venerdì 26 aprile 2013

Nel buio, uno squarcio di luce...

L'elettore democratico è stato calpestato e preso in giro per l'ennesima volta. Quel Pd che si dichiarava acerrimo nemico di Berlusconi e del partito di cui è leader, ancora una volta si è piegato alle voci forti sempre presenti nelle stanze segrete. I vari D'Alema, Veltroni, Marini, Fioroni, Franceschini. Gente che sembra sparire in determinati momenti e riappare quando c'è bisogno di prendere decisioni importanti e significative per il paese. E chi vota Pd da anni tutto questo lo sa. E continua a subirlo, non pensando ad un'alternativa, ad una rinascita, che sarebbe fondamentale per la Sinistra italiana. Ora da quello che sembra e da come ci appare la situazione interna al partito, la spaccatura dovrebbe essersi formata ed è anche di notevoli dimensioni. E aggiungo io, finalmente. Non è possibile far coesistere democristiani e giovani democratici, appartenenti all'ala più radicale. Non è possibile associare renziani e selliani (gli appartenenti a Sel). Mi ha colpito il no di Nichi Vendola al governissimo. Ma tutto ciò deve essere solo l'inizio di un qualcosa di nuovo, da costruire con il tempo. Non servono decisioni o atteggiamenti di facciata. Serve un rinnovamento reale e tangibile. Una speranza per i ceti meno privilegiati. Una via di sbocco che dia un calcione allo stantio costantemente presente nei gruppi politici italiani. Serve una sinistra nuova, maggiormente radicale, meno incline ad accordi con forze politiche conservatrici e responsabili del decadimento del welfare italiano. Dopo ogni caduta, bisogna rialzarsi. Cercare di trarre vantaggio da un'esperienza che nel bene e nel male è stata formativa. Un qualcosa da non ripetere più. Un punto da mettere e inserire per ripartire ancora più forti e agguerriti. La credibilità è ai minimi storici, questo senza dubbio. Ma una minuscola possibilità c'è, accoglietela. Ridate voce e respiro a chi speranze non ne ha più. E' l'ultima possibilità per bloccare queste politiche liberiste e favorevoli all'austerità che stanno portando sull'orlo del baratro i maggiori paesi europei. Morta una Thatcher, cerchiamo di non crearne altre grazie alla nostra inettitudine e indifferenza. (Andrea Salzano)

giovedì 25 aprile 2013

Una giornata da ricordare. Uno di quei giorni impressi nel cuore. Come il compleanno della propria Mamma. O l'anniversario del primo bacio con la ragazza che sognavi da lungo tempo. Davide contro Golia. Un grande esercito contro il cuore e la volontà di una minoranza. Quella minoranza che è e rimarrà l'esempio per le generazioni future. Un agglomerato di cosi tanto amore per il proprio paese difficilmente lo riusciremmo a vedere da qualche altra parte. Un sentimento infinito. E come tutte le emozioni qualcuno ha cercato di calpestarlo. Con la violenza, con l'odio, con i manganelli. Ma si sa un sentimento non si riesce a spegnere in questa maniera. Perchè rimarrà vivo negli anni, nei secoli, come un qualcosa da portare nel cassetto di fianco al proprio letto. Lo so, di questi tempi determinate parole sembrano utopie. Oppure ci appaiono troppo distanti per poter essere credibili. E allora i giovani si fanno colpire e infangare da facili e altrettanto ignobili ideologie. Forse perchè mancano punti di riferimento o forse perchè la violenza e l'odio verso il prossimo sembrano la via più facile da percorrere. Niente di più falso. Niente di più disonorevole. Viviamo un momento difficile, critico. Ci sembra uno scalino insormontabile da superare e da guardare con il sorriso dopo averlo scavalcato. Siamo sbandati e lasciati al nostro crudele destino. Se riusciremo a costruire qualcosa, non dovremo dire grazie a nessuno ma solamente ai nostri genitori, che tramite il loro amore e il loro spendere una vita per noi, ci permettono di ammortizzare le varie delusioni e i vari ideali che sembra decadere giorno dopo giorno. Ma non diamo voce e non lasciamo via libera a ideologie ripugnanti e antidemocratiche. Sarebbe come non ricordare il passato. E rendere il presente ancora più distruttivo, e lasciare sempre meno speranza alle generazioni future. Prendiamo esempio da ciò che di bello possiamo ancora osservare e leggere. E cancelliamo giorno dopo giorno gli ultimi sospiri di ideologie facinorose e da condannare. Liberiamoci da queste ondate. E facciamo in modo di essere Noi, attraverso le azioni quotidiane, la Liberazione di questo paese, sempre più schiacciato e relegato ai margini di un mondo che non ha ancora imparato le lezioni passate. Abbiamo questo grande onere ma anche un grande onore. Come tutte le generazioni possiamo scegliere da che parte stare. E sono sicuro che attraverso l'istruzione e la cultura non avremo dubbi su dove andare. Perchè alla fine la democrazia e la libertà vincono sempre. E non esiste bastone o arma che possa scalfire un ideale dalla propria anima. Il corpo diviene cenere, le idee volano libere nel cielo in eterno. E nessuno può toccarle o cambiargli posto. Sono i viventi che scelgono dove posizionarle. Nel cuore o nel cestino. (Andrea Salzano)

martedì 23 aprile 2013

Non spaventarti quando verrai catalogato come strano o diverso. Sarà solo un modo per abbattere le tue convinzioni e per rendere i tuoi valori, carne da macello. In tempi ignobili e colmi di falsità, se sei differente tenteranno in tutti i modi di condurti sulla retta via. Che non significa andare sulla strada giusta. Ma assomiglierebbe a correre lentamente verso la somiglianza a quel sistema, di cui ti proclamavi feroce avversario. (Andrea Salzano)

lunedì 22 aprile 2013

Dopo ogni distruzione viene la ricostruzione. Dopo la morte vi è una nuova vita, una rinascita. Ecco, questo spero che accada all'interno del centro-sinistra. Una scissione che porterebbe l'ala più radicale, a formare un partito più vicino al socialismo e sempre più distante dalle politiche liberali e moderate attuate dal Pd negli ultimi anni. In un momento negativo questa può essere un'opportunità grandiosa. Un modo per ridare voce alle tante persone schiacciate e calpestate da questa crisi e soprattutto da un'austerità che non lascia scampo ai ceti medio-bassi. Si avrà modo anche di riformare i vari trattati europei e rendere l'Ue, un organizzazione sovranazionale maggiormente a misura di cittadino. Si tornerà a dar voce agli ultimi, agli emarginati, ai non ascoltati per lungo tempo. E forse un pò di speranza tornerà a splendere sui volti di migliaia di persone che ancora sognano. Le politiche liberali e di rigidità di bilancio sono state bocciate in teoria e in pratica. E' ora di dare voce a pratiche maggiormente popolari e in grado di garantire crescita attraverso la spesa pubblica. Ripartire si può, sorpassando le macerie provocate da anni di inettitudine. Ripartiamo dalla sinistra, quella vera. E lasciamoci alle spalle questi anni bui e pieni di lacrime.(Andrea Salzano)

domenica 21 aprile 2013

Insultarsi per poi ritrovarsi a cena assieme...

Si sono costantemente insultati per nascondere gli abbracci che fiorivano nelle loro stanze segrete. Un pò come quelle amichette che in assenza dell'altra se ne dicono di tutti i colori e poi in serata puntualmente si ritrovano a godersi un aperitivo insieme, tra sorrisetti e affettuosità. Molti italiani sono stati e saranno spettatori passivi. Un inciucio durato anni e anni. Un complotto che ha riguardato ogni parte politica, senza escludere nessuno. Non si è combattuto (in senso politico) tra la varie correnti ma si è cercata la sopravvivenza di tutti. Da Berlusconi a Casini, da Bersani fino ad arrivare a D'Alema (che non è presente in Parlamento ma la sua voce risuona nelle fangose stanze). Ieri lo spettacolino è arrivato agli occhi di tutti. Ma ormai la frittata è fatta. Noi Italiani viviamo quotidianamente con due fette di prosciutto sugli occhi, ignari del fatto che tutto ciò era avvenuto da tempo. Le elezioni che per molti di Noi potevano sembrare un primo cambiamento, non erano nient'altro che una foglia di fico per coprire le inciuciate future. Grasso, Boldrini, e i tanti deputati e senatori eletti per la prima volta. Si, magari persone squisitissime e valorose, ma che mai e poi mai da soli avrebbero potuto attuare un reale rinnovamento. Lo stesso vale per i 5 Stelle. Che magari non si aspettavano un cosi grande exploit e sono rimasti senza parole. E forse anche senza risposte pronte da dare. Verranno crocifissi come traditori. Come quelli che non hanno voluto formare un governo. Come coloro che non hanno permesso la stabilità dell'Italia. Niente di tutto ciò è vero. Era tutto già deciso. E pensare che il centro-sinistra sono 20 anni che fa dell'anti-berlusconismo una delle colonne portanti del suo programma. Insultarsi per poi godersi la cena tutti assieme. Era questo che volevano e questo hanno ottenuto. Se loro sono uniti grazie agli interessi comuni, il popolo è sempre più disgregato, schifato, indignato. Ma come sempre, si sveglia tardi. Ora è difficile tornare indietro. Ora è difficile poter dire "facciamo qualcosa". Ora è complicato trovare una via d'uscita. Il nostro voto è divenuto carta straccia. E pensare che è stato versato tantissimo sangue per avere quel diritto. E invece ora è difficile spiegare ad un bambino quale sia l'importanza di quel pezzo di carta. Perchè vedono che non siamo Noi a decidere. Perchè osservano un mondo sempre più falso e ignobile. Perchè manca la fiducia verso il prossimo e nessuno ci aiuta a ritrovarla. Possiamo scovarla solo dentro Noi stessi. I tempi e le persone non ci aiutano. Lo sappiamo benissimo. E' quasi impossibile trovare un briciolo di speranza in determinate condizioni. Come è complicatissimo trovare uno spicchio di sole in un mare di fango. Ma non possiamo prendercela che con Noi stessi. Assenti all'appello da molti anni. E senza portare la giustificazione il giorno dopo. (Andrea Salzano)

venerdì 19 aprile 2013

E intanto in Parlamento gli abbracci fioriscono...

Non sono bastate bufere mediatiche, spaccature interne e gridi di aiuto da parte della popolazione. Il partito e la poltrona valgono più di qualsiasi dignità umana. E' questo quello che dobbiamo trarre dai nomi usciti per eleggere il Presidente della Repubblica. Personalità protagoniste della politica italiana degli ultimi 20 anni. Quella classe dirigente che ci ha portato sul lastrico, grazie anche ai dettami arrivati dall'Ue. E chi credeva, ancora una volta, che le elezioni politiche o l'avvento di un nuovo Presidente della Repubblica, potevano smuovere le acque, si sbagliava. Sarò una persona critica a prescindere. Oppure un malfidato. Ma i fatti e la realtà mi danno ragione. Gli abbracci in Parlamento fioriscono. Mentre il popolo osserva, sempre più spaccato al suo interno. (Andrea Salzano)
E' nel disagio che si comprende la vera essenza della parola comunità. (Andrea Salzano)

martedì 16 aprile 2013

LETTERA DI UN COMUNISTA A PIERLUIGI BERSANI

Le scrivo perché ormai la posizione del Pd è sempre più moderata quindi sempre meno di sinistra, sempre che lo sia stato, almeno, qualche volta. La invito a guardare il suo passato se non da comunista, almeno quello di socialista, quando poteva dire di essere di sinistra senza vedere le persone storcere il naso, si perché, allora, lei era parte del nostro patrimonio. Quando le sue posizioni erano o bianche o nere, mai grigiastre o incolori, quando tutti a sinistra erano fiduciosi nel darle il voto, ora, invece, ci sono milioni di indecisi che vorrebbero sapere. Essere parte significa schierarsi, quindi parteggiare, insomma quello che non vedo in lei e che, invece, la invito ad essere. Le ricordo quando eravamo uniti e ci aggregavamo dalla parte dei palestinesi, quando nessuno di noi si sognava di appoggiare l’ esportazione della democrazia, o, meglio, a favore della guerra per risolvere problemi internazionali. Quando sarebbe stato impossibile un ennesimo attacco alla Libia, quando eravamo antiamericani e tutti volevamo si abbattesse il costo della militarizzazione, quando essere onesti era un obbligo morale indissolubile per un uomo di sinistra. Vede signor Bersani non si tratta di fare demagogia, ma si tratta dell’ essenza stessa delle scelte, non avrei mai immaginato un esponente rosso potesse vedere sbiadire il suo colore naturale e appoggiare il nucleare come soluzione per il futuro di questa penisola. Lo dico perché vorrei una sinistra unita, compatta contro i potenti, una sinistra che meritasse di essere votata contro la confusione generata dagli ultimi 15 anni di politica. Si, parlo di politica, quel sodalizio a servizio del popolo e non per i propri interessi, magari sarò arcaico, ma non potrei mai accettare di sostenere un rosso stinto perché dentro ho un cuore ribelle. Non le chiedo di fare qualcosa di sinistra, non sono moretti (rigorosamente in piccolo), quindi le chiedo di voltare pagina e tralasciare vecchi rancori ed abbracciare la vita, come disse D’Annunzio lasciandosi indietro il passato da fascista per passare a sinistra. Le chiedo di proporre soluzioni al precariato, soluzioni per i disoccupati, le chiedo di distaccarsi da quel richiamo obsoleto centrista e scendere tra la gente, perché non esiste sinistra senza l’appoggio dal basso. Signor Bersani abbia il coraggio di definire le sue scelte, di sostenere la giustizia senza abbassare lo sguardo di fronte alla tracotanza del sistema, le chiedo di non essere lei sistema. Dalla nostra parte dovrà spiegare ogni passaggio poiché non ci faremo trarre in inganno dalle promesse sterili e quando sbaglierà ci sarà sempre qualcuno pronto a puntare il dito. Ma è anche vero che sarebbe l’unico modo per accorgersi di un cambiamento e per me non sentire il desiderio di vedere questa penisola arsa, per vederla ricostruita. So anche di chiederle ciò che lei non potrà essere e le chiedo molto di più di un qualunque elettore, ma sa i comunisti veri sventolano una bandiera rossa mai stinta, mai scialba, mai banale. Lei che colore propone? (Antonio Recanatini)

Ecco come lo Stato ha reso la giustizia un affare per soli ricchi

La giustizia è ormai un affare per ricchi: lo sa bene chi si è recato, negli ultimi anni, in uno studio di avvocati. Spending review e riforme hanno reso il costo delle cause sempre più oneroso per i semplici cittadini. Con la conseguenza che la stessa giustizia, in sé considerata, è diventata incostituzionale.

Via dai tribunali”: è questo il nuovo motto che capeggia nelle aule delle udienze al posto del vecchio adagio “la legge è uguale per tutti”. Lo Stato non ha più i soldi per far funzionare la macchina della giustizia e così preferisce non erogarla a chi non può permettersela, dimenticando che ciò è profondamente incostituzionale e trascurando il fatto che la stessa economia di un Paese si regge sul rispetto delle norme. I rapporti tra cittadini si sono ormai ridotti a un far west. Le leggi continuano a creare diritti; ma, sul piano pratico, non è più possibile far valere i diritti.

Ecco come lo Stato ha reso la giustizia civile un affare per soli ricchi.

1) Dal 2002 al 2013, il contributo unificato (la tassa che si paga per avviare una causa) è cresciuto anche di cinque volte.
Un esempio: se dieci anni fa, un giudizio di risarcimento del danno poteva costare, per entrambi i gradi, al massimo 960 euro, oggi può arrivare anche a 5 mila euro.

2) È stato creato il filtro in appello.
Per iniziare un giudizio di secondo grado, oggi, bisogna avere una ragionevole possibilità di successo. Infatti, già in prima udienza i giudici valutano la possibilità di successo della causa. Se l’impugnazione non è fondata, l’appello viene immediatamente respinto, senza neanche iniziare il giudizio (leggi l’articolo “Come funziona il nuovo filtro in appello”).

3) È stato introdotto il meccanismo perverso della doppia condanna in appello.
Quando l’appello viene dal giudice respinto integralmente o dichiarato inammissibile o improcedibile, la parte che l’ha proposta oggi viene condannata a versare una sovrattassa (ossia un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione principale o incidentale). In altre parole, chi perde paga doppio (leggi l’articolo: “Appello: come cambia dal 2013 la nuova restrizione col contributo unificato”).Questo sistema peraltro è del tutto incostituzionale (leggi l’articolo “Il nuovo contributo unificato in appello è incostituzionale”).

4) Il paradosso delle cause contro il Fisco: se si intende impugnare una cartella esattoriale bisogna comunque pagare un terzo della stessa, anche se errata. Inoltre, prima di iniziare la causa, bisogna versare il contributo unificato, ossia una tassa. Quindi, anche quando il contribuente contesta qualcosa all’Amministrazione finanziaria, il fisco ci guadagna sempre!

5) Per le multe stradali il discorso è ancora più grave. Qui i costi per iniziare il giudizio sono più elevati rispetto alle contravvenzioni stesse. Inoltre, qualora il ricorso venga vinto e l’amministrazione condannata a rimborsare le spese, quest’ultima non paga mai il cittadino, né è possibile effettuare un pignoramento delle somme (per via delle disastrate condizioni delle casse comunali e dei vincoli di destinazione ai fondi pubblici).

Il tribunale è diventato come un ospedale: il cittadino sa quando entra, ma non sa come e quando esce.




fonte http://www.laleggepertutti.it

domenica 7 aprile 2013

I banchieri di Dio: le verità taciute. Un grosso deficit di trasparenza sugli affari della finanza vaticana: cosa ci nascondono i mass media?

Il “Pew research center” (USA) , che si occupa di analisi sociopolitiche, ha pubblicato nel dicembre 2012  uno studio, intitolato “The Global Religious Landscape” che contiene dati interessanti sulla distribuzione delle credenze, religiose e non religiose, nel mondo: il processo di secolarizzazione avanza in modo costante.
Il 32% della popolazione mondiale è cristiana (circa la metà cattolica), il 23% islamica, il 29% aderisce ad altre religioni e culti, soprattutto l’induismo, praticato in India. I “non credenti “dichiarati crescono: sono più di un miliardo (16,35% del totale nel 2010), più dei cattolici ufficiali (15%). Sappiamo poi che basta essere battezzati alla nascita per essere dichiarati “cattolici”.
In Italia e altrove cresce anche il numero di coloro che non credono alle gerarchie vaticane o che ripudiano i privilegi (esenzione IMU, 8×1000, sussidi statali) e gli affari, anche sporchi, della finanza vaticana (IOR), descritti dal film di Giuseppe Ferrara “I banchieri di Dio”. I soli privilegi riguardano cifre enormi (centinaia di milioni di euro), somme che vengono sottratte ai cittadini impoveriti e allo Stato indebitato.
Ma non si tratta solo di questo: vi è un grosso deficit di trasparenza sugli affari della finanza vaticana.
I giornali e la TV non ne parlano, neppure in questi giorni: eppure, il 3 gennaio u.s. la Banca d’Italia, su segnalazione della Procura di Roma, ha bloccato le operazioni di bancomat e carte di credito del Vaticano tramite “points of sale” (punti di vendita o POS) distribuiti in circa 80 tra esercizi, farmacie, musei e punti vendita. Il blocco è motivato da anomalie sospette nei movimenti di danaro per oltre 40 milioni di euro.
Non risulta nemmeno che dal Vaticano abbiano chiesto una qualche autorizzazione per installare i POS.
Già da tempo i magistrati romani, con a capo il procuratore aggiunto Nello, hanno indagato sullo Ior, disponendo il sequestro di 23 milioni di euro. La Procura di Roma ha  infatti rilevato “carenze” nella regolamentazione dell’antiriciclaggio da parte dell’Istituto Opere di Religione (IOR). Perciò Bankitalia ha sospeso i pagamenti tramite point of sale. E’ un mistero infatti a chi sia intestato il conto vaticano e chi possa operarvi. Nel maggio scorso anche JP Morgan aveva chiuso un conto dello Ior, su cui era transitato circa un miliardo di euro in un anno e mezzo, per problemi di trasparenza finanziaria.
Lo IOR ha superato il prescritto esame del Consiglio d’Europa solo per 9 raccomandazioni su 16, per cui rimangono dubbi e perplessità. Il governo Monti ha offerto il suo tacito consenso a sostegno dello IOR per superare il giudizio dell’autorità del Consiglio d’Europa. In realtà  questa autorità, che ha messo sotto esame lo Ior, non ha ottenuto sufficienti garanzie per inserirlo nella cosiddetta “white list del Gafi-Ocse”.
Infatti asserisce che “la verifica sulle pratiche antiriciclaggio adottate dall’istituto di credito dello Stato Pontificio non sarebbero state sufficientemente positive, tali da annoverare San Pietro tra i paesi virtuosi”. Tutto questo dopo che lo scorso anno Benedetto XVI aveva introdotto, secondo i nostri mass-media, misure “rigorose”. Possiamo immaginare quanto lo fossero quelle precedenti.
Solo un giornale, Il Fatto Quotidiano, ha fatto emergere come le nuove misure vaticane fossero, a conti fatti, una mera cosmesi, finalizzata esclusivamente al raggiungimento di una credibilità che, in materia di trasparenza, manca praticamente da sempre. Il Vaticano ha qualche mese per rispondere alle sollecitazioni di trasparenza rivolte da Banchitalia e Procura di Roma. Forse lo farà, perché essere internazionalmente conosciuti come una lavanderia di denaro sporco non piace a nessuno, meno che mai a chi vanta la sua superiorità morale e religiosa sul mondo.
Rimane la domanda: perché mai lo Stato italiano deve continuare a far da garante di un istituto di credito extracomunitario così poco trasparente, e già più volte implicato nel riciclaggio di denaro di provenienza illecita (dalle tangenti ai proventi della mafia)? La risposta, scontata, sta nella piena sudditanza dei governanti italiani di diverso colore agli interessi finanziari e politici del Vaticano che li sostiene. Eppure la nostra Costituzione stabilisce che il nostro Stato sia laico ed autonomo da quello Vaticano.
Gli elettori italiani dovrebbero ricordarlo, votando per liste laiche, come “Rivoluzione civile” che nel suo programma di rispetto costituzionale così scrive:”
Vogliamo eliminare l’IMU sulla prima casa, estenderla agli immobili commerciali della chiesa e delle fondazioni bancarie, istituire una patrimoniale sulle grandi ricchezze….”

(Enrico Giannino)

sabato 6 aprile 2013

6 APRILE 2013: L’AQUILA 4 ANNI DOPO IL TERREMOTO E’ ANCORA CONGELATA

L’AQUILA. Si avvicina la ricorrenza della tragedia del terremoto de L’Aquila che fece 309 morti. La ricostruzione stenta a partire e la burocrazia e l’incapacità della politica finora ha avuto la meglio pur in presenza di finanziamenti ingenti per miliardi di euro.
Il servizio di RaiNews fotografa la situazione nel centro storico del capoluogo.





giovedì 31 gennaio 2013

Dall’Islanda comincia la riscossa contro la servitù bancaria

«Dobbiamo lasciare che le banche falliscano, non possiamo essere i responsabili delle malversazioni dei privati».Queste le parole del presidente Ragnar Grímsson  al World economic forum  di Davos, dritte nel cuore di una piaga che affligge tutto il mondo e che da noi si è manifesta con la vicenda del Monte Paschi: le demenziali normative che impongono agli stati di intervenire col denaro pubblico per coprire in tutto o in parte le perdite di aziende di credito private, anzi privatissime. L’Islanda è reduce da una vittoria davanti alla corte dell’Efta (European free trade agreement): non dovrà pagare tutto il debito fatto dalle sue banche, ma solo la parte già sborsata che corrisponde alla garanzia in essere al momento del crack di  Landsbanki. Non si tratta dunque di un ripudio del debito come molti scrivono, ma certamente di una resistenza che alla fine ha salvato l’isola dal dover pagare una cifra che l’avrebbe distrutta economicamente.
Dunque le parole di Grimsson hanno un peso tutto speciale dentro la messa di rito finanziario che viene celebrata sulle Alpi svizzere e sembrano annunciare un giro di boa rispetto a meccanismi che si sono creati nel tempo, non solo ingiusti, ma anche perversi perché deresponsabilizzano le banche e le inducono alla speculazione più selvaggia. E deresponsabilizzano anche i correntisti e i clienti che non sono coinvolti nel rischio della scelta di un istituto di credito piuttosto che un altro. Anche questo è un meccanismo della speculazione che si autoalimenta e del potere finanziario che bestemmia il dio mercato quando occorre.
La cosa curiosa è che dopo averci appestato per decenni con l’esaltazione dell’iniziativa privata, dell’impresa, del mercato, del rischio, scopriamo – sulla nostra pelle in modo diretto, ma soprattutto indiretto – che nel cuore della società liberista esiste un porto franco dove tutto questo è valido finché va tutto bene, finché la spremitura riesce a sostenere la speculazione, ma  che viene improvvisamente negato quando i pasticci vengono a galla. A quel punto l’inefficiente Stato sfruttato e deriso, da ridurre in ogni caso ai minimi termini, diventa il garante universale, il salvagente, il soggetto che moralmente e politicamente ha il dovere di salvare dalla rovina tanti cittadini. Dico che è una cosa curiosa perché da una parte si vorrebbe ridurre lo stato in quanto garante della cittadinanza e dell’idea di diritto opposta a quella di mercato, per poi riesumarlo quando il privato fallisce.
E’ del tutto evidente che questa situazione di fatto, questo assetto incoerente con le stesse teorie economiche nelle quali si abbevera, non è che l’effetto di una pressione politica esercitata negli anni dai poteri finanziari e che si è tradotta in leggi corrive, in accordi internazionali, in normative e prassi tutte favorevoli alla speculazione e a quel profitto illimitato che pochissime persone possono ricavare da una simile condizione di privilegio e di irresponsabilità. E’ ora che il pubblico torni ad essere il motore attorno a cui si organizzano anche i rapporti finanziari, cominciando col negare reti di protezione e paracadute che tutti i cittadini devono pagare. E’ davvero assurdo che uno si debba assicurare per avere una pensione o l’assistenza sanitaria, ma non pensi nemmeno di assicurarsi come correntista e cliente di una banca: quasi che il welfare si sia ridotto ad essere di supporto alle attività speculative private.
Tutto questo finora è stato possibile grazie alla progressiva subalternità della politica ai poteri economici grazie alle generose mance distribuite e soprattutto alla perdita di idee e di partecipazione che hanno coinvolto le società del mondo sviluppato, sempre più a responsabilità limitata. Se volessimo guardare bene dentro il pasticcio del Monte dei Paschi di Siena, scopriremmo che non era il Pd a guidare la banca, ma la banca a guidare il Pd e a indurlo a non contestare, cambiare, elaborare evoluzioni di uno status quo enormemente favorevole ai poteri economici e alle loro logiche. Per questo la rivolta dell’Islanda, ancorché non sia stata una rottura radicale con “il sistema” del liberismo reale, è l’inizio di un cambiamento, il segnale che il pendolo sta invertendo la sua direzione. E  non a caso il giro di boa prende le mosse da un piccolo Paese dove fare comunità non è difficile come altrove dove le persone sono state “atomizzate”. Anche questo è qualcosa di cui fare tesoro.  

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Boccassini attacco gratuito a Ingroia

RIPORTO FEDELMENTE
"Le battute e le velate critiche espresse da alcuni magistrati ieri in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario per la mia decisione di candidarmi sono un copione che si ripete. Fu così anche per Giovanni Falcone. Ma a Pietro Grasso nessuno dice nulla: la cosa mi sorprende"
LOGICO Grasso era quello che diceva che si spendevano troppi danari in merito al processo Borsellino, è ovvio che le critiche cadano su di Ingroia.
Ma rileggendo la frase Ingroia dice che la sua candidatura suscita critiche come quando Falcone decise di collaborare con l'allora Ministro della Giustizia Martelli.
Non ha detto che è meglio di Falcone.
CONTINUA INFATTI INGROIA - L'unica spiegazione che posso dare - ha aggiunto - è che ho detto sempre quello che pensavo anche affrontando critiche, criticando a mia volta la magistratura associata e gli alti vertici della magistratura. E' successo anche ad altri più importanti e autorevoli magistrati, a cominciare da Giovanni Falcone. Forse non è un caso - ha concluso - che quando iniziò la sua attività di collaborazione con la politica le critiche peggiori giunsero dalla magistratura. E' un copione che si ripete".
QUINDI DI COSA PARLANO e perche' questo attacco ? È ovviamente politico. Si dice che la Boccassini sia del PD, che Grasso candidato del PD senza partecipare alle primarie sia ovviamente un uomo di comodo alla giustizia, uno che potrebbe fare il ministro piacendo ad entrambi i schieramenti, PDL e MONTI … riformandola strizzando l'occhio ad uno e all'altro.
E INFATTI INTERVIENE PROPRIO ILDA … persona che stimiamo tutti da sempre, con l'unica parentesi negativa a detta di molti giornalisti, di aver lavorato con ULTIMO, colui che non indago' accuratamente nel covo di TOTO' RIINA. Riina infatti a farlo arrestare fu proprio Ilda Boccassini, si dice su una soffiata di un pentito. Nel processo e nella tesi del PAPELLO si dice anche che Riina fu fatto arrestare perche' lo Stato non si fidava di lui e lo sostituiti con la mafia moderata rappresentata da Provenzano.
ILDA INTERVIENE SU INGROIA E AFFERMA :
Ilda Boccassini si scaglia contro Antonio Ingroia: "Come ha potuto paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di Giovanni Falcone? Tra loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce. Si vergogni". Dichiarazioni consegnate al tg di Mentana, su La7.
PERCHE' QUESTA USCITA ILDA ? Perche' ? In fondo lo sanno tutti che INGROIA è stato allontanato per la sua testarda voglia di sapere la verita' sulla fine di BORSELLINO che è diversa e piu' complessa di quella di FALCONE... il PAPELLO riguarda tutti, riguarda la storia la nostra storia.
RISPONDE INGROIA - Prima di sparare a zero si informi: io non mi sono paragonato a Falcone. Bisogna misurare bene le parole prima di parlare e la Boccassini non ha nemmeno letto la mia dichiarazione - ha aggiunto - io ho detto che ho percepito la stessa reazione stizzita di alcuni magistrati quando Falcone si impegnò con Martelli e oggi nei miei confronti dopo il mio impegno in politica, ma non ho detto che siamo la stessa cosa".
Ed è una risposta logica la stessa che tutti dovrebbero pensare. Invece si scatena il contrario, INGROIA si paragona a FALCONE... giornali e stampa che danno voce solo all'intervento della Boccassini... titoli in merito quando lui non ha mai detto una cosa del genere.
INGROIA RISPONDE ANCORA ALLA ILDA - "Ho atteso finora una smentita della Boccassini, invano - ha detto l'ex pm - ma siccome non è arrivata, dico che l'unica a doversi vergognare è lei che, ancora in magistratura, prende parte in modo così indecente e astioso alla competizione politica manipolando le mie dichiarazioni". Quanto ai giudizi personali del procuratore di Milano, Ingroia si dice non interessato: "Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Alle sue piccinerie siamo abituati da anni" ha concluso l'ex pm.
E poi intervengono in merito i parenti, l'amico Salvatore borsellino che invita tutti a contare fino a trenta prima di rispondere. E altre pagine in internet false su INGROIA.
La macchina trita carne si è avviata, logico che INGROIA sta per essere isolato, voleva capire il papello, comprendere come e' andata la trattativa. Possiamo solo augurarci che il popolo italiano questa volta rimanga lucido. La Sicilia si sta muovendo, le elezioni sono vicine, Berlusconi si sente sicuro di bloccare il governo in Senato e ricattarlo per la sua immunita'.
Non ci lamentiamo di altri 20 anni di Monti, perche' come nel 1992, stiamo preparando la strada e questa volta, ancora una volta, i colpevoli siamo noi, noi che facciamo finta di non capire e che capiamo solo quello che il potere vuole.
RIPORTO FEDELMENTE
"Le battute e le velate critiche espresse da alcuni magistrati ieri in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario per la mia decisione di candidarmi sono un copione che si ripete. Fu così anche per Giovanni Falcone. Ma a Pietro Grasso nessuno dice nulla: la cosa mi sorprende"
LOGICO Grasso era quello che diceva che si spendevano troppi danari in merito al processo Borsellino, è ovvio che le critiche cadano su di Ingroia.
Ma rileggendo la frase Ingroia dice che la sua candidatura suscita critiche come quando Falcone decise di collaborare con l'allora Ministro della Giustizia Martelli.
Non ha detto che è meglio di Falcone.
CONTINUA INFATTI INGROIA - L'unica spiegazione che posso dare - ha aggiunto - è che ho detto sempre quello che pensavo anche affrontando critiche, criticando a mia volta la magistratura associata e gli alti vertici della magistratura. E' successo anche ad altri più importanti e autorevoli magistrati, a cominciare da Giovanni Falcone. Forse non è un caso - ha concluso - che quando iniziò la sua attività di collaborazione con la politica le critiche peggiori giunsero dalla magistratura. E' un copione che si ripete".
QUINDI DI COSA PARLANO e perche' questo attacco ? È ovviamente politico. Si dice che la Boccassini sia del PD, che Grasso candidato del PD senza partecipare alle primarie sia ovviamente un uomo di comodo alla giustizia, uno che potrebbe fare il ministro piacendo ad entrambi i schieramenti, PDL e MONTI … riformandola strizzando l'occhio ad uno e all'altro.
E INFATTI INTERVIENE PROPRIO ILDA … persona che stimiamo tutti da sempre, con l'unica parentesi negativa a detta di molti giornalisti, di aver lavorato con ULTIMO, colui che non indago' accuratamente nel covo di TOTO' RIINA. Riina infatti a farlo arrestare fu proprio Ilda Boccassini, si dice su una soffiata di un pentito. Nel processo e nella tesi del PAPELLO si dice anche che Riina fu fatto arrestare perche' lo Stato non si fidava di lui e lo sostituiti con la mafia moderata rappresentata da Provenzano.
ILDA INTERVIENE SU INGROIA E AFFERMA :
Ilda Boccassini si scaglia contro Antonio Ingroia: "Come ha potuto paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di Giovanni Falcone? Tra loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce. Si vergogni". Dichiarazioni consegnate al tg di Mentana, su La7.
PERCHE' QUESTA USCITA ILDA ? Perche' ? In fondo lo sanno tutti che INGROIA è stato allontanato per la sua testarda voglia di sapere la verita' sulla fine di BORSELLINO che è diversa e piu' complessa di quella di FALCONE... il PAPELLO riguarda tutti, riguarda la storia la nostra storia.
RISPONDE INGROIA - Prima di sparare a zero si informi: io non mi sono paragonato a Falcone. Bisogna misurare bene le parole prima di parlare e la Boccassini non ha nemmeno letto la mia dichiarazione - ha aggiunto - io ho detto che ho percepito la stessa reazione stizzita di alcuni magistrati quando Falcone si impegnò con Martelli e oggi nei miei confronti dopo il mio impegno in politica, ma non ho detto che siamo la stessa cosa".
Ed è una risposta logica la stessa che tutti dovrebbero pensare. Invece si scatena il contrario, INGROIA si paragona a FALCONE... giornali e stampa che danno voce solo all'intervento della Boccassini... titoli in merito quando lui non ha mai detto una cosa del genere.
INGROIA RISPONDE ANCORA ALLA ILDA - "Ho atteso finora una smentita della Boccassini, invano - ha detto l'ex pm - ma siccome non è arrivata, dico che l'unica a doversi vergognare è lei che, ancora in magistratura, prende parte in modo così indecente e astioso alla competizione politica manipolando le mie dichiarazioni". Quanto ai giudizi personali del procuratore di Milano, Ingroia si dice non interessato: "Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Alle sue piccinerie siamo abituati da anni" ha concluso l'ex pm.
E poi intervengono in merito i parenti, l'amico Salvatore borsellino che invita tutti a contare fino a trenta prima di rispondere. E altre pagine in internet false su INGROIA.
La macchina trita carne si è avviata, logico che INGROIA sta per essere isolato, voleva capire il papello, comprendere come e' andata la trattativa. Possiamo solo augurarci che il popolo italiano questa volta rimanga lucido. La Sicilia si sta muovendo, le elezioni sono vicine, Berlusconi si sente sicuro di bloccare il governo in Senato e ricattarlo per la sua immunita'.
Non ci lamentiamo di altri 20 anni di Monti, perche' come nel 1992, stiamo preparando la strada e questa volta, ancora una volta, i colpevoli siamo noi, noi che facciamo finta di non capire e che capiamo solo quello che il potere vuole.
RIPORTO FEDELMENTE
"Le battute e le velate critiche espresse da alcuni magistrati ieri in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario per la mia decisione di candidarmi sono un copione che si ripete. Fu così anche per Giovanni Falcone. Ma a Pietro Grasso nessuno dice nulla: la cosa mi sorprende"
LOGICO Grasso era quello che diceva che si spendevano troppi danari in merito al processo Borsellino, è ovvio che le critiche cadano su di Ingroia.
Ma rileggendo la frase Ingroia dice che la sua candidatura suscita critiche come quando Falcone decise di collaborare con l'allora Ministro della Giustizia Martelli.
Non ha detto che è meglio di Falcone.
CONTINUA INFATTI INGROIA - L'unica spiegazione che posso dare - ha aggiunto - è che ho detto sempre quello che pensavo anche affrontando critiche, criticando a mia volta la magistratura associata e gli alti vertici della magistratura. E' successo anche ad altri più importanti e autorevoli magistrati, a cominciare da Giovanni Falcone. Forse non è un caso - ha concluso - che quando iniziò la sua attività di collaborazione con la politica le critiche peggiori giunsero dalla magistratura. E' un copione che si ripete".
QUINDI DI COSA PARLANO e perche' questo attacco ? È ovviamente politico. Si dice che la Boccassini sia del PD, che Grasso candidato del PD senza partecipare alle primarie sia ovviamente un uomo di comodo alla giustizia, uno che potrebbe fare il ministro piacendo ad entrambi i schieramenti, PDL e MONTI … riformandola strizzando l'occhio ad uno e all'altro.
E INFATTI INTERVIENE PROPRIO ILDA … persona che stimiamo tutti da sempre, con l'unica parentesi negativa a detta di molti giornalisti, di aver lavorato con ULTIMO, colui che non indago' accuratamente nel covo di TOTO' RIINA. Riina infatti a farlo arrestare fu proprio Ilda Boccassini, si dice su una soffiata di un pentito. Nel processo e nella tesi del PAPELLO si dice anche che Riina fu fatto arrestare perche' lo Stato non si fidava di lui e lo sostituiti con la mafia moderata rappresentata da Provenzano.
ILDA INTERVIENE SU INGROIA E AFFERMA :
Ilda Boccassini si scaglia contro Antonio Ingroia: "Come ha potuto paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di Giovanni Falcone? Tra loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce. Si vergogni". Dichiarazioni consegnate al tg di Mentana, su La7.
PERCHE' QUESTA USCITA ILDA ? Perche' ? In fondo lo sanno tutti che INGROIA è stato allontanato per la sua testarda voglia di sapere la verita' sulla fine di BORSELLINO che è diversa e piu' complessa di quella di FALCONE... il PAPELLO riguarda tutti, riguarda la storia la nostra storia.
RISPONDE INGROIA - Prima di sparare a zero si informi: io non mi sono paragonato a Falcone. Bisogna misurare bene le parole prima di parlare e la Boccassini non ha nemmeno letto la mia dichiarazione - ha aggiunto - io ho detto che ho percepito la stessa reazione stizzita di alcuni magistrati quando Falcone si impegnò con Martelli e oggi nei miei confronti dopo il mio impegno in politica, ma non ho detto che siamo la stessa cosa".
Ed è una risposta logica la stessa che tutti dovrebbero pensare. Invece si scatena il contrario, INGROIA si paragona a FALCONE... giornali e stampa che danno voce solo all'intervento della Boccassini... titoli in merito quando lui non ha mai detto una cosa del genere.
INGROIA RISPONDE ANCORA ALLA ILDA - "Ho atteso finora una smentita della Boccassini, invano - ha detto l'ex pm - ma siccome non è arrivata, dico che l'unica a doversi vergognare è lei che, ancora in magistratura, prende parte in modo così indecente e astioso alla competizione politica manipolando le mie dichiarazioni". Quanto ai giudizi personali del procuratore di Milano, Ingroia si dice non interessato: "Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Alle sue piccinerie siamo abituati da anni" ha concluso l'ex pm.
E poi intervengono in merito i parenti, l'amico Salvatore borsellino che invita tutti a contare fino a trenta prima di rispondere. E altre pagine in internet false su INGROIA.
La macchina trita carne si è avviata, logico che INGROIA sta per essere isolato, voleva capire il papello, comprendere come e' andata la trattativa. Possiamo solo augurarci che il popolo italiano questa volta rimanga lucido. La Sicilia si sta muovendo, le elezioni sono vicine, Berlusconi si sente sicuro di bloccare il governo in Senato e ricattarlo per la sua immunita'.
Non ci lamentiamo di altri 20 anni di Monti, perche' come nel 1992, stiamo preparando la strada e questa volta, ancora una volta, i colpevoli siamo noi, noi che facciamo finta di non capire e che capiamo solo quello che il potere vuole.
RIPORTO FEDELMENTE
"Le battute e le velate critiche espresse da alcuni magistrati ieri in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario per la mia decisione di candidarmi sono un copione che si ripete. Fu così anche per Giovanni Falcone. Ma a Pietro Grasso nessuno dice nulla: la cosa mi sorprende"
LOGICO Grasso era quello che diceva che si spendevano troppi danari in merito al processo Borsellino, è ovvio che le critiche cadano su di Ingroia.
Ma rileggendo la frase Ingroia dice che la sua candidatura suscita critiche come quando Falcone decise di collaborare con l'allora Ministro della Giustizia Martelli.
Non ha detto che è meglio di Falcone.
CONTINUA INFATTI INGROIA - L'unica spiegazione che posso dare - ha aggiunto - è che ho detto sempre quello che pensavo anche affrontando critiche, criticando a mia volta la magistratura associata e gli alti vertici della magistratura. E' successo anche ad altri più importanti e autorevoli magistrati, a cominciare da Giovanni Falcone. Forse non è un caso - ha concluso - che quando iniziò la sua attività di collaborazione con la politica le critiche peggiori giunsero dalla magistratura. E' un copione che si ripete".
QUINDI DI COSA PARLANO e perche' questo attacco ? È ovviamente politico. Si dice che la Boccassini sia del PD, che Grasso candidato del PD senza partecipare alle primarie sia ovviamente un uomo di comodo alla giustizia, uno che potrebbe fare il ministro piacendo ad entrambi i schieramenti, PDL e MONTI … riformandola strizzando l'occhio ad uno e all'altro.
E INFATTI INTERVIENE PROPRIO ILDA … persona che stimiamo tutti da sempre, con l'unica parentesi negativa a detta di molti giornalisti, di aver lavorato con ULTIMO, colui che non indago' accuratamente nel covo di TOTO' RIINA. Riina infatti a farlo arrestare fu proprio Ilda Boccassini, si dice su una soffiata di un pentito. Nel processo e nella tesi del PAPELLO si dice anche che Riina fu fatto arrestare perche' lo Stato non si fidava di lui e lo sostituiti con la mafia moderata rappresentata da Provenzano.
ILDA INTERVIENE SU INGROIA E AFFERMA :
Ilda Boccassini si scaglia contro Antonio Ingroia: "Come ha potuto paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di Giovanni Falcone? Tra loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce. Si vergogni". Dichiarazioni consegnate al tg di Mentana, su La7.
PERCHE' QUESTA USCITA ILDA ? Perche' ? In fondo lo sanno tutti che INGROIA è stato allontanato per la sua testarda voglia di sapere la verita' sulla fine di BORSELLINO che è diversa e piu' complessa di quella di FALCONE... il PAPELLO riguarda tutti, riguarda la storia la nostra storia.
RISPONDE INGROIA - Prima di sparare a zero si informi: io non mi sono paragonato a Falcone. Bisogna misurare bene le parole prima di parlare e la Boccassini non ha nemmeno letto la mia dichiarazione - ha aggiunto - io ho detto che ho percepito la stessa reazione stizzita di alcuni magistrati quando Falcone si impegnò con Martelli e oggi nei miei confronti dopo il mio impegno in politica, ma non ho detto che siamo la stessa cosa".
Ed è una risposta logica la stessa che tutti dovrebbero pensare. Invece si scatena il contrario, INGROIA si paragona a FALCONE... giornali e stampa che danno voce solo all'intervento della Boccassini... titoli in merito quando lui non ha mai detto una cosa del genere.
INGROIA RISPONDE ANCORA ALLA ILDA - "Ho atteso finora una smentita della Boccassini, invano - ha detto l'ex pm - ma siccome non è arrivata, dico che l'unica a doversi vergognare è lei che, ancora in magistratura, prende parte in modo così indecente e astioso alla competizione politica manipolando le mie dichiarazioni". Quanto ai giudizi personali del procuratore di Milano, Ingroia si dice non interessato: "Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Alle sue piccinerie siamo abituati da anni" ha concluso l'ex pm.
E poi intervengono in merito i parenti, l'amico Salvatore borsellino che invita tutti a contare fino a trenta prima di rispondere. E altre pagine in internet false su INGROIA.
La macchina trita carne si è avviata, logico che INGROIA sta per essere isolato, voleva capire il papello, comprendere come e' andata la trattativa. Possiamo solo augurarci che il popolo italiano questa volta rimanga lucido. La Sicilia si sta muovendo, le elezioni sono vicine, Berlusconi si sente sicuro di bloccare il governo in Senato e ricattarlo per la sua immunita'.
Non ci lamentiamo di altri 20 anni di Monti, perche' come nel 1992, stiamo preparando la strada e questa volta, ancora una volta, i colpevoli siamo noi, noi che facciamo finta di non capire e che capiamo solo quello che il potere vuole.
RIPORTO FEDELMENTE
"Le battute e le velate critiche espresse da alcuni magistrati ieri in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario per la mia decisione di candidarmi sono un copione che si ripete. Fu così anche per Giovanni Falcone. Ma a Pietro Grasso nessuno dice nulla: la cosa mi sorprende"
LOGICO Grasso era quello che diceva che si spendevano troppi danari in merito al processo Borsellino, è ovvio che le critiche cadano su di Ingroia.
Ma rileggendo la frase Ingroia dice che la sua candidatura suscita critiche come quando Falcone decise di collaborare con l'allora Ministro della Giustizia Martelli.
Non ha detto che è meglio di Falcone.
CONTINUA INFATTI INGROIA - L'unica spiegazione che posso dare - ha aggiunto - è che ho detto sempre quello che pensavo anche affrontando critiche, criticando a mia volta la magistratura associata e gli alti vertici della magistratura. E' successo anche ad altri più importanti e autorevoli magistrati, a cominciare da Giovanni Falcone. Forse non è un caso - ha concluso - che quando iniziò la sua attività di collaborazione con la politica le critiche peggiori giunsero dalla magistratura. E' un copione che si ripete".
QUINDI DI COSA PARLANO e perche' questo attacco ? È ovviamente politico. Si dice che la Boccassini sia del PD, che Grasso candidato del PD senza partecipare alle primarie sia ovviamente un uomo di comodo alla giustizia, uno che potrebbe fare il ministro piacendo ad entrambi i schieramenti, PDL e MONTI … riformandola strizzando l'occhio ad uno e all'altro.
E INFATTI INTERVIENE PROPRIO ILDA … persona che stimiamo tutti da sempre, con l'unica parentesi negativa a detta di molti giornalisti, di aver lavorato con ULTIMO, colui che non indago' accuratamente nel covo di TOTO' RIINA. Riina infatti a farlo arrestare fu proprio Ilda Boccassini, si dice su una soffiata di un pentito. Nel processo e nella tesi del PAPELLO si dice anche che Riina fu fatto arrestare perche' lo Stato non si fidava di lui e lo sostituiti con la mafia moderata rappresentata da Provenzano.
ILDA INTERVIENE SU INGROIA E AFFERMA :
Ilda Boccassini si scaglia contro Antonio Ingroia: "Come ha potuto paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di Giovanni Falcone? Tra loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce. Si vergogni". Dichiarazioni consegnate al tg di Mentana, su La7.
PERCHE' QUESTA USCITA ILDA ? Perche' ? In fondo lo sanno tutti che INGROIA è stato allontanato per la sua testarda voglia di sapere la verita' sulla fine di BORSELLINO che è diversa e piu' complessa di quella di FALCONE... il PAPELLO riguarda tutti, riguarda la storia la nostra storia.
RISPONDE INGROIA - Prima di sparare a zero si informi: io non mi sono paragonato a Falcone. Bisogna misurare bene le parole prima di parlare e la Boccassini non ha nemmeno letto la mia dichiarazione - ha aggiunto - io ho detto che ho percepito la stessa reazione stizzita di alcuni magistrati quando Falcone si impegnò con Martelli e oggi nei miei confronti dopo il mio impegno in politica, ma non ho detto che siamo la stessa cosa".
Ed è una risposta logica la stessa che tutti dovrebbero pensare. Invece si scatena il contrario, INGROIA si paragona a FALCONE... giornali e stampa che danno voce solo all'intervento della Boccassini... titoli in merito quando lui non ha mai detto una cosa del genere.
INGROIA RISPONDE ANCORA ALLA ILDA - "Ho atteso finora una smentita della Boccassini, invano - ha detto l'ex pm - ma siccome non è arrivata, dico che l'unica a doversi vergognare è lei che, ancora in magistratura, prende parte in modo così indecente e astioso alla competizione politica manipolando le mie dichiarazioni". Quanto ai giudizi personali del procuratore di Milano, Ingroia si dice non interessato: "Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Alle sue piccinerie siamo abituati da anni" ha concluso l'ex pm.
E poi intervengono in merito i parenti, l'amico Salvatore borsellino che invita tutti a contare fino a trenta prima di rispondere. E altre pagine in internet false su INGROIA.
La macchina trita carne si è avviata, logico che INGROIA sta per essere isolato, voleva capire il papello, comprendere come e' andata la trattativa. Possiamo solo augurarci che il popolo italiano questa volta rimanga lucido. La Sicilia si sta muovendo, le elezioni sono vicine, Berlusconi si sente sicuro di bloccare il governo in Senato e ricattarlo per la sua immunita'.
Non ci lamentiamo di altri 20 anni di Monti, perche' come nel 1992, stiamo preparando la strada e questa volta, ancora una volta, i colpevoli siamo noi, noi che facciamo finta di non capire e che capiamo solo quello che il potere vuole.
 Fonte WWW.NAMIR.IT

martedì 4 dicembre 2012

GENEALOGIA DI GIORGIO NAPOLITANO DI SAVOIA

Fotografia a bassa risoluzione trovata e riportata legalmente nella e dalla Rete, e riportante frase non pronunciata né formulata dal sottoscritto, che la riporta come potrebbe riportare una frase pronunciata contro qualunque altra persona, sezna per questo avere alcuna responsabilità legale per eventuali contenuti offensibili o perseguibili ai sensi della legge contro il "vilipendio al Capo dello Stato" (reato inventato dal regime totalitario fascista mussoliano per imbavagliare i liberi pensatori e anche tutti gli altri cittadini che ogni tanto si ricordano di accendere il cervello).
Il Re d'Italia Vittorio Emanuele II di Savoia (vicino alla Massoneria), con la Regina Maria Adelaide d'Asburgo-Lorena (membro della Stirpe), generò Maria Pia di Savoia, moglie di Re Luigi I di Portogallo, Clorilde di Savoia, moglie di Napoleone Girolamo Bonaparte, e il Re d'Italia Umberto I di Savoia (membro della Massoneria), che, con la Regina Margherita di Savoia-Genova, generò il Re d'Italia Vittorio Emanuele III di Savoia (membro della Massoneria), che, con la Regina Elena del Montenegro, generò il Re d'Italia Umberto II di Savoia, fascista mussoliniano, che, con la Regina Maria José, generò Vittorio Emanuele (IV) Alberto Carlo Teodoro Umberto Bonifacio Amedeo Damiano Bernardino Gennaro Maria di Savoia (membro della Massoneria, della loggia segreta, coperta, illegale, incostituzionale e fascista mussoliniana Propaganda 2, P2, del Gran Maestro Venerabile Conte Licio Gelli, fascista mussoliniano e franchista, del Grande Oriente d'Italia, G.O.I.), che, con Marina Ricolfi Doria, generò Emanuele Filiberto Umberto Reza Ciro René Maria di Savoia (membro della Massoneria), berlusconiano, che, con Clotilde Courau, generò Vittoria di Savoia e Luisa di Savoia. Ma il Re d'Italia Umberto II di Savoia, con la Contessa di Napoli, generò inoltre, come figlio illegittimo, il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano (di Savoia) (membro della Massoneria e dell'Aspen Institute), che, con Clio Maria Bittoni, generò Giovanni Napolitano (di Savoia) e Giulio Napolitano (di Savoia).


giovedì 29 novembre 2012

Le imprese coinvolte

Le imprese coinvolte nella realizzazione della tratta Tav Torino-Lione:
LTF (Lyon-Turin Ferroviaire) è la società madre, responsabile della realizzazione dell’opera. Paolo Comastri, direttore generale di Ltf, nel 2011 è stato condannato in primo grado per turbativa d’asta; oggetto: la gara per la direzione dei lavori per il tunnel esplorativo della Torino-Lione. L’avvocato difensore di Comastri era Paola Severino, attuale ministro della Giustizia del Governo Monti. Comastri è stato condannato a otto mesi di reclusione (il pm aveva chiesto un anno e sei mesi).
Cmc (Cooperativa Muratori e Cementisti) cooperativa rossa, quinta impresa di costruzioni italiana, al 96esimo posto nella classifica dei principali 225 «contractor» internazionali che vanta un ex-amministratore illustre, Pier Luigi Bersani, si è aggiudicata l’incarico (affidato senza gara) di guidare un consorzio di imprese (Strabag AG, Cogeis SpA, Bentini SpA e Geotecna SpA) per la realizzazione del cunicolo esplorativo a Maddalena di Chiomonte. Valore dell’appalto 96 milioni di Euro.
Rocksoil s.p.a società di geoingegneria fondata e guidata da Giuseppe Lunardi il quale ha ceduto le sue azioni ai suoi familiari nel momento di assumere l’incarico di ministro delle Infrastrutture e dei trasporti del governo Berlusconi dal 2001 al 2006. Nel 2002, la Rocksoil ha ricevuto un incarico di consulenza dalla società francese Eiffage, che a sua volta era stata incaricata da Rete Ferroviaria Italiana (di proprietà dello stato) di progettare il tunnel di 54 Km della Torino-Lione che da solo assorbirà 13 miliardi di Euro. Il ministro si è difeso dall’accusa di conflitto di interessi dicendo che la sua società lavorava solo all’estero.
Impregilo è la principale impresa di costruzioni italiana. È il general contractor del progetto Torino-Lione e del ponte sullo stretto di Messina. Appartiene a:
33% Argofin: Gruppo Gavio. Marcello Gavio è stato latitante negli anni 92-93 in quanto ricercato per reati di corruzione legati alla costruzione dell’Autostrada Milano-Genova. Prosciolto successivamente per prescrizione del reato.
33% Autostrade: Gruppo Benetton. Uno dei principali gruppi imprenditoriali italiani noto all’estero per lo sfruttamento dei lavoratori delle sue fabbriche di tessile in Asia e per aver sottratto quasi un milione di ettari di terra alle comunità Mapuche in Argentina e Cile
33% Immobiliare Lombarda: Gruppo Ligresti. Salvatore Ligresti è stato condannato nell’ambito dell’inchiesta di Tangentopoli pattuendo una condanna a 4 anni e due mesi dopo la quale è tornato tranquillamente alla sua attività di costruttore.

martedì 6 novembre 2012

IL MONDO SENZA COSCIENZA, QUANDO IL WEB PUò DIVENTARE LETALE .


Suicida per cyber-bullismo,
denunciò in un video
la sua drammatica storia

Canada sotto choc

Amanda era finita nel tunnel della depressione, dell'alcol e della droga dopo che un ragazzo aveva diffuso su Facebook la sua foto a seno nudo e l'aveva a lungo perseguitata
La videodenuncia della quindicenne Amanda, vittima di cyber-bullismo (YouTube)
La videodenuncia della quindicenne Amanda, vittima di cyber-bullismo (YouTube)
Vancouver (Canada), 13 ottobre 2012 - Il Canada è sotto choc per la tragedia di Amanda, una quindicenne che si è suicidata appena poche settimane dopo aver denunciato in un video su YouTube di esser stata vittima di cyber-bullismo. La ragazzina è stata trovata morta nella sua casa di Port Coquitlam, nella Columbia Britannica, mercoledì scorso.
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Lo scorso mese aveva girato un video in bianco e nero e senza sonoro in cui, con il volto nascosto, raccontava tramite una serie di messaggi scritti con pennarello nero la sua ‘via crucis’ di anni di tormenti: "La mia storia: lotta, bullismo, suicidio, autolesionismo".
Una storia iniziata due anni fa e raccontata attraverso i biglietti, sfogliati uno dopo l’altro dinanzi la webcam. Su richiesta di un ragazzo conosciuto on line in una chat-room, la ragazzina si era lasciata convincere a mandargli una foto a seno nudo. L'immagine era finita in una pagina di Facebook, l’avevano vista decine di suoi compagni e lei era diventata lo zimbello di tutta la scuola.
Amanda era caduta preda della depressione e finita nel tunnel di alcool e droga. I genitori si erano quindi decisi a farle cambiare città e scuola, ma ovunque era stata perseguitata dal suo aguzzino e da quella foto. Finché non aveva conosciuto un ragazzo più grande ed era uscita con lui: ma il giovane era già legato e la fidanzata l'aveva cercata a scuola, arrivando a insultarla e a pricchiarla.
La quindicenne aveva ingerito candeggina, ma era stata salvata in extremis. Una volta tornata a casa dall'ospedale, però, aveva trovato un'altra brutta sorpresa ad attenderla sulle pagine di Facebook: nuovi insulti, e inviti a cercare il solvente giusto per uccidersi.
Il video, postato il 7 settembre, si concludeva con una una nota in cui la giovane spiegava di non voler richiamare l’attenzione, ma "essere un’ispirazione e mostrare che si può esser forte". Amanda non ce l'ha fatta, ma "quel filmato deve diventare uno strumento per combattere il cyber-bullismo", ha detto la madre Carol al Vancouver Sun.
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domenica 28 ottobre 2012

Un giorno con i compagni


27 Ottobre 2012 a Roma. Pugni al cielo, bandiere rosse, giovani che ballavano e gli altri che cantavano.
A fianco, avevo un signore anziano, seguiva con fatica la folla. Ci siamo guardati mi ha detto -SO STANCO, MA MAGARI A MORÌ ADESSO-. Gli ho sorriso e lui ha proseguito -MEGLIO MORÌ DAVANTI A TUTTE STE BANDIERE ROSSE CHE DAVANTI A LA TELVISIONE-.
Eravamo in tanti, non sono così demente da pensare che c'era il meglio dell'Italia, di certo un'Italia diversa, consapevole e, se permettete, mai banale, in ogni coro, in ogni discorso colto tra disoccupati, operai e intellettuali.
Una sorta di connubio sociale da far impallidire i massoni di turno e i politici perversi che vendono fumo, rimuovono il passato, pur di ottenere privilegi.
Sarebbe di cattivo gusto dire che la pioggia si è fermata per tutto il tempo e che il sole rifioriva di tanto in tanto per riscaldarci, forse perché non c'erano bandiere del Pd, Sel et co, per cui eviterò di scriverlo.
Per carità, alla fine ho pronunciato una frase di Gaber, (e non sapete quanto sia fastidioso per me, non averla scritta io) -anche per oggi non si vola-, e per quel vedo, non volerò domani, ma se la rivoluzione è un sogno, almeno ieri ho sognato insieme a 150 mila compagni.
Non è molto, ma fino a ieri credevo ci fosse apatia, abulia e tutti quegli aggettivi che ornano la passività, quello che tutti i governi fascisti sognano.
Nel paese degli stolti, solitamente, i falsi fanno fortuna e noi lo sappiamo, lo viviamo ogni giorno sulla nostra pelle, accettiamo compromessi con la realtà, al punto che il dissenso e la voglia di lottare sono diventati optional.
Forse non saremo mai dei guerrieri, ma se tutte quelle bandiere rosse viste ieri si unissero in sol grido, smetteremmo di aver paura, o, forse, non siamo così disperati visto che accettiamo siano altri a dividerci e accettiamo patti con diavolo.
Infine un grazie ai giovani comunisti, solitamente quelli come me, più vicino ai 50 che ai 40, son soliti mostrare ricordi e flash di un passato di cui siamo orgogliosi, fino al punto da non ammettere che, se si è arrivati a questo punto, abbiamo, anche noi, delle colpe.
(Antonio Recanatini)



giovedì 25 ottobre 2012

Chi tace i possibili danni da vaccinazione antinfluenzale ha la coscienza sporca. E inganna chi ama Attilio Speciani, allergolo e immunologo

Vaccinazione antinfluenzale, vaccino e influenza sono temi molto caldi. Come ogni anno, la campagna mediatica per la vaccinazione antinfluenzale ha iniziato a battere la sua grancassa già dalla fine di agosto. La campagna vaccinale 2012-2013 sarà però ricordata per l'ulteriore perdita di credibilità proposta da chi sostiene la vaccinazione come strumento unico di prevenzione.
Ottobre ha visto il blocco di 2,5 milioni di dosi vaccinali prodotte dalla Crucell per una contaminazione batterica e ieri il blocco di 3 milioni di dosi di vaccini antinfluenzali di Novartis (Agrippal, Influpozzi subunità, Influpozzi adiuvato e Fluad) di cui 500.000 già distribuiti e i restanti già prodotti e pronti all'uso.
Questi ultimi sono stati ritirati dal commercio per una probabile azione eccessiva di stimolo del sistema immunitario. In parole povere, siccome la loro risposta immunologica sembrava un po' debole sono stati "adiuvati" con qualcosa che l'organismo può riconoscere come "nemico" provocando un eccesso di reazione immunologica, non più solo indirizzata verso l'eventuale virus, ma anche verso organi e apparati dell'intero organismo, rischio presente in ogni pratica vaccinale, ma probabilmente in questo caso estremamente accentuato.
Si tratta di una situazione grave, in cui viene perso di vista l'obiettivo primario. A fronte di una ricerca ossessiva della protezione antinfluenzale, che quest'anno non dovrebbe essere preoccupante, si innescano potenziali risposte organiche altamente rischiose. Come se per impedire al bambino di sporcarsi la maglietta mentre gli si dà la pappa, si usasse un bavaglino che lo strangola...
La scienza dovrebbe meglio definire i suoi obiettivi primari quando inventa qualcosa di potenzialmente rischioso. E se fosse vero, come il Ministro ha tristemente affermato, che Novartis conosceva il pericolo dei suoi vaccini già da luglio e lo ha comunicato solo il 18 ottobre, la mia affermazione sulla sfiducia in certi tipi di Scienza assume un significato sempre maggiore.
Da immunologo faccio ogni anno riferimento ai dati Australiani, che con un anticipo di 6 mesi fornirebbero ai nostri scienziati l'esatta descrizione (o quasi) di quello che avverrà nel nostro emisfero durante l'inverno. Anche quest'anno i dati Australiani sono molto rassicuranti e ci dicono qualcosa sia sulla scarsa forza dei virus sia sulla scarsa efficacia dei vaccini in uso. Infatti in Australia si è ammalato il 2,5% dei vaccinati e il 3,5% dei non vaccinati. Una differenza sufficientemente risibile.
Eppure sentiamo affermazioni pesanti sulla futura influenza. In spregio alle più elementari regole sulla memoria, nonostante le polemiche roventi seguite alla falsa pandemia di H1N1 suina, e come già avvenne a settembre 2010 quando in Italia i giornali riportavano gli articoli dei soliti virologi che ripetevano esattamente le stesse cose dette negli anni precedenti, il rito si ripete con le stesse cose che vengono nuovamente ridette. Se non fosse una triste realtà sembrerebbe uno scioglilingua...
Abbiamo sentito e letto che l'influenza sarà potente e devastante, che arriverà in anticipo, che mieterà vittime in assenza del giusto atteggiamento vaccinale preventivo. Esattamente come tutti gli anni.
Ricordiamo il 2004 con la SARS e l'aviaria con l'H5N1 in cui i maggiori danni si ebbero per gli effetti dipendenti dalla paura. Molti si vaccinarono anche se dubbiosi. In relazione alla influenza A suina H1N1 del 2009 ho detto chiaramente perché non mi sarei vaccinato in un articolo che è stato poi ripreso anche da diversi quotidiani italiani.
Inoltre la prevenzione antinfluenzale è attuabile anche attraverso forme naturali di terapia. Fortunatamente la consapevolezza e internet e la diffusione della conoscenza hanno avuto ragione e nel 2009-2010 la campagna vaccinale fu un flop assoluto.
Noi crediamo che chi ha la convinzione di vaccinarsi abbia il diritto di farlo. Dobbiamo però ricordare che le campagne di stampa non sempre sono legate a fatti oggettivi e che la immunizzazione antinfluenzale è una profilassi forse utile, ma certamente non priva di rischi. E chiunque, nel dubbio, deve poter avere la libertà di astenersi dalla vaccinazione.
I dati
Un vaccino antinfluenzale ha, come tutti i vaccini, dei possibili benefici, e anche dei possibili danni che dovrebero essere resi noti con chiarezza per consentire scelte consapevoli ai cittadini.
La variabilità delle influenze è altissima, ed è molto difficile prevedere il tipo di diffusione che avrà: nonostante questo, tra settembre e ottobre di solito i titoli dei giornali parlano di milioni di persone ammalate che puntualmente non si verificano.
Le previsioni epidemiche spesso vengono disattese. Basta ad esempio pensare a cosa è successo nel 2009 e nel 2010 nella stagione invernale dell'emisfero Sud. L'epidemia o pandemia H1N1 che veniva paventata ha provocato un numero irrisorio di decessi. Circa un ventesimo di quelli che ogni anno vengono riferiti alla classica influenza. La comunità scientifica anziché leggere i dati e interpretarli ha continuato a segnalare rischi e problemi in realtà falsi.
Il problema non riguarda solo i danni possibili da vaccinazione antinfluenzale, ma in genere tutte quelle che mirano in modo ossessivo alla protezione senza ricordarsi che il sistema immunitario è qualcosa di vivo e biologico e non meccanico. In questo periodo, le polemche sugli effetti gravi di danno provocato da un numero eccessivo di vaccinazioni praticate ai militari italiani ha portato ad un'inchiesta i cui risultati appaiono sconvolgenti.
Per contro sappiamo che negli anni passati intere squadre di calciatori vaccinati erano a letto con l'influenza anziché in campo. E anche se, come ci spiegano alcuni esperti, essere vaccinati fa diminuire il pericolo di confondere i sintomi dell’influenza con quelli della SARS (o con quelli dell'aviaria, o con quelli della H1N1 A come alcuni sostengono), non si vede in che modo questo possa essere vero, considerato il numero di casi di influenza che comunque si verificano proprio tra i soggetti vaccinati.
Per quanto riguarda la possibile vaccinazione per l'H1N1, il cui ceppo è comunque presente in tutte le preparazioni vaccinali dal 2009 ad oggi, è bene invece ricordare, come spiegato sotto, quanto accaduto nel 1976 per la unica vaccinazione suina attuata fino ad ora, per capire quanto sarebbe più utile una riflessione critica prima di partire con una vaccinazione a tappeto con vaccini non ancora sperimentati. Purtroppo, nel vaccino trivalente previsto per la vaccinazione 2010-2011 è stato inserito, senza che ce ne fosse alcun bisogno, il vaccino anti H1N1 suino che tante polemiche ha scatenato lo scorso anno, e di anno in anno questo vaccino viene sistematicamente riproposto nella formulazione.
Non intendiamo entrare qui nel dibattito relativo all’efficacia di questa forma di profilassi, ma in considerazione del pubblico e martellante invito a vaccinare tutti i bambini (e non solo quelli per i quali i vantaggi potrebbero superare i rischi), ci appare doveroso contribuire oggi anche con le notizie relative ai possibili effetti dannosi, che gli organi ufficiali di informazione, in questi giorni, sembrano deliberatamente o inconsapevolmente trascurare.
I bambini in prima linea
In un paese libero e civile le persone devono essere informate e poter scegliere. Ma se chi stimola la vendita dei vaccini determina anche l’informazione, e questa informazione continua a dire che la vaccinazione è assolutamente innocua, i conti non tornano più. Quanto viene detto è falso e i possibili rischi, anche gravi, della vaccinazione antinfluenzale sono scientificamente dimostrati (ma scarsamente divulgati!).
Se (come è avvenuto in passato e ci auguriamo non debba più avvenire) qualcuno continua a segnalare che quanto più i bambini saranno vaccinati tanto meno avremo paura della SARS o della suina o di altre forme virali gravi e tanto meno sofferenze infliggeremo loro, mente spudoratamente, cercando solo di cavalcare un momento emotivo intenso per ottenere un vantaggio commerciale o altri vantaggi indiretti (il mantenimento della paura).
Un bambino sano che si ammala di influenza (posto che si ammali anche se viene cautelato con la necessaria profilassi comportamentale), se è ben nutrito e ha un adeguato supporto minerale e vitaminico supera l'influenza, talvolta con l'uso di qualche sintomatico di supporto.
Restiamo sempre sorpresi dal fatto che in due metaanalisi successive la Cochrane (ente mondiale super partes, che analizza tutti i dati scientifici prodotti dalla comunità scientifica internazionali) ha confermato la inefficacia preventiva del vaccino nei bambini fino ai due anni, e che nonostante questo venga sistematicamente indicato di vaccinare i bambini a partire dai 6 mesi di età. Perché il Ministero dà indicazioni contrarie alle conoscenze scientifiche?
Inoltre, non ci stanchiamo di ripeterlo, chi si ammala di influenza, ne esce guarito e con un aumento delle difese immunologiche (durante una forma virale cresce l'Interferone che ci difende, ad esempio, da future forme tumorali).
L'esperienza di chi usa forme di terapia omeopatica e naturale, per prevenire le infezioni invernali ricorrenti e l'influenza, è ampia e ben rappresentata nella popolazione italiana.
A fronte di un’informazione corretta, i cittadini potrebbero comunque scegliere, in relazione alle proprie convinzioni, se seguire un iter vaccinale con dei probabili benefici (e alcuni rischi) oppure un trattamento diverso, probabilmente benefico (ma senza alcun rischio “vaccinale”).
Verità scientifiche nascoste sotto il tappeto
Allora veniamo alle menzogne. Non ci stiamo riferendo al fatto che le troppe vaccinazioni potrebbero fare male (anche se sempre più dati invitano a riflettere su questo tema), perché dalla parte opposta si potrebbe dire che ci attacchiamo a un’ideologia o a un credo diversi da quelli che propone la “scienza” medica.
Facciamo dunque riferimento solo ad alcuni lavori scientifici, alcuni dei quali recentissimi, che non fanno che ribadire l’esistenza di possibili rischi da vaccinazione antinfluenzale, lavori scritti nei centri più famosi del mondo per le medicine “classiche” e convenzionali.
Cosa direste, ad esempio, se vi dicessero che vaccinando con “l'innocua vaccinazione” antinfluenzale tutti i bambini italiani ci possiamo aspettare almeno 10-15 casi di sindrome di Guillaine-Barrè (poliradicolonevrite) più del solito, cioè almeno 10-15 bambini minori di 7 anni tra cui forse anche il nostro, semiparalizzati per molti mesi e in alcuni rari casi anche per tutta la vita, con incapacità di muoversi, agire, pensare come prima?
Eppure un gruppo di epidemiologi americani segnala questo dato già dal 1998 (N Engl J Med. 1998 Dec 17;339(25):1797-802 ), un dato che va ad affiancarsi a uno studio australiano che conferma, a fronte di 67 banali eventi post-vaccinali ogni 100.000 dosi di vaccino, la frequenza di ben 16,7 eventi avversi seri ogni 100.000 dosi per i bambini sotto i 7 anni, negli anni 2000 e 2002 (Commun Dis Intell. 2003;27(3):307-23).
Ma la citazione dei lavori sui danni neurologici post vaccino antinfluenzale può continuare. Non si tratta di eventi frequentissimi, ma si tratta di eventi possibili, gravi, e chi li nega mente, crea un'informazione sanitaria artefatta.
Andiamo dalla nevrassite (Eur J Neurol. 2000 Nov;7(6):731-3) alla nevrite ottica (J Neuroophthalmol. 1996 Sep;16(3):182-4). Per una corretta informazione, è opportuno ricordare che la stessa influenza può determinare un'infiammazione del tessuto nervoso come complicanza, ma è drammatico riconoscere che la maggior parte delle 58 morti per Guillaine Barrè verificatesi nel 1977 negli USA, si verificò nei soggetti vaccinati, con insorgenza della malattia dopo 3-4 settimane dalla vaccinazione (Neurology. 1980 Sep;30(9):929-33).
Sono forse più i danni da vaccinazione di quelli che determina la malattia? Non lo sappiamo con certezza, ma esprimere un dubbio è molto diverso dal trasmettere una tracotante e colpevole certezza di innocuità. In questo caso, da immunologo, mi sentirei di esprimere ben più che un singolo dubbio.
Trovo profondamente disdicevole che la presenza di eventi pur non frequentissimi ma ben documentati a seguito della vaccinazione antinfluenzale non sia resa pubblica. Non è accettabile che il sito del Ministero della Salute fino allo scorso anno abbia evidenziato solo un modesto rialzo febbrile e la “bua sul sederino” come unici possibili danni rilevabili nel post vaccinazione. Fortunatamente per la campagna 2010-2011 ha almeno evidenziato che qualche rischio potrebbe esserci(in una pagina raggiungibile dopo 6 click) anche se, nonostante l'evidenza scientifica qui presentata, precisa che tale evenienza è stata riferita ma mai confermata.
I bambini paralizzati dalla vaccinazione, in fondo, non saranno tantissimi nell'economia commerciale italiana, ma ogni singolo caso merita una consapevole decisione per poter affrontare un rischio. È giusto che chi sceglie lo sappia, e non si senta dire che la vaccinazione è praticamente del tutto innocua, quando non è vero. Sapere le cose dopo, centuplica il livello del dramma.
Che dire, per fare un altro esempio, dei casi di ORS (sindrome oculo-respiratoria) dei quali Eurosalus ha subito parlato e che sono stati prima minimizzati e ritenuti dipendenti da un vaccino un po' anomalo, e poi oggi addirittura riconfermati in doppio cieco contro placebo nel 44% dei soggetti che l'hanno già avuta? Il lavoro è stato pre-pubblicato on line (Clin Infect Dis. 2003 Oct 15;37(8):1059-66. Epub 2003 Sep 26) ed è stato tanto significativo da portare i suoi autori a suggerirne l'informazione specifica a chi ne ha sofferto.
Sicuramente si tratta di un problema di gravità molto relativa, ma perché chi si vaccina non deve sapere che potrebbe perdere del tutto i capelli? Questo dato riguarda soprattutto la vaccinazione obbligatoria antiepatite B, ma in buona misura vale anche per l'antinfluenzale (JAMA. 1997 Oct 8;278(14):1176-8). In fondo, sembra pensare l'industria vaccinale, che male c'è ad avere dei bambini calvi, se hanno evitato 4 giorni di febbre e mal di gola?
Che dire poi se dal numero del maggio 2003 della rivista Clinical Immunology (Clin Immunol. 2003 May;107(2):116-21), uno dei più autorevoli studiosi americani, analizzando i 382 casi di sindrome di Guillaine-Barrè post-vaccino antinfluenzale rilevati in USA negli anni 1991-1998, cioè la bellezza di 50 casi all'anno documentatamente causati dalla vaccinazione e dal particolare quantitativo di endotossina associato al virus, confrontato a un rischio 0 (zero) per la vaccinazione con la anatossina tetanica, suggerisce che forse per la vaccinazione antinfluenzale dovrebbe essere richiesto un consenso informato scritto? Ma a cosa serve un consenso informato per qualcosa che dovrebbe fare solo bene?
Come cittadino credo che meritiamo qualcosa in più di un'informazione pubblica parziale e aggressiva come si è dimostrata quella di quest'ultima campagna per la diffusione del vaccino antinfluenzale. La coscienza della popolazione è probabilmente cresciuta ed è in grado di percepire dove gli interessi commerciali finiscono per prevalere sul rispetto. Rimango comunque indignato.
Anche se le mie scelte possono essere diverse, rispetto e apprezzo i colleghi medici che suggeriscono la vaccinazione antinfluenzale per loro convinzione, segnalandone però i potenziali rischi.
Stigmatizzo e condanno invece la protervia commerciale che cerca di nascondere “sotto al tappeto” le verità scientifiche che tanto difende, quando diventano scomode. Su Eurosalus abbiamo già dato ripetutamente indicazioni esaustive sulle ampie possibilità di prevenzione naturale delle forme di raffreddamento invernale, influenza compresa  (vedi anche gli altri link di questo articolo).
E tutti gli anni ormai riconosciamo un'aggressione di questo tipo, che puntualmente si verifica nella comunicazione televisiva e giornalistica.
Oggi, questo articolo serve solo per tranquillizzare coloro che sceglieranno consapevolmente di non fare e di non fare eseguire ai figli la vaccinazione antinfluenzale proposta in modo così pressante e di informare serenamente coloro che in modo consapevole sceglieranno di vaccinare se stessi o di fare vaccinare i loro figli. .
Ci sono molti i motivi scientifici che sostengono questa scelta e ci sono, fortunatamente, gli strumenti per affrontare con serenità i virus vecchi e nuovi senza credere di avere fatto scelte sbagliate per i propri figli. Siamo ancora in uno stato che deve garantire le scelte autonome e consapevoli del cittadino, che può farle, in un senso o nell'altro solo se realmente informato.

http://www.eurosalus.com/malattie-cura/chi-tace-i-possibili-danni-da-vaccinazione-antinfl