marco Puchetti, fino al 2003 direttore commerciale all'Italaudio -, tanto più se si considera che Marco era un ottimo manager e aveva iniziato il proprio percorso professionale in una realtà aziendale notevole».
FAMIGLIA – Marco è cresciuto a Busto Arsizio, nel Varesotto, cullato e protetto da una famiglia benestante che tutto si aspettava tranne che il figlio rifiutasse il consumismo e le comodità e abbracciasse un'esistenza fatta di cose elementari. «La presero – ricorda – come una scelta che non poteva stare in piedi, un gesto di temporanea follia. Contavano sul fatto che, finiti i soldi della liquidazione, sarei tornato». E invece accade il contrario. «Mi sono accorto presto – prosegue – che la mia vita era sommersa dai bisogni secondari indotti dal sistema in cui vivevo. Ero pieno di cose che non mi servivano e di cui pian piano mi dovevo liberare. In questo modo è stato più facile rendermi autonomo rispetto ai bisogni primari legati alla sopravvivenza, al cibo, ai vestiti e ad un riparo sopra la testa, e indirizzare quelli secondari nella direzione in cui volevo, senza che fossero condizionati dal marketing, dalla politica o da qualche scuola spirituale». L'ex manager trascorre circa otto anni nell'ecovillaggio della Valle degli Elfi, sull'Appennino tosco-emiliano. Due anni fa, in pieno inverno, si sposta in Abruzzo per dar vita ad un'altra comunità.
IN DUE – All'inizio, a Valle Pezzata, erano in quindici, ora sono in due. Con Marco c'è Artur, un polacco di 41 anni che dopo aver girato mezza Europa ha deciso di fermarsi qui. Abitano distanti l'uno dall'altro ma conducono vite simili. Ogni tanto fanno capolino in paese, a Rocca Santa Maria, dove hanno un buon rapporto con la comunità locale, o girano per borghi suonando alle feste e alle sagre. Poi tornano nel loro Eden, rinunciando alla corrente elettrica per seguire i ritmi del sole. D'inverno dormono molto, d'estate meno.
«Il mio corpo – spiega Marco – si sveglia quando non ha più la necessità di riposare. È la montagna che detta i tempi». E l'alimentazione? «Si basa sul selvatico, cioè su quello che ci offre spontaneamente la terra. Coltiviamo l'orto, seguendo i consigli degli anziani contadini, e l'acqua la prendiamo dal torrente. Pensa, noi qui non produciamo quasi rifiuti... altro che Napoli!». E mentre il mondo vive con il fiato sospeso per l'incubo default, Marco offre la sua versione della Storia: «Se ognuno eliminasse il superfluo e attraverso l'introspezione cominciasse a soddisfare i bisogni primari, capirebbe più facilmente cosa lo può appagare...».

Articolo di: Nicola Catenaro

domenica 17 novembre 2013

Non è stato un fiumeinpiena, ma un oceano I politici appaiono puntini piccoli. Un intero popolo occupa Napoli senza violenza


Non è stato un fiumeinpiena, ma un oceano

I politici appaiono puntini piccoli. Un intero popolo occupa Napoli senza violenza


sabato 16 novembre 2013 - 23:59

di Ilaria Puglia Non è stato un fiume in piena, ma un oceano. Un’istanza collettiva, una comunanza di intenti, tutto il Sud. C’era la Terra dei fuochi, ma c’erano anche Taranto, l’Abruzzo, Procida, Ischia, la Calabria, la pace e il disarmo. C’erano gli attivisti di Greenpeace per la liberazione di Christian, c’erano i NoTav e i No Muos. 537336_10201919917912699_1386981601_nC’erano tutte le richieste di un’Italia pulita, che chiede di vedere soltanto rispettati i propri diritti, mentre rispetta i suoi doveri ogni giorno. Venivano da Arzano, Caivano, Orta di Atella, Succivo, da Frattaminore, Frattamaggiore, Cardito, ma anche da Bagnoli, dalle Marche, dal vesuviano, dal Molise, dal Lazio e dalla Liguria.
Non è stata una manifestazione della Campania, ma un urlo silenzioso e corale. Erano di ogni età, dignitosi, colorati, erano belli, perché responsabili, consapevoli.
Ecco, oggi è scesa in piazza la responsabilità, la responsabilizzazione. Le persone che hanno sfidato la pioggia battente e i piedi bagnati fin nei calzini, e il freddo dell’umidità addosso, sono quelle che non hanno avuto il coraggio di far finta di niente, che si sono voluti sentire parte di un tutto, accettare il richiamo di centinaia di morti che gridano vendetta, raccogliere l’invito a contarsi: erano la parte buona dell’Italia, quella che pure se finora ha chiuso gli occhi, da oggi ha deciso di non farlo più.
Ed erano tanti, tantissimi, talmente tanti che mentre la testa del corteo arrivava a piazza Plebiscito, la coda era ancora a piazza Nicola Amore. E questo nonostante la pioggia che, anzi, è servita ad ingrossare la piena.
Qualche politico era presente in piazza, in via riservata, mescolato tra la gente, quelli che i cittadini dell’Italia migliore reputano i principali responsabili del biocidio, però, no. Antonio Rastrelli, Guido Bertolaso, Antonio Bassolino, Umberto Improta, Corrado Catenacci, Alessandro Pansa, Gianni De Gennaro, erano solo volti su un cartello: colpevoli di biocidio. Come non c’erano Caldoro, la Nugnes, Romano, la Lorenzin, Orlando e la De Girolamo.
La domanda che dovrebbero farsi questi grandi assenti, a guardare le immagini della piena che ha riempito la città, oggi, è “come siamo arrivati a questo? Come abbiamo fatto ad allontanarci così?”. E, soprattutto, “come uscirne? Come riconquistare il ruolo politico, di una politica che non c’è più?”. Perché è vero che da oggi nulla sarà più come prima. È vero, come ha detto padre Maurizio, che oggi si è messo un punto e si va accapo.
Fiumeinpiena è nato da ragazzi, studenti, e poi le fila del movimento si sono ingrossate a poco a poco. In esso sono confluiti tutti i movimenti, i comitati, centinaia di istanze. E il bagaglio di ciascuno è stato messo in comune con quello dell’altro, ci si è dati un’organizzazione capillare, ci si è divisi le competenze e i compiti, si sono sacrificati pomeriggi con gli amici, serate con mogli e fidanzate, lavoro, soldi, e si è avuto un risultato così.
La gente buona, quella migliore, è scesa in piazza per chiedere aiuto, per dire “io ci sono, da oggi guardo, vedo, vigilo, non sto più in silenzio”. Per chiedere a chi la governa di accorgersi che la salute è preziosa, che l’ambiente è prezioso, che ciò che perdiamo oggi e che abbiamo perso in vent’anni di rifiuti tossici non tornerà mai più. Ma che si può cambiare, si può.
I politici che oggi non erano in piazza sono ormai puntini lontani, fuori dal ritmo del tempo di questa parte buona dell’Italia che oggi ha straripato. Siamo a un nuovo livello della politica: non sono più in discussione Caldoro, de Magistris, Bassolino, ma l’essenza stessa della rappresentatività democratica così come è concepita. Il popolo che oggi ha riempito le strade del centro non si fida più di nessuno e diventa egli stesso potere. Ogni striscione rappresentava un comitato e ogni comitato sembrava essere un deputato che ha finalmente riacquistato quella nobiltà di funzione, quella rappresentatività istituzionale macchiata da anni di ruberie, inganni, tresche sugli appalti e complicità camorristiche.
Fiumeinpiena rappresenta uno spartiacque. Da oggi si governerà sapendo che un intero popolo occupa Napoli senza un filo di violenza, senza un petardo, ma lo occupa per essere egli stesso potere. Lo occupa proponendo un documento in dieci punti frutto di un confronto tra istanze diverse, un documento che non ha nulla di irrealistico o rivoluzionario, ma che, anzi, chiede di attuare leggi che già ci sono, rifuggendo leggi speciali, trattamenti di emergenza, militarizzazione del territorio. Un popolo che dice “resteremo in piazza finché non sarà data attuazione alle nostre proposte, che sono qui, nero su bianco”.
C’è ancora spazio per voi deputati campani, alla luce di queste considerazioni? Pensateci, perché davvero state per essere travolti da una benefica rivoluzione di speranza. Da un fiumeinpiena che non si fermerà. Nonostante la pioggia. Eppure un modo c’è ancora, deve esserci. La volontà di fare, di salvare una terra ormai al collasso. Si può fare tutti insieme, politici e cittadini. Ma si deve iniziare da qualche parte. Dal 16 novembre. Da qui.

fonte http://www.paralleloquarantuno.com/2013/11/16/non-e-stato-un-fiumeinpiena-ma-un-oceano/

sabato 9 novembre 2013

Centinaia di pesci morti alla foce del fiume Belice

Diverse centinaia di pesci morti sono affiorati nei giorni scorsi alla superficie del fiume Belice a Selinunte. Ancora non sono state state accertate le cause, ne tantomeno dovrebbero esserci ancora delle analisi in corso, fatto sta che questo è un fenomeno che si ripete tutti gli anni nello stesso periodo, durante il mese di novembre.
Difficile, per il momento, stabilire le cause di un fenomeno, che sembra interessare solo pesci appartenenti all’ordine dei cipriniformi della specie carpa, fenomeno che si presenta solitamente con le prime piogge e dopo l’esondazione di un corso d’acqua. Oltre le carpe a farne le spese di una possibile contaminazione dei fiumi, sono stati anche i cefali che nuotavano nelle acque di transizione tra mare e fiume . Ma il caso delle carpe potrebbe essere solo la punta dell’iceberg, dato che, questi pesci una volta morti rimangono nella catena alimentare delle altre specie dell’ittiofauna del fiume.
*Nel caso delle morie di ittiofauna in ambiente naturale, ci si trova di fronte a problematiche di carattere sanitario-ambientale la cui corretta gestione richiede un approccio interdisciplinare.
foce fiume belice
di Gianfranco Caraccioli
per imarinai.com

venerdì 8 novembre 2013

LA TERRA DEI FUOCHI

LA VERA "EMERGENZA" RIFIUTI ANCORA IN CORSO CAMPANIA
Il PIÙ GRANDE AVVELENAMENTO
DI MASSA IN UN PAESE OCCIDENTALE
LA PIÙ GRANDE CATASTROFE AMBIENTALE A
"PARTECIPAZIONE PUBBLICA"
Molti non immaginano l'entità del problema, i danni che stiamo subendo e le gravi conseguenze per la salute. Abbiamo denunciato ogni Istituzione competente, informiamo tutti.
Una Regione in Fumo
La pratica criminale di smaltirericiclare i rifiuti speciali bruciandoli, oramai va avanti da molti, troppi anni. Lo abbiamo documentato tutti i giorni con foto e video, denunciando questo scempio a ogni istituzione politica e giudiziaria. Sono trascorsi diversi anni. Tuttavia, senza che nulla sia realmente cambiato! Inizia così, un’altra stagione di roghi, fumi tossici e di chissà quanti altri veleni. Si continua come se nulla fosse. Sempre negli stessi luoghi. Spesso sentiamo parlare di cancro, ma a cosa serve curare i tumori o donare soldi alla ricerca, se nessuno si occupa concretamente della nostra prevenzione primaria?
 
Basta, ci stanno avvelenando!

http://www.youtube.com/watch?v=vuD_4DcJof0

Tra i comuni di Qualiano, Villaricca e Giugliano, in provincia di Napoli, c’è un’area che viene chiamata “Terra dei Fuochi”. E’ la zona in cui vengono sversati rifiuti illegali e tossici, che vengono poi bruciati immettendo nell’aria sostanze tossiche. Dalla diffusione di questi roghi è nato il nome Terra dei Fuochi, che è anche il nome del sito creato e gestito da Angelo, (www.laterradeifuochi.it), che documenta e denuncia lo smaltimento illegale dei rifiuti speciali. Il sito monitora e raccoglie ogni giorno testimonianze e denunce sullo scempio ambientale a Giugliano e nell’intera Campania.  
 

martedì 5 novembre 2013

QUANDO LA CHEVRON FU CONDANNATA A RISARCIRE I DANNI FATTI IN AMMAZONIA

Il colosso petrolifero Chevron, nel 2011, fu condannata a pagare 8,6 miliardi per i danni ambientali in Amazzonia. Dopo 17 anni di battaglie giuridiche un tribunale ecuadoregno ha ritenuto colpevole la Texaco (divenuta poi Chevron) di aver accidentalmente versato nell’ambiente 64 milioni di litri di petrolio, a causa di rotture accidentali di oleodotti, tra il 1964 ed il 1990.
Meno accidentale, invece, sarebbe la fuoriuscita di oltre 68.000 milioni di litri di rifiuti tossici, nei fiumi amazzonici e l’abbandono di 900 pozze piene di residui delle estrazioni petrolifere. Uno dei maggiori disastri ambientali e umani della storia: oltre alla catastrofe ambientali si stima che le sostanze tossiche potranno provocare quasi 10.000 morti di cancro entro il 2080.
Il risarcimento servirà a ripristinare i terreni, a curare i malati e a ricreare l’originario ecosistema. Sembra comunque che gli avvocati che rappresentano i 30.000 indigeni e coloni della provincia di Sucumbios, che per primi hanno denunciato la compagnia, vogliano fare appello: la richiesta originaria di risarcimento era infatti di 113 miliardi.

La multinazionale americana potrebbe evitare la pena. Un Trattato bilaterale tra gli Usa e l’Ecuador firmato nei primi anni ’90 sancì che Chevron sarebbe stata libera da ogni obbligo, nel caso avesse riempito almeno un terzo delle “piscine” costruite per contenere gli scarti dell’estrazione petrolifera


Infatti, questa sentenza  fu una grande sconfitta per l'umanità
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Rifiuti tossici e discariche abusive, Angela Napoli: ”Continuano a tacere Parlamento e buona parte degli inquirenti”

REGGIO CALABRIA – La desecretazione dell’audizione resa dal collaboratore di giustizia, Carmine Schiavone, nella seduta della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, ha offerto la possibilità a tutti noi di avere conferma di quali siano gli interessi della camorra nel traffico dei rifiuti tossici. Ma dall’audizione in questione emerge anche che il business del traffico dei rifiuti tossici-radioattivi coinvolgeva anche mafia, ‘ndrangheta e sacra corona. Dice Carmine Schiavone: “Anche in Calabria era lo stesso: non è che li rifiutassero i soldi. Che poteva importargli, a loro, se la gente moriva o non moriva? L’essenziale era il business”. Ed ancora: “Tutti i clan, tutte le associazioni criminali erano interessate, perché si trattava di decine di miliardi all’anno nel libro mastro”. Ed ancora: “Stavamo bene con la Calabria…….., in particolare con qualche gruppo calabrese, quelli contrari ai De Stefano”. Ed ancora: “So che c’erano navi e che qualcuna è stata affondata nel Mediterraneo…….Ricordo che una volta si parlò di una nave che portava rifiuti speciali e tossici, scorte nucleari, che venne affondata sulle coste tra la Calabria e la Campania.” Le dichiarazioni di Carmine Schiavone risalgono al 1997 innanzi al Parlamento e mentre questo taceva, nella “Terra dei fuochi” si moriva e si continua a morire! E in Calabria, dove dal racconto di Carmine Schiavone emerge che anche per la ‘ndrangheta il traffico dei rifiuti tossici rappresentava il business, continuano a tacere Parlamento e buona parte della Forze inquirenti! Eppure anche in Calabria c’è stato un collaboratore di giustizia, Francesco Fonti (oggi defunto!), che fin dal 2005 aveva presentato un suo memoriale al riguardo, rimasto inspiegabilmente chiuso per ben quattro anni nei cassetti della Direzione Nazionale Antimafia! Anche in Calabria l’ultima Commissione Parlamentare sui rifiuti tossici ha concluso i suoi lavori relazionando su nuovi ed utili elementi per riaprire le indagini sulla morte del capitano Natale De Grazia, l’ufficiale che indagava sui traffici illegali di scorie, pur tuttavia si rimane fermi! In Calabria, Ministri, Governi nazionali e regionali, Amministratori locali, Arpacal, buona parte della Magistratura continuano a rassicurarci che non c’è nulla sotterrato nelle montagne dell’Aspromonte, nel tirreno cosentino, che non esistono discariche di rifiuti tossici capaci di inquinare le falde acquifere, che l’annosa mancata bonifica dell’ex Pertusola di Crotone è solo frutto di intoppi amministrativi ed economici e che non incide sullo stato di salute dei cittadini di quel territorio! Silenzio, silenzio, silenzio! Nel mentre cresce ovunque in Calabria l’allarme per numerosi casi di patologie oncologiche e nel mentre la ndrangheta continua a mantenere uno dei suoi business privilegiati nel traffico dei rifiuti ed in tutte le attività illecite ad esso connesse!
fonte http://www.edicoladipinuccio.it/rifiuti-tossici-e-discariche-abusive-angela-napoli-continuano-a-tacere-parlamento-e-buona-parte-degli-inquirenti/

sabato 26 ottobre 2013

Quello che non ci fanno sapere: Fukushima, un disastro nucleare 100 volte superiore a Chernobyl. Ecco quello che ci nascondono !!

Il disastro ambientale è senza precedentied è in costante peggioramento. Il Nord America è bombardato dalle radiazioni nucleari di Fukushima con rischio sempre crescente per le popolazioni. Ogni giorno 300 tonnellate di acque contaminata affluisce nell’Oceano Pacifico e i tecnici parlano di almeno quarant’anni per ripulire il disastro nucleare, quarant’anno di esposizione a livelli elevatissimi di radiazioni nucleari. Quel che si dà per certo che le radiazioni sopravviveranno a noi con un margine molto ampio sempre che si abbia la buona sorte di non ammalarsi di cancro. Queste comunque le conseguenze stimate e la situazione attuale. 1. Gli orsi polari, foche e trichechi lungo la costa dell’Alaska sono affetti da perdita di pelo e ferite aperte … Esperti della fauna selvatica stanno studiando se la perdita di pelo e ferite aperte rilevati in nove orsi polari nelle ultime settimane è diffusa e correlata ad incidenti simili tra foche e trichechi. Gli orsi, 33 avvistati, sono stati trovati pressi di Barrow, in Alaska, durante il lavoro di indagine di routine lungo la costa artica. I test hanno mostrato che avevano “alopecia o perdita di pelo e altre lesioni cutanee”, l’US Geological Survey ha detto in una dichiarazione . 2. C’è una epidemia di leoni marini morti lungo la costa della California. Al rookeries isola al largo della costa della California del Sud, il 45 per cento dei cuccioli nati nel mese di giugno sono morti, ha detto Sharon Melin, un biologo della fauna selvatica per il National Marine Fisheries Service con sede a Seattle.Normalmente, meno di un terzo dei cuccioli sarebbero morti. E ‘diventato così pessima la situazione nelle ultime due settimane che la National Oceanic and Atmospheric Administration ha dichiarato un “evento insolito di mortalità.” 3. Lungo la costa del Pacifico del Canada e dell’Alaska, la popolazione di salmone rosso è a un minimo storico . Molti stanno incolpando Fukushima. 4. Qualcosa sta causando a molte specie di pesce lungo la costa ovest del Canada il sanguinamento dalle loro branchie, pance e bulbi oculari . 5. Un vasto campo di detriti radioattivi da Fukushima, che è circa la dimensione della California ha attraversato l’Oceano Pacifico e sta iniziando a entrare in collisione con la costa occidentale degli Stati Uniti. 6. Viene previsto che la radioattività delle acque costiere al largo della costa occidentale degli Stati Uniti potrebbe raddoppiare nel corso dei prossimi 5-6 anni. 7. Gli esperti hanno scoperto livelli molto elevati di cesio-137 nel plancton che vive nelle acque dell’Oceano Pacifico tra le Hawaii e la costa occidentale. 8. Un test in California, ha scoperto che 15 su 15 dei tonni rossi esaminati sono stati contaminati con radiazioni da Fukushima. 9. Già nel 2012, il Vancouver Sun ha riferito che il cesio-137 veniva trovato in una percentuale molto alta dei pesci che il Giappone stava vendendo in Canada … • 73 per cento di sgombro testato • 91 per cento del halibut • il 92 per cento delle sardine • 93 per cento del tonno e anguilla • 94 per cento del merluzzo e acciughe • 100 per cento della carpa, alghe marine, squali e coda di rospo 10. Autorità canadesi stanno trovando livelli estremamente elevati di radiazioni nucleari in alcuni campioni di pesce . Alcuni campioni di pesce testati fino ad oggi hanno avuto livelli molto alti di radiazioni: un campione di branzino raccolto nel mese di luglio, per esempio, ha avuto 1.000 becquerel per chilogrammo di cesio. 11. Alcuni esperti ritengono che abbiamo potuto vedere casi elevati di cancro lungo la costa occidentale solo da persone che mangiano pesce contaminato . Daniel Hirsch, docente di politica nucleare presso l’Università di California-Santa Cruz, ha detto Global Security Newswire . “Potremmo avere un gran numero di tumori da ingestione di pesce.” 12. BBC News ha recentemente riportato che i livelli di radiazioni intorno Fukushima sono ” 18 volte più elevato ”di quanto si credesse. 13. Uno studio finanziato dall’UE ha concluso che Fukushima ha rilasciato fino ad ora 210 quadrilioni becquerel di cesio-137 in atmosfera. 14. La radiazione atmosferica da Fukushima ha raggiunto la costa occidentale degli Stati Uniti nel giro di pochi giorni nel 2011. 15. A questo punto, 300 tonnellate di acqua contaminata si riversano nell’Oceano Pacifico da Fukushima ogni singolo giorno. 16. Un ricercatore di chimica marina dell’Agenzia giapponese di Meteorological Research Institute del dice che “30 miliardi di becquerel di cesio radioattivo e 30 miliardi di becquerel di stronzio radioattivo” vengono rilasciate nell’Oceano Pacifico da Fukushima ogni singolo giorno . 17. Secondo la Tepco, un totale compreso tra 20 mila miliardi e 40.000 miliardi di becquerel di trizio radioattivo sono stati riversati nell’Oceano Pacifico dopo il disastro di Fukushima. 18. Secondo un professore dell’Università di Tokyo, 3 gigabecquerels di cesio-137 scorrono nella porta di Fukushima Daiichi ogni singolo giorno . 19. Si stima che, rispetto a Chernobyl, fino a 100 volte di più di radiazioni nucleari sono state rilasciate in mare a Fukushima rispetto a quanto è stato rilasciatodurante l’intero disastro di Chernobyl. 20. Uno studio recente ha concluso che un grande aggregato di cesio-137 dal disastro di Fukushima inizierà a fluire nelle acque costiere degli Stati Uniti all’inizio del prossimo anno . Simulazioni oceaniche hanno mostrato che la massa di cesio radioattivo-137 rilasciato dal disastro di Fukushima nel 2011 potrebbe iniziare a scorre nelle acque costiere degli Stati Uniti a partire nei primi mesi del 2014 con un picco nel 2016. 21. Viene previsto che livelli significativi di cesio-137 si raggiungeranno in ogni angolo del Pacifico entro il 2020 . 22. Viene previsto che l’intero Oceano Pacifico sarà presto contaminato con “livelli di cesio da 5 a 10 volte superiore” rispetto a quello che abbiamo visto durante l’epoca di pesanti prove di bombe atomiche nell’oceano Pacifico molti decenni fa. 23. Le immense quantità di radiazioni nucleari entrati in acqua nel Pacifico hanno indotto l’ambientalista-attivista Joe Martino ad emettere il seguente avviso .”I vostri giorni fatti di mangiare pesce dell’Oceano Pacifico sono finiti.” 24. Lo iodio-131, cesio-137 e stronzio-90 che sono costantemente in arrivo da Fukushima stanno andando a influenzare la salute di coloro che vivono nell’emisfero nord per un tempo molto, molto lungo. Basta considerare quello che Harvey Wasserman aveva da dire su questo . “Lo Iodio-131, per esempio, può essere ingerito nella tiroide, dove emette particelle beta (elettroni) che danni tissutali. Una piaga di tiroidi danneggiate è già stato segnalato tra ben il 40 per cento dei bambini nella zona di Fukushima. Tale percentuale non può che andare più in alto. In via di sviluppo tra i giovani, può arrestare la crescita sia fisica che mentale. Tra gli adulti che provoca una vasta gamma di disturbi secondari, tra cui il cancro”. 25. Secondo un recente rapporto di Infowars Planet , la costa della California si sta trasformando in una “zona morta” . 26. Uno studio condotto l’anno scorso è giunto alla conclusione che le radiazioni dal disastro nucleare di Fukushima potrebbe influenzare negativamente la vita umana lungo la costa occidentale del Nord America dal Messico all’Alaska “per decenni”. 27. Secondo il Wall Street Journal, la pulizia di Fukushima potrebbe richiedere fino a 40 anni per il completamento . 28.Il professore di Yale Charles Perrow avverte che se la pulizia di Fukushima non viene gestita con il 100% di precisione, l’umanità potrebbe essere minacciata per “migliaia di anni “. ”Le condizioni della piscina dell’unità, a 100 metri dal suolo, sono pericolose, e se due aste qualsiasi dovessero toccarsi potrebbero provocare una reazione nucleare che sarebbe incontrollabile. La radiazione emessa da tutte queste sbarre, se non sono continuamente al fresco e mantenute separate, richiederebbe l’evacuazione delle zone circostanti Tokyo. A causa della radiazione presso il sito dove sono contenute 6375 barre nel lotto in comune, se non venissero raffreddate continuamente, le conseguenze potrebbero essere un processo di fissione che minaccerebbe l’umanità per migliaia di anni “. fonte: http://www.articolotre.com/2013/10/fukushima-un-disastro-nucleare-superiore-100-volte-chernobyl/217930

domenica 15 luglio 2012

IL METEO TRA FINZIONE E REALTÀ: SANNO MA CONTINUANO A NASCONDERCI LA VERITÀ! LA GRANDE BUGIA SULL'ALTA PRESSIONE..

di Zret per tankerenemy.com
Il vero paradosso meteorologico dell’estate 2012 è la permanenza (sino al 9 luglio 2012) di una vasta area di bassa pressione che, con il suo centro sull’Africa settentrionale, avrebbe dovuto estendere il suo influsso per lo meno sull’Italia centro-meridionale e sulle isole maggiori. Invece l’intera Europa mediterranea è stata sotto una cappa di afa soffocante. Che cosa è successo? Come è possibile che valori barici medio-bassi (da 1.000 millibar in giù) non siano stati associati a cielo con nuvole ed a qualche precipitazione? [1]

I bollettini meteo di regime si riferiscono ad aree di alta pressione, cui sono state assegnate sinistri nomi (Scipione l’Africano, Caronte, Minosse, Lucifero), corrispondenti ad altrettante ondate di caldo torrido. Le carte delle isobare di queste ultime settimane, però, smentiscono le informazioni di regime, mostrando che l’anticiclone delle Azzorre, tipicamente estivo, staziona sull’Atlantico, mentre gran parte del continente europeo è tenuto in una condizione artificiale di “bel tempo”, sinonimo di una siccità cronica, sempre più allarmante. Anche l’umidità non è poi così alta, essendo decurtata dalle consuete attività igroscopiche, cui concorrono apparati elettromagnetici.

In questa fiera di menzogne propalate dai siti meteorologici militarizzati, si distingue qualche dispaccio che rivela le reali condizioni atmosferiche. Ad esempio, recentemente il centro della Croazia ha diramato la seguente diagnosi: "Il campo di bassa pressione si mantiene sopra l'Adriatico". E’ proprio così! Tuttavia il pubblico si lascia abbindolare ora da ufficiali e sottoufficiali dell’Aeronautica militare ora dalle ammiccanti meteorine (anche in divisa) che, indicando simboli del “sereno”, del “poco nuvoloso” e delle “innocue velature”, lasciano credere che a quelle carte falsificate corrisponda una concreta situazione meteorologica.

Intanto, mentre Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Grecia, Cipro... sono in un forno a microonde, la bassa pressione sopra la Russia è esplosa in un inferno d’acqua. E’ il solito contraccolpo dovuto all’ingente accumulo di energia in una zona accerchiata da regioni in cui le attività chimiche ed elettromagnetiche sono costanti e parossistiche. Si assiste quindi sempre più spesso a fenomeni estremi: prolungati periodi di aridità in alcune aree e nubifragi violentissimi in altre.

Senza dubbio contrastare e ridurre in maniera significativa l’evapotraspirazione è un mezzo adottato dai militari per impedire che si formino nuvole foriere di pioggia: gli stessi temporali estivi che, una volta, davano un po’ di refrigerio, sebbene il loro contributo idrico fosse poco rilevante, sono quasi del tutto scomparsi, semmai sostituiti da tempeste di vento ed intensa attività elettrica in atmosfera che di rado si traduce in un acquazzone. Molto è dunque cambiato nei fenomeni atmosferici; ma le irrorazioni sono sempre identiche: quotidiane, deturpanti, mortali.

[1] La pressione atmosferica è esercitata dall’aria sul suolo; varia a seconda dell’altitudine e da luogo a luogo, in quanto dipende dalla composizione locale delle masse d’aria, dalla temperatura e dai venti. Nei bassi strati atmosferici, fra l’equatore ed i 10-15 gradi di latitudine, si ha un regime medio di basse pressioni (circa 1.000 millibar); fra 10-15 e 30-40 gradi, si hanno in genere pressioni medio-alte (pressappoco 1.020 millibar); fra 30-40 e 60-70 gradi, si rilevano di solito basse pressioni (1.005 millibar); infine sulle calotte polari alte. Vedi “Enciclopedia delle Scienze”, Milano, 2005, s.v. inerente.

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