martedì 1 maggio 2012

LE LOGICHE DISTINTE

Distinguere la logica in un periodo artefatto, sterile e poi ricostruito su un manto vellutato è cosa ardua, forse impossibile. Proprio per questo abbiamo il dovere di provarci, prima di alzare bandiera bianca.
La sensazione è che, oltre a non esistere opposizione logica, la sinistra "comunista" sia ancorata ad argomentazione passate, come a voler  delegare al tempo il senso rivoluzionario.
Proprio su questo ritroviamo uno scenario egoistico e malsano.
Ogni individuo per il proprio universo segue l'istinto logico della conservazione, quindi della sopravvivenza per poi combattere le difficoltà oggettive nell'accettare la realtà concreta.
La confusione viene accentuata dai mezzi di comunicazione che risultano, come politici, distanti anni luce dal senso d'insoddisfazione del cittadino,  sviando l'attenzione su vecchi omicidi: noi italiani abbiamo una certa predilezione nel seguire i gialli.
Lo scenario non cede il posto alla logica, alla programmazione, di conseguenza il fermento dell'evoluzione ci porta alla sfiducia su tutto e tutti, perchè non ci si riconosce più in nulla.
Questo è proprio il compromesso firmato dai potenti, tante più logiche distinte affiorano tanto più il popolo tende a disunirsi, di conseguenza ad afflosciarsi sui propri bisogni o, vista la cronaca, pronto a farla finita. Non è un caso che qualcuno vocifera che solo il 5% degli italiani possieda una ricchezza pari al 45%, il 95% restante prova a galleggiare prima di essere sepolto dall'evasione, ormai divenuto uno strumento per la sopravvivenza di molti.
Bisognerebbe lottare su ogni singola questione, determinarne i limiti, restare uniti e accettare differenze, dobbiamo essere pronti a cambiare la nostra logica poggiata sul capitalismo e sull'egoismo sregolato e senza ritegno.
Fondere ideali e costumi per la legalità, l'uguaglianza non è un'utopia quindi non facciamoci intrappolare dalle logiche distinte che ci costruiscono intorno ad arte per affossarci in discussioni futili.
Il nemico è il privilegiato di turno e non il barista che dimentica di fare lo scontrino del caffè, neanche l'extracomunitario che cerca solo di galleggiare, proprio come noi. Il nemico è quel 5% dedito all'arte di accumulare ricchezza, un po' come dei re incontrastati, in una società capitalista la ricchezza è potere. Non ci sono altri motivi o altri scenari su cui fare luce, unendo le forze non resterebbe traccia dei poteri occulti o quei poteri sempre in auge nel panorama mondiale.
La moneta non è stata una grande conquista e, forse, neanche una grande scoperta, il capitalismo non ha mai prodotto ricchezza bensì avidità.
Reinventare un mondo degno di essere vissuto dove l'uguaglianza non diventi una logica imperfetta, dove vivere dignitosamente diventi  un diritto inalienabile. Non è demagogia, non è utopia, questa si chiama logica. 

(Antonio Recanatini)

giovedì 26 aprile 2012

Carichiamo i ricordi di storie fantastiche e irreali, forse perchè troppo pesanti da lasciarli liberamente fluire lungo la strada della Vita. (mirko torelli)

INCAPACITÀ DI ADATTARSI ALLA REALTÀ

Spesso leggiamo o ascoltiamo notizie sulle stragi del sabato sera, ormai siamo abituati, guardiamo anche con un leggero distacco le foto scattate su carcasse di auto, schiantate nella notte. Una tragedia dietro l'altra che continuiamo ad ingoiare come fossimo di fronte a telefilm americani, quelli che passavano una volta a settimana,  salvo risvegliarsi perché a smettere di battere è stato il cuore del figlio di un nostro amico. Pensate, i suicidi giovanili appaiono difficilmente in prima pagina, nonostante ci sia stato un aumento considerevole negli ultimi anni, quasi un voler nascondere questa immensa sciagura, non ad altri, ma a noi stessi. Secondo alcuni studi discutibili pare che i giovani a rischio siano quasi il 4%, una cifra considerevole, una cifra capace di farci sentire  impotenti, proprio per questo il silenzio intorno è colpevole. Parlando di cifre diciamo che, in Italia, su 10 milioni di giovani, 400 mila sono a rischio, parliamo di età compresa dagli 11 anni 30, se a questa cifra aggiungiamo il colore nero del sabato sera, spero di farvi almeno paura. L'incapacità di adattarsi alla realtà è il male che sottrae parte della gioventù alla collettività, uno scenario squallido, posto innanzi a noi in modo quasi dissacrante, alla fine la morte diventa solo come nuova notizia. L'allarme non viene nemmeno attivato, non siamo neanche in preallarme, non siamo nemmeno coscienti dei rischi con  cui  questa generazione dovrà fare i conti. Questo silenzio è il vero muro  che ci separa dai giovani, non voler guardare in faccia la realtà è il modo peggiore per interagire con essi, bisognerebbe educare ogni genitori alla comunicazione. Le affermazioni fatte da alcuni agiatissimi privilegiati politici nelle università italiane, mettono in risalto il distacco totale, nel caso avessimo il dubbio, alla sensibilità giovanile. L'insoddisfazione di cui rischiano di ammalarsi i nostri ragazzi è figlia dell'insoddisfazione dei genitori a non vederli trionfanti, il desiderio di vederli superiori, o, magari, dei robot da preparare per la guerra quotidiana.
Sempre più spesso sono i figli a capire i difetti dei genitori, mentre i genitori sono sempre più convinti di conoscerli bene, non per quello che sono, ma per quello che vorremmo fossero.
Una mia amica maestra racconta spesso di come i genitori rimangono sorpresi di fronte ad una ragazzata compiuta dal figlio e dice: -i genitori sono  diffidenti verso noi insegnanti quando mettiamo in risalto un malumore o un'azione poco gratificante del figlio-.
Mi ricordo che per me fu davvero diverso, mio padre pensava sempre fossi io il peggiore, quindi prima di conoscere i fatti, ero già preso di mira, non era un pregiudizio, mi conosceva bene e non si sarebbe mai sorpreso di qualsiasi ragazzata commettessi.
Pensiamo siano fortunati perché hanno tutto, forse proprio questo è il problema, alla fine non hanno niente, li avviamo noi verso l'insoddisfazione perenne, li educhiamo a non prendersi responsabilità. Incapacità di adattarsi alla realtà entra anche attraverso il mondo dorato che pensiamo di avergli costruito intorno,  i genitori dovrebbero essere angeli custodi capaci di dire no quando è giusto, capaci di ascoltare.
Non viviamo noi la vita dei nostri figli, qualcuno dovrebbe ricordarcelo, ogni volta che ci imponiamo o ci sbrachiamo  dobbiamo chiederci -lo faccio per il suo bene o per stare tranquillo io?-
L'incapacità di adattarsi alla realtà potrebbe lasciare segni indelebili, vigiliamo prima di dover fare i conti con il tempo mai domato.

(Antonio Recanatini)





Oscar Wilde - vita e opere -Biografia

Bibliografia: Oscar Wilde
Poems (1881)
The portrait of Mr W.H. (1887)
The happy prince (1888)
The house of pomegranates (1891)
Lord Arthur Savile's crime (1891)
Intentions (1891)
The soul of man under socialism (1891)
The picture of Dorian Gray (1891)
Lady Windermere's fan (1892)
An ideal husband (1895)
The importance of being Earnest (1895)
Salomé (dramma, 1896)
De profundis (pubbl.1905)
The ballad of Reading Gaol (1898)

fonte: www.girodivite.it/antenati  - an open content project

mercoledì 25 aprile 2012

La disinformazione continua: chi crede veramente che una "pillola, anche se naturale" sia solo portatrice di benefici ed esente da rischi ed effetti collaterali?


 Mentre, giustamente, le case farmaceutiche continuano a cavalcare l'onda alla ricerca della naturalità - dopo Klaira infatti sarà presto disponibile in Italia  Zoely, un'altra pillola "naturale" - i media continuano nella loro opera di disinformazione.
Largamente decantata dai media, in Zoely ritroviamo un po' le stesse caratteristiche presentate per Klaira e cioèriduzione del flusso abbondante, rispetto per i parametri lipidici, della coagulazione e del metabolismo lipidico. Zoely (conosciuta anche come Nomac/E2), secondo i produttori è la soluzione per chi chiede un prodotto che risponda alle proprie esigenze in modo più naturale". Infatti, l'estrogeno utilizzato come principio attivo di Zoely è il 17 ß-estradiolo, naturalmente prodotto dalle ovaie.
Naturale è sempre sinonimo di benefico?
Leggendo la presentazione che i media propongono, ci si accorge subito del fatto che le informazioni vengono fornite parzialmente. Zoely, infatti, è presentata come la "pillola amica"  o "alleata del benessere della donna"  dai molteplici benefici, ma gli effetti collaterali vengono assolutamente ignorati. Trattandosi pur sempre di un farmaco, come tale, comporta sì dei benefici ma presenta contemporaneamente dei rischi e delle controindicazioni che, infatti, ritroviamo elencati nel foglietto illustrativo.
Scopriamo, così, come riportato nel paragrafo "Controindicazioni" del foglietto illustrativo, che gli effetti epidemiologici del 17 ß-estradiolo sono ancora sconosciuti e che, quindi, vengono automaticamente presi per buoni gli effetti, le avvertenze e le controindicazioni dei contraccettivi combinati tradizionali. Ma, secondo il CHMP (Il Comitato per i Prodotti Medicinali ad Uso Umano) i benefici superano i rischi  ed è stata rilasciata l'autorizzazione al commercio.  
D'altra parte la cosa importante e che conta è che stiamo parlando di un farmaco che ha come effetto quello di provocare un'alterazione del delicato equilibrio ormonale della donna, e che dovrebbe essere presentato per quello che è veramente, a prescindere dal fatto che sia naturale e testato, oppure non completamente. 
Ma, allora, perchè ci arriva un'informazione parziale e distorta?
Perchè nell'informazione si evita intenzionalmente di parlare dei possibili effetti collaterali?
Il nostro dovere è informarci e pretendere chiarezza e rispetto!
In questo momento, c'è una ragazza di quindici anni, "Giulia", che è in coma da un anno a causa di una pillola di nuova generazione prescrittale per curare l'ovaio micropolicistico. Una pillola definita, dagli stessi media che decantano Zoely, come innocua, leggera, benefica...(vedi fonti in basso)
E, come "Giulia", sono moltissime le ragazze che hanno dovuto
subire sulla loro pelle, che hanno dovuto sacrificare la loro giovinezza in nome di un'informazione parziale o fuorviante. 


sabato 21 aprile 2012

ESM e Goldman Sachs: il colpo di stato finanziario a danno di tutti!

 FONTE Nel settembre 2008, Henry Paulson, ex CEO di Goldman Sachs, è riuscito a estorcere 700 miliardi di dollari per il salvataggio delle banche. Ma per riuscirci ha dovuto minacciare il collasso dell'intero sistema finanziario globale e l'imposizione della legge marziale in usa. Paulson  fece addirittura appello per un fondo di salvataggio permanente, il Troubled Asset Relief Program, TARP  ma si oppose il Congresso degli stati uniti e in definiva fu respinto .Nel dicembre 2011, presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, ex vicepresidente della Goldman Sachs Europa, era in grado di approvare un piano di salvataggio 500 miliardi di euro per le banche europee senza chiedere il permesso a nessuno. E nel gennaio 2012, un programma di finanziamento permanente di salvataggio chiamato Meccanismo europeo di stabilità (ESM) era stata approvata nel cuore della notte senza essere minimamente denunciato dalla stampa del vecchio continente. L' ESM impone un debito senza fine per governi degli Stati membri dell'Unione europea, mettendo i contribuenti europei un cappio grazie all' ESM   aegli eurocrati (NdA gestiti da chi sappiamo).
Il Colpo di stato dei banchieri ha trionfato in Europa, apparentemente senza lotta. L'ESM è supportata dai governi della zona euro, i loro creditori, e "il mercato" segue a ruota, perché significa che gli investitori possono continuare a comprare (speculare) sul debito dei paesi dell'Unione Europea. Tutto è sacrificato alle esigenze dei creditori, perché dove altro può essere il denaro che tiene in scacco con debiti paralizzanti i governi dell'Eurozona? C'è un'altra alternativa alla schiavitù del debito alle banche. Ma prima diamo uno sguardo più da vicino il ventre nefasto del MSE e silenziosa acquisizione di Goldman della BCE. . . .


Il lato oscuro del ESM

L'ESM è una struttura permanente di salvataggio del previsto per sostituire la temporanea Fondo europeo di stabilità finanziaria per  Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria, non appena gli Stati membri che rappresentano il 90% degli impegni finanziari l'avranno ratificata, qualcosa che dovrebbe accadere nel luglio 2012. A dicembre 2011 il video youtube dal titolo "La verità sconvolgente del collasso in corso Unione europea" , originariamente pubblicato in tedesco, dà uno sguardo rivelatore al ESM che vale la pena citare:


L'UE sta progettando un nuovo trattato chiamato Meccanismo europeo di stabilità, o ESM: un trattato di debito. . . . Il capitale sociale autorizzato è di 700 miliardi di euro. Domanda: perché 700 miliardi? [Probabile risposta: semplicemente imitato 700 miliardi di dollari al Congresso americano comprato in nel 2008.]. . .

[Articolo 9]: ". . . I membri ESM irrevocabilmente e incondizionatamente impegnano a versare su richiesta qualsiasi chiamata di risoluzione del loro . . . entro sette giorni dal ricevimento di tale richiesta. ". . . Se l'ESM ha bisogno di soldi, abbiamo sette giorni per pagare. . . . Ma cosa significa "irrevocabilmente e incondizionatamente" ? Che cosa succede se abbiamo un nuovo parlamento, che non vuole trasferire il denaro alla ESM? . . . .

[Articolo 10]: "Il consiglio dei governatori può decidere di modificare il capitale autorizzato e di modificare l'articolo 8. . . di conseguenza: "Domanda.:. . . 700 miliardi è solo l'inizio? Il ESM può rifornirsi il fondo tanto quanto denaro quando vuole eogni volta che vuole? E ci sarebbe l'articolo 9,  che obbliga a pagare irrevocabilmente e incondizionatamente?

[Articolo 27, le linee 2-3]: "La ESM, i suoi beni, il finanziamento e le attività. . . godono dell'immunità da ogni forma di processo giudiziario. . . ». Domanda: Quindi il programma ESM può farci causa, ma non fare causa a loro?

[Articolo 27, linea 4]: "La proprietà, il finanziamento e le attività del ESM NON POTRA' essere oggetto di perquisizione, requisizione, confisca, espropriazione, o qualunque altra forma di sequestro, il prelievo o preclusione dal potere esecutivo, l'azione giudiziaria, amministrativa o legislativa " Domanda.:. . . i suoi mezzi che né i nostri governi, né i nostri legislatori, né una qualsiasi delle nostre leggi democratiche hanno alcun effetto sulla organizzazione ESM? Questo è un trattato piuttosto inquietante

[Articolo 30]: "l'Amministratore Delegato e membri del personale devono essere immuni da procedimenti legali in relazione ad atti da essi compiuti. . . e godono dell'inviolabilità per le loro carte e documenti ufficiali ". Domanda: Quindi chiunque sia coinvolto nel ESM è sganciato dall'essere perseguito penalmente? Essi non possono essere ritenuti responsabili per qualsiasi cosa? . . . Il trattato stabilisce una nuova organizzazione intergovernativa alla quale si sono tenuti dal trasferire i beni illimitati entro sette giorni se ne faccia richiesta, un'organizzazione che ci può citare in giudizio, ma è immune da tutte le forme di repressione e  cui anche i loro manager godono. Non ci sono revisori indipendenti e non si applicano le leggi esistenti? I governi non possono agire contro di esso? la vecchia Europa mette
bilanci nazionali nelle mani di una singola organizzazione intergovernativa  e non eletta? Quale e' il futuro dell'Europa? La nuova UE - una comunita' priva di democrazie sovrane Europa?


La Goldman Acquisisce la BCE
Lo scorso novembre, senza fanfare e senza pubblicita' della stampa, l'ex Goldman  Mario Draghi che sostituito Jean-Claude Trichet a capo della BCE. Draghi non ha perso tempo a fare per le banche ciò che la BCE ha rifiutato di fare per i suoi membri ovvero un prestito suontoso di soldi a prezzi molto convenienti.     IL Blogger francese Simon Thorpe riporta :

 

Il 21 dicembre, la BCE ha "prestato" 489 miliardi di euro alle banche europee al tasso estremamente generosa di appena l'1% in 3 anni. Dico "prestato", ma in realtà, aveva acceso le macchine da stampa. La BCE non ha soldi da prestare. Il denaro era stato inghiottito quasi istantaneamente da un totale di 523 banche. E 'pura follia. La BCE si augura che le banche faranno qualcosa di utile con esso - come prestito il denaro per i Greci, che attualmente pagano il 18% di inteessi ai mercati obbligazionari per ottenere i soldi. Ma non ci sono assolutamente senza alcun vincolo. Se le banche decidono di pagare i bonus con i soldi, va bene. Oppure potrebbere semplicemente spostare tutti i soldi ai paradisi fiscali.
A 18% di interesse, il debito raddoppia in soli quattro anni. E 'questo un gravoso onere degli interessi, che sta paralizzando la Grecia e altri paesi debitori. Thorpe propone la soluzione più ovvia:
Perché non prestare il denaro al governo greco direttamente? Oppure, per il governo portoghese, attualmente dover prendere in prestito denaro a 11,9%? O il governo ungherese, attualmente pagando 8,53%. O il governo irlandese, attualmente pagando 8,51%? O il governo italiano, che sono costretti a pagare 7,06%?

L'obiezione riguarda  l'articolo 123 del trattato di Lisbona impedisce alla BCE di prestare ai governi. ma Thorpe dice:

La mia considerazione  è che l'articolo 123 è lì per impedire ai governi eletti di abusare della banche centrali, ordinando loro di stampare moneta per finanziare la spesa eccessiva. Questo, ci viene detto, è perché la BCE deve essere indipendente dai governi. OK. Ma quello che abbiamo ora è un milione di volte peggio. La BCE è ora completamente nelle mani del settore bancario. "Vogliamo mezzo miliardo di euro a buon mercato!", Dicono. OK, nessun problema. Mario è qui per sistemare le cose e non c'è bisogno di consultare nessuno. Nel momento in cui la BCE fa l'annuncio, il denaro è già scomparso.
Almeno se la BCE stava lavorando sotto la supervisione di governi eletti, avremmo una certa influenza quando si eleggono i governi. Ma il gruppo che ora ha le mani sugli strumenti di potere sono ormai totalmente fuori controllo.

Goldman Sachs e i loro tecnocrati finanziari hanno rubato la nave europea. La democrazia è saltata fuori dalla finestra, tutto in nome di una presunta indipendenza della banca centrale dagli "abusi" dei governi. Ma il governo è il popolo , o dovrebbe esserlo. Un governo democraticamente eletto rappresenta il popolo. Gli europei sono stati ingannati nel rinunciare alla propria democrazia, per una una banda di pirati finanziari canaglia, e il resto del mondo lo segue.
Piuttosto che la ratifica del trattato  ESM, gli europei farebbero meglio a cambire l'articolo 123 del Trattato di Lisbona. Poi, la BCE potrebbe emettere credito direttamente ai suoi governi degli Stati membri. In alternativa, i governi dell'Eurozona potrebbe ristabilire la loro sovranità economica facendo rivivere le loro banche pubbliche centrali e li utilizzano per emettere il credito della nazione per il bene della nazione, in modo efficace senza interessi. Questa non è una idea nuova, ma è stato usato storicamente con ottimi risultati, ad esempio in Australia attraverso la Commonwealth Bank of Australia e in Canada attraverso la Banca del Canada .Oggi l'emissione di moneta e del credito è diventato il diritto privato di r vampiri, che la stanno usando per spremere la linfa vitale di economie. Questo diritto deve essere restituito ai governi sovrani. Di credito dovrebbe essere un servizio pubblico, erogato e gestito a beneficio del popolo.

Ellen Brown è un avvocato e presidente del Public Banking Institute, http://PublicBankingInstitute.org . In Web of Debt, il suo ultimo di undici libri, si mostra come un cartello privato ha usurpato il potere di creare denaro dal popolo stesso, e come la gente può ottenerlo indietro. I suoi siti web sono http://WebofDebt.com e http://EllenBrown.com .

La solita nota del prigioniero: Ancora una volta spunta la Goldman Sachs, una corporation finanziaria PRIVATA, viene denunciata  da articoli economici indipendenti. Dove chiaramente si dice senza mezzi termini che La sua ingerenza si e' trasformata da ingerenza a dominio globale sulle economie mondiali. Come nel precedente articolo questa e' una riprova che siamo in mano ai soliti personaggi che spremono il popolo e i governi estorcendo i soldi come farebbero i malavitosi: O fai quello che diciamo o facciamo crollare tutto! La ESM e' un altro strumento affinche' banchieri e speculatori, ci lascino in una perenne morsa. Leggetelo, pubblicate le vostre considerazioni e avvertite le persone ignare di quello che sta accadendo in Europa. Ringraziate ancora la GS e i banchieri loro amici se siete disoccupati, cassaintegrati e non avrete la pensione, se ogni giorno diventa piu' difficile per voi comprare  cibo e tirare avanti. L'annus coeptis che leggete che li favorisce e' il Dio Denaro gestito da questi signori insieme agli occulti ferrovieri che manovrano la locomotiva dietro le quinte!

giovedì 19 aprile 2012

Calearo: mai alla Camera ma non lascio Deputato Pd lancia sito "boicottacalearo"

L'ex deputato Pd: «Non mi dimetto perché con lo stipendio devo pagare il mutuo. La mia Porsche ha la targa slovacca»

ROMA - Alla Camera non ci andrò più, ma non ho alcuna intenzione di dimettermi perché con lo stipendio da parlamentare pago un «mutuo di 12mila euro». E' polemica per questa dichiarazione di Massimo Calearo, deputato di Popolo e Territorio, eletto con il Pd, per volontà dell'ex segretario Walter Veltroni, poi passato all'Api prima di approdare negli ex cosiddetti responsabili. Oggi un deputato del Pd, Guglielmo Vaccaro, ha annunciato una proposta di legge per «far decadere dal suo ruolo un deputato in casi tanto gravi» come quello dell'ex deputato Pd e il lancio, da lunedì, del sito boicottacalearo.

L'annuncio di Calearo. «Dall'inizio dell'anno alla Camera sono andato solo tre volte, anche per motivi familiari. Rimango a casa a fare l'imprenditore, invece che andare a premere un pulsante. Non serve a niente. Anzi, credo che da questo momento fino alla fine della legislatura non ci andrò più», ha detto ieri Calearo parlando a Raio 24. «Fino a novembre - ha aggiunto - mi sono divertito a fare il consulente di Berlusconi sul commercio estero, ora non servo più. È usurante andare alla Camera solo a premere un pulsante. Dimissioni? No, perché al posto mio entrerebbe uno del Pd molto di sinistra, un filo-castrista (Andrea Colasio, ndr)».

Il mutuo e la Porsche. Poi Calearo rivela: «Con lo stipendio da parlamentare pago il mutuo della casa che ho comprato, 12mila euro al mese di mutuo. È una casa molto grande...». E ancora: «La mia Porsche è targata slovacca, l'ho comprata lì perché ho un'attività in quel paese con 250 dipendenti. E poi in Slovacchia si possono scaricare tutte le spese per la vettura. In Italia no».

Le polemiche. Lucio Malan (Pdl) intima: «Calearo lavori alla Camera o si dimetta». Mentre, di fronte anche a certe parole sui gay («due uomini che si baciano mi fanno schifo»), Giancarlo Lehner (Pt) si augura il collega sia vittima di «un grappino di troppo». «Calearo dice che non andrà più alla Camera perché inutile ma che non si dimette perché deve pagare il mutuo. Mi fa rabbia e mi indigna», ha scritto su Twitter il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti -. È per gente opportunista, egoista e senza ideali come Calearo - ha aggiunto -che l'italia rischia di affondare».

Boicottacalearo. «Ho depositato il testo di una proposta di legge che risponde all'arroganza di Calearo, per prendere in considerazione l'ipotesi di far decadere dal suo ruolo un deputato in casi tanto gravi come quello generato in queste ore», ha detto Vaccaro. «E siccome so che non può bastare solo una proposta - sostiene Vaccaro - annuncio che lunedì registrerò e attiverò a mie spese e sotto la mia personale responsabilità anche il dominio "boicottacalearo.it", con l'elenco dei clienti delle sue aziende e l'invito a non comprare i prodotti delle marche che installano componenti prodotti dalle sue industrie. A Calearo rivolgo un invito finale: dimettiti prima che la gente di buona volontà ti faccia fallire».

Gasbarra: parole ignobili, creano disgusto. «Le ignobili parole di Calearo creano disgusto e dimostrano che se la politica ha i suoi difetti, la cosiddetta società civile può toccare le punte infime, raggiunte da questo imprenditore chiamato in politica e candidato alla Camera dal Pd e purtroppo avvicinato anche dal fronte opposto»: lo dice Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl. «Le sue deliranti affermazioni - prosegue - creano danno a quanti fanno politica con passione. Auguro ogni accertamento fiscale a questo pessimo signore, che la Confindustria e Federmeccanica portarono ai loro vertici, evidentemente senza rendersi conto di chi fosse».

Nella polemica finisce anche l'ex segretario del Pd, Walter Veltroni, accusato di averlo portato in Parlamento. Replica dell’ex segretario: «Vedo solo ora che mi si chiede di scusarmi per quella candidatura. Calearo ha dimostrato di essere una persona orrenda».
il messaggero
 
 

 

mercoledì 18 aprile 2012

GLI IMPOSTORI DELLA POLITICA di Antonio Recanatini


Uno strano fenomeno si abbatte sugli italiani quando si tratta di demonizzare i falsi politici di questo tempo, quelli con stipendi da imperatori, tangentisti di ogni ordine, corrotti con parcelle fisse e (passatemi il termine napoletano che calza a pennello) rattusi obesi impomatati che senza potere sarebbero inguardabili, dovrebbero chiudersi in casa per non essere oggetto di sberleffi.
Il peggio dell'Italia si riunisce in parlamento con l'intento di ripescare e riadattare termini per stigmatizzare l'insoddisfazione e l'indignazione dei cittadini.
Le medesime parole vengono usate indistintamente da tutti i finti duellanti della politica italiana, quindi l'indignazione diventa populismo e l'insoddisfazione antipolitica, insomma la massa di illegali e impuniti si arroga il diritto di giudicare l'aspra critica, lo sdegno, la vergogna, la rabbia e la disperazione del cittadino.
Vendola, personaggio che continua a definirsi di sinistra nonostante alcuni favori poco trasparenti a società per azioni cattoliche, oppure la lega, amante storica dei rimborsi elettorali o la margherita con il vago rutelli a fare spallucce sui 30/40 milioni di euro scomparsi.
Di fronte a cotanto grigiore e con accuse pesanti come macigni, li vediamo sfilare davanti ai microfoni, hanno tutti quel ghigno beffardo, l'insolenza disgustosa dei privilegiati d'alto rango, rispondono con toni fin troppo simili ai mafiosi di casa nostra. - non potevo sapere, qualcuno ha pagato a nome mio senza dirmelo, forse ci siamo fidati troppo -. Non serve una laurea in psicologia per capire che le risposte date non sono delle messe in discussioni, sono una semplice accusa velata ad altri esponenti. Sapete il motivo? Personaggi come il tesoriere della lega e lusi esistono proprio per assumersi le responsabilità in caso di tragedia, non sono dei semplici facchini, hanno un compito specifico.
Mi sia consentito dire che, spesso, vedendo questi soggetti sfilare e pavoneggiarsi innanzi ai microfoni ho una certa invidia per quei film americani dove i cecchini colpiscono, senza lasciare nessuna traccia, un bersaglio lontanissimo.
Ora lo sdegno degli italiani stranamente è diventato “antipolitica”, come se i vari bersani, alfano, rutelli, verdini, monti e......, aggiungete voi, fossero la politica, come se la politica, in Italia, fosse esclusiva di massoni e falsificatori dell'ultima ora.
L'indignazione non è antipolitica, perchè la maggior parte dei partiti non fa politica, possiamo dire che mai vocabolo fu così inappropriato, ma gli affaristi corrotti e corruttori, travestiti da politici continuano ignobilmente a dar sfoggio della loro arroganza ponendosi al di sopra delle parti e poco importa se il liquame spesso li sovrasta.
Nessun populismo, nessuna antipolitica queste due parole non dovrebbero essere pronunciate in questo momento, populista fu mussolini e potete credere sulla parola dei nostri nonni, non somigliava affatto a beppe grillo. L'antipolitica è quella degli anarchici che non accettano poteri dominanti a cominciare dal denaro e gli anarchici hanno cultura e passione per parlare di politica.
No, rimando al mittente queste due accuse dell’ultima ora, voi non siete la politica, siete la peggior specie di uomini che abbia calcato la scena, dovreste essere esiliati in massa, essere sbarcati su un’ isola ad amministrare banane e solo allora, noi saremo capaci di ripartire.
Solo degli illusi possono pensare di cambiare la politica senza sostituire questo groviglio di bisce che avvelena l'Italia. Oggi è come prima, loro rimangono impassibili di fronte allo sdegno, e noi  distrutti dentro, si rimane come quei genitori che tornando a casa, trovano la porta aperta, la casa svaligiata e rimangono allibiti. Si siedono sul letto con l'anima divisa tra sentimenti suicidi e l'impotenza che s'irride del proprio dolore, anche in questo caso i tiratori scelti dei film americani hanno un senso di vendetta che quasi mi appassiona.

sabato 14 aprile 2012

L'immensa balla del fabbisogno di calcio A cura di Lorenzo Acerra

Il fabbisogno di calcio per l'essere umano... provate ad indovinare!? È stato inventato dall'industria casearia (che nel 1994 lo portò a 1000 milligrammi al giorno, nel 1997 a 1200, nel 2001 a 1500!). Il fabbisogno reale è molto più basso di quanto si dicesse. Già nel 2007 in tutta Europa è stato riportato a 700 milligrammi al giorno per gli adulti e 400 per gli adolescenti.
Ma già nel 1962 le raccomandazioni per il calcio del FAO/WHO Expert Group erano per gli adolescenti di 350 milligrammi e le donne in gravidanza di 500 milligrammi al giorno. In Cina o in Zambia e in altri paesi in cui la incidenza di fratture ossee era nulla o quasi, le persone avevano un introito di calcio che andava da 250 fino a 400 milligrammi al giorno (Hunt 2007).
Le ossa contengono calcio. Che cosa dobbiamo fare per curare le ossa fragili e malate? Ingerire più calcio? Ma il calcio contenuto nel latte di vacca precipita sulle ossa in modo tale da renderne la struttura rigida e particolarmente fragile. Studi lo confermano: il calcio del latte, poiché è relativamente inassorbibile ed in eccesso, va a creare il problema delle calcificazioni inappropriate sui tessuti molli, legamenti, cuore, etc., perché è lì che quel calcio sedimenta, precipita.
Sono proprio le nazioni che consumano le maggiori quantità di prodotti caseari, gli Stati Uniti, Israele, l’Olanda, la Finlandia, che hanno le incidenze maggiori di fratture ossee. Se il consumo di prodotti caseari veramente aiutava le nostre ossa, ce ne saremmo accorti, almeno negli Stati Uniti, dove il consumo pro-capite di formaggi è passato da cinque chili nel 1970 a undici nel 1990, sedici nel 2006 e oltre diciannove chili nel 2010. E invece l’incidenza di fratture ossee è aumentata in maniera esponenziale negli ultimi quarant’anni.
Considerate questo: 100 grammi di latte materno, destinati alla rapida mineralizzazione dei tessuti del neonato, contengono 33 milligrammi di calcio, mentre la stessa quantità di latte vaccino ne contiene 118 milligrammi, quindi quasi quattro volte tanto. Se accettiamo l’idea che la natura fa tutto per dei buoni motivi, dobbiamo pensare che il latte di mucca dispone di troppo calcio per gli esseri umani.
Quali sono gli effetti negativi di un eccesso di calcio? Ebbene sappiamo che le difficoltà causate dall’uso di carbonato di calcio (usato per svariati anni come antiacido) consistevano in affaticamento, cefalea, nausea senza vomito, scintigrafie ossee anormali, anormali livelli di ormone paratiroideo e insufficienza renale. L’integrazione di calcio oltre i 2.500 milligrammi al giorno ha importanti effetti negativi sull’equilibrio dei minerali nel corpo (Kato 2004). Uno studio pubblicato sull’American Journal of Medicine descriveva un uomo che aveva accettato di prendere come trattamento per i dolori allo stomaco un antiacido a base di carbonato di calcio. Nonostante lo avesse preso tutti i giorni per oltre quattro anni, sul paziente furono riscontrati successivamente numerosi episodi di fratture.
La cosa strana era che il grado di mineralizzazione ossea era davvero soddisfacente. Una Tac però aveva rivelato calcificazioni ai reni (Carmichael 1984). Aumentando negli anni l’utilizzo di carbonato di calcio contro l’acidità di stomaco, i ricoveri ospedalieri per l’ipercalcemia sono passati da un tasso inferiore al 2% nel 1990 a quello del 1993 che era del 12%. Secondo Beall e Scoheld (1995), la condizione di ipercalcemia è reversibile se diagnosticata precocemente. Ma le persone spesso prendono gli antiacidi a base di carbonato di calcio regolarmente per anni, senza considerare i possibili effetti collaterali, come per esempio artriti o danni renali permanenti. Dopo aver riportato tutti questi dati scientifici di cui ci si dimentica spesso, non mi rimane che ribadire che il modello di guarigione più accurato e che ottiene risultati migliori è quello naturale, che si basa sulla fiducia nella natura e che s’interroga sui possibili problemi metabolici o sui sovraccarichi tossici. 
 da disinformazione.it

giovedì 5 aprile 2012

L'IRAN PROSSIMA VITTIMA?

Il mondo diventa sempre più storto. La potenza egemone USA pratica la guerra come normale politica internazionale. Ha lo scopo di cancellare le civiltà diverse da quella anglosassone-occidentale. Per questo attacca l'Islam. I paesi del Bric non faranno in tempo a sviluppare il loro programma di cooperazione perchè qualcuno di loro sarà attaccato dagli USA. Urge rinascita della URSS ed armare di bombe nucleari l'Iran. Soltanto il possesso della bomba nucleare potrà salvare la popolazione iraniana fatta di settanta milioni in gran parte giovani minacciata di sterminio atomico.
(Pietro Ancona)                         































mercoledì 4 aprile 2012

L'ESTRATTO Carroccio Spa Nel suo libro, Bracalini ricostruisce il tesoro della Lega Nord.

La Lega, i suoi affari, gli investimenti. Nel suo libro Partiti Spa, Paolo Bracalini ha ripercorso la genesi del tesoro del Carroccio.
Ecco un estratto del capitolo dedicato all'«oro di Bossi».

Dai 20 milioni di lire di debiti al boom elettorale

«Quindi lei entrò in politica per i debiti?». «Sì, possiamo dire per i debiti». È Umberto Bossi che risponde. Siamo nel 1990, agli albori della Lega, e chi lo intervista è Indro Montanelli, sul suo Giornale.
L'AIUTO ALLA UNION VALDÔTAINE. L’avventura picaresca del primo Bossi ini­zia così, con 20 milioni di lire di debiti, contratti per essersi preso carico del Nord-Ovest, giornale dell’Union Valdôtaine, movimento del suo maestro di autonomismo Bruno Salva­dori, morto in un incidente stradale. «Restammo in due a far fronte a questo debito: io e il dottor Maroni. Furono un paio d’anni piuttosto duri. Io pensavo di coprire i debiti nel giro di un anno: in realtà non è andata così perché dopo un anno non avevamo ancora esaurito il passivo. […] De Rita, che io conosco personalmente, su Panorama ha detto chiara­mente ai partiti: compratevi la Lega. Mi hanno anche offerto 50 miliardi, ma penso che molte offerte vengono fatte con la speranza di indurre a qualche frattura». E soprattutto non sa­rebbe stato un buon affare per Bossi, che con il suo diabolico fiuto intuisce già al tempo che quel giocattolo, la Lega Lom­barda, deve valere molto di più.
NEL 1992, IL PRIMO RIMBORSO: 2,7 MLD. La storia gli darà ragione e anche velocemente. Alle europee del 1989, Bossi aveva già raccolto i primi frutti, eleggendo due eurodeputati e assicurandosi quasi un miliardo di rim­borso elettorale. Un anno dopo, con le regionali, la Lega fa il boom. Un milione e mezzo di voti, pari a 1.729.000.000 di lire. Due anni dopo, nel 1992, si vota per rinnovare Camera e Senato, e i «barbari» di Bossi portano a casa un bottino incredibile: 80 seggi in tutto, più dell’8% nazionale, 3,5 milioni di voti, e soprattutto, 2,7 miliardi di rimborso pubblico.
Le cose cominciano a mettersi decisamente bene per la Lega, partita con i debiti ma diventata nel giro di po­chi anni il quarto partito italiano. Mentre gli altri partiti crol­lano, la tribù di Bossi conquista potere giorno dopo giorno. Anche economico.

Gli affari immobiliari: i 14 miliardi per via Bellerio

Così all’inizio del 1993, mentre i partiti morenti della prima Repubblica svendevano i loro immobili o recedevano da­gli affitti nel centro di Milano e Roma, la Lega acquistava 7 mila metri quadri coperti, più parcheggi e giardino.
LO SHOPPING DI BALOCCHI. Bossi aveva infatti incaricato il suo esperto di questioni economi­che, Maurizio Balocchi, futuro tesoriere del Carroccio, di trovare un immobile per farne il quartier generale del par­tito. Balocchi individuò quindi uno stabile che ospita una «fabbrichetta» farmaceutica, la Meazzi, in una strada della periferia di Milano, una certa via Bellerio. «Architettura in puro stile lombardo anni del boom economico: niente fron­zoli e tanto spazio per lavorare. Settemila metri quadri su tre piani fuori terra e due interrati, con 250 uffici già disponi­bili, più parcheggio e un tocco di verde stitico. Costo totale per l’acquisto intorno ai 14 miliardi» scrisse il Corriere della Sera.
QUANDO VOLEVANO ABOLIRE I FINANZIAMENTI. Ma da dove arrivavano tutti questi soldi? Fino a quel momento la Lega poteva contare su circa 6 miliardi di finan­ziamento pubblico, non di più. Tanto più che i lumbard si stavano battendo per abolirlo, il finanziamento pubblico. «Se verrà abolito», spiegò Marco Formentini, «faremo un mutuo bancario», e le rate verranno pagate con i contributi di iscritti e simpatizzanti. Bossi confidava sulle capacità di mobilitazione della sua Lega, attraverso le feste: «Adesso ne facciamo qualche decina, vorrà dire che ne faremo di più» dispose il segretario federale. «Solo l’ultima, a Pontida, ci ha fruttato 200 milioni di lire».
LA FINE DELLA PRIMA REPUBBLICA. Fatto sta che, mentre la Lega faceva shopping immobi­liare, gli altri partiti andavano in rovina: il Pds fu costretto a vendere la sede di via Volturno a Milano, quella che ospi­tava gli uffici della più importante federazione ex comuni­sta d’Italia; il Psi lasciò il palazzo di corso Magenta, dove nacque il craxismo; la Democrazia Cristiana dovette cercarsi una nuova sede («quattro stanze e una sola linea telefonica», propose il vicesegretario Diego Masi) per sgomberare al più presto il palazzo di via Nirone; il Psdi, per gli uffici di via Dogana che si affacciano su piazza Duomo, aveva scelto la strada più breve, ossia quella di chiuderli restituendo le chiavi alla segreteria nazionale. In questo disastro generale, la Lega poteva permettersi uno stabile da 14 miliardi di lire.

Le società e il sistema di holding

Una galassia di società, organizzate secondo un sistema di hol­ding, come nelle grandi aziende. Negli ultimi 10 anni la Lega Nord ha mantenuto parte di quella galassia. Ma che risultati hanno prodotto le Srl di Bossi? Biso­gna distinguere i conti del soggetto giuridico «Lega Nord» da quelli delle società partecipate.
Il partito, pur con alti e bassi, si è mantenuto sempre solido dal punto di vista finanziario. Gra­zie da un consistente afflusso di soldi pubblici, con i rimborsi elettorali, e di donazioni private (sotto forma di autofinanzia­mento da parte degli eletti, contributi di cittadini o aziende, e tesseramento).
AFFARI SFORTUNATI. Le società leghiste invece hanno avuto più bassi che alti, e molte sono state liquidate dopo qualche anno. La Pontida Finanziaria ha chiuso per quattro anni di seguito, dal 2001 al 2005, in negativo. Non meglio la Fingroup che nel 2000 aveva 7 mila euro di utile e due anni dopo 116 mila euro di perdite. A lungo in rosso anche le controllate da Fingroup: Celticon, Media Padania, Check-up Srl (sondaggi e analisi di mercato), Padania Viaggi.
La Fingroup ha visto scendere le sue partecipazioni, nel 2009, da 128 mila a 85 mila euro. Due delle partecipate finite maluccio sono la Padania Viaggi, cancellata nel 2010 dal registro imprese, e la Check-up, società di sondaggi leghisti, depennata anch’essa nel 2010. Male anche la Media Padana Srl, mentre risul­tano attive la Bicicletta Padana (promozione del ciclismo e vendita on line della «bici padana» a 250 euro) e la Celticon, proiezioni di film e programmi tivù (che però ha chiuso il 2009 con un debito verso Equitalia di 270 mila euro).
IL TESORETTO DELLA PONTIDA FINANZIARIA. La Pontida Finanzaria ha registrato nel 2010 perdite per 90.267 euro, un dato peggiore di quello del 2009 (meno 26.343). La società dispone di un tesoretto immobiliare non indifferente. È suo il prato di Pon­tida (nel 2010 l’Eco di Bergamo raccontava di ruspe al lavoro sul pratone, «lavori affidati alla Pontida Finanziaria») ed è sua via Bellerio.
Il valore dei fabbricati al 31 dicembre 2010 è di 11.589.903 mentre i terreni valgono 1,4 milioni di euro. Nel passivo ci sono però 1.481.468 euro di debiti.
LE AZIENDE LIQUIDATE. La holding leghista Fingroup è anch’essa leggermente in pas­sivo. Il 2010 si chiude con una perdita di 8.614 euro, comun­que meno rispetto al rosso del 2009. Per quanto riguarda le partecipate della Fingroup, nell’ultimo anno l’assetto societario è decisamente mutato. I leghisti sono stati costretti a liquidare la Check-up Srle la Padania viaggi. Quindi nel 2011 la Lega ha conservato tre delle società del suo patrimonio originario: la Celticon, Media Padania e La Bicicletta Padana Srl. La prima (editrice di Telepadania) se la passa maluccio: il 2010 ha segnato per la Celticon una perdita di 1.037.572 euro, con 1.937.000 euro di debiti.
DALLA PUBBLICITÀ ALLE TIVÙ. In rosso di 15 mila euro anche Media Padania, concessionaria di pubblicità leghista. A sua volta Media Pa­dania (prima amministrata dall’avvocato Matteo Brigandì, già uomo della Lega nel Csm) possiede quote di altre due società: Compagnia Televisiva del Nord (60%, in liquidazione) ed Erirecords Srl (90% della proprietà).

Finanziamenti pubblici alla Lega Nord dal 1989 al 2010

Il partito Lega Nord invece ha mantenuto discrete con­dizioni di salute finanziaria. Anche nel 2004 il bilancio si è chiuso in positivo, con un 4,5 milioni di euro di introiti pub­blici che rappresentano il 40% delle entrate della Lega. Meno di altri partiti, ma comunque una buona fetta. Che, come abbiamo visto, è lievitata negli anni, mettendo al sicuro i conti di tutti i partiti.
IN 10 ANNI 170 MLN DI FONDI. Ma a quanto ammontano i soldi pubblici ricevuti dalla Lega Nord, in rimborsi elettorali? Abbiamo tentato, per la prima volta, di ricostruire lo storico del finanziamento pub­blico al movimento di Umberto Bossi. Solo negli ultimi 10 anni (2001-2011) la Lega ha ricevuto circa 140 milioni di euro di fondi pubblici (anche escludendo i soldi destinati alla Padania e tutti gli stipendi che lo Stato versa ai suoi par­lamentari).
Elezione
Rimborso in euro
Europee 1989
466.000
Regionali 1990
893.000
Politiche 1992
1.344.000
Trentino 1994
51.000
Politiche 1994
4.130.000
Europee 1994
1.549.000
Regionali 1995
1.549.000
Politiche 1996
5.164.500
Europee 1999
4.000.000
Regionali 2000
6.300.000
Politiche 2001
9.547.000
Friuli 2003
528.190
Europee 2004
12.500.000
Regionali 2005
11.000.000
Politiche 2006
21.500.000
Politiche 2008
38.500.000
Europee 2009
25.540.000
Regionali 2010
24.000.000
Totale
168.561.690
La Lega ha quindi incassato da parte di Roma ladrona quasi 170 milioni di euro in rimborsi elettorali. Non sorprende poi che la Lega se la cavi bene finanziariamente. Se guardiamo l’ultimo bilancio, quello chiuso il 31 dicembre 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nel novembre 2011, si vede che dopo 20 anni la Lega è ancora una vera Spa. L’utile migliora rispetto al già buono 2009, con 8.118.459 euro di avanzo, circa 600 mila euro in più dell’anno precedente.
851 MILA EURO IN PARCO MACCHINE. Le partecipazioni in imprese valgono 7.603.239 euro mentre il patrimonio immobiliare, iscritto alla Pontida Finanziaria Srl, è pari a 11 milioni e mezzo. Il valore del parco auto del Carroccio? Enorme, 851 mila euro (tolte ovviamente le auto blu dei capi, di proprietà dello Stato).
Mercoledì, 04 Aprile 2012

pubblicato da http://www.lettera43.it

giovedì 29 marzo 2012

Euro: ci hanno sempre truffato


di: Francesco Filini
Finalmente arriva la risposta all’interrogazione presentata dall’Europarlamentare Marco Scurria sulla natura giuridica dell’euro, e finalmente arriva la conferma: ci stanno truffando. Ci hanno sempre truffati. Ma andiamo per ordine.
Marco Scurria aveva chiesto chiarimenti sulla risposta data dalla commissione europea alla prima interrogazione sulla proprietà giuridica dell’euro presentata dall’On. Mario Borghezio, nella quale si affermava che nella fase dell’emissione le banconote appartengono all’Eurosistema, mentre nella fase della circolazione appartengono al titolare del conto sulle quali vengono addebitate. Attenzione perché le parole negli atti ufficiali e nel linguaggio tecno-eurocratico vanno soppesate per bene. Quindi il commissario Olli Rehn rispondeva a Borghezio che la proprietà delle banconote cartacee (dove troviamo ben impressa in ogni lingua dell’Unione la sigla della Banca Centrale Europea) è dell’Eurosistema. Ma cos’è quest’Eurosistema?
“L’Eurosistema è composto dalla BCE e dalle BCN dei paesi che hanno introdotto la moneta unica. L’Eurosistema e il SEBC coesisteranno fintanto che vi saranno Stati membri dell’UE non appartenenti all’area dell’euro.” Questa è la definizione che si legge sul sito ufficiale della BCE. Quindi le Banche centrali nazionali stampano le banconote e si appropriano del loro valore nominale (ad Es. se stampare un biglietto da 100 ha un costo fisico per chi lo conia di 0,20 centesimi – valore intrinseco – le BCN si appropriano anche del valore riportato sul biglietto stampato). E l’On. Scurria chiedeva quali fossero le basi giuridiche su cui poggiava l’affermazione del Commissario Olli Rehn:
Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-000302/2012
alla Commissione Articolo 117 del regolamento
Marco Scurria (PPE)
Oggetto: Natura giuridica della proprietà dell’euro
In risposta ad un’interrogazione scritta sul medesimo tema presentata dall’on. Borghezio fornita il 16 giugno 2011, la Commissione informa il collega che “al momento dell’emissione, le banconote in euro appartengono all’Eurosistema e che, una volta emesse, sia le banconote che le monete in euro appartengono al titolare del conto su cui sono addebitate in conseguenza”.
Può la Commissione chiarire quale sia la base giuridica su cui si basa questa affermazione?
Nei tempi stabiliti dal Parlamento Europeo arriva la risposta:
IT - E-000302/2012 - Risposta di Olli Rehn
a nome della Commissione (12.3.2012)
L’articolo 128 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea costituisce la base giuridica per la disciplina dell’emissione di banconote e monete in euro da parte dell’Eurosistema (costituito dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali). La proprietà delle banconote e delle monete in euro dopo l’emissione da parte dell’Eurosistema è disciplinata dalla legislazione nazionale vigente al momento del trasferimento delle banconote e monete al nuovo proprietario, ossia al momento dell’addebito del conto corrente bancario o dello scambio delle banconote o monete.
Olli Rehn non fa altro che ribadire che dopo l’emissione, ossia dopo la creazione fisica delle banconote o più verosimilmente dell’apparizione in video delle cifre sui terminali dell’Eurosistema (totalmente a costo zero, se si esclude l’energia elettrica che mantiene accesi i computers…) la proprietà dei valori nominali appartiene al nuovo proprietario, ovvero a chi ha accettato l’addebito, a chi ha accettato di indebitarsi. Non solo. Olli Rehn, per giustificare l’affermazione secondo la quale rispondeva a Borghezio che l’Euro appartiene nella fase dell’emissione all’Eurosistema, cita l’articolo 128 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, dove nel comma 1 si legge:
La Banca centrale europea ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote in euro all’interno dell’Unione. La Banca centrale europea e le banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell’Unione.
E’ chiarissimo. Non c’è scritto da nessuna parte che la proprietà giuridica dell’euro emesso appartiene alla BCE o alle BCN. C’è soltanto scritto che la BCE può autorizzare l’emissione di euro a se stessa e alle BCN, dovendo controllare l’inflazione nella zona euro, così come stabilito dal Trattato di Maastricht. Ribadisce che solo l’Eurosistema può stampare le banconote o creare elettronicamente i valori nominali. Ma nessun riferimento giuridico, nessun trattato, nessuna legge, nessuna deliberazione, niente di niente ci dice che l’Eurosistema ha la facoltà di addebitare la moneta. E’ evidente che si appropria di questo grande ed esclusivo privilegio.
Ciò che diceva il prof. Giacinto Auriti trova finalmente conferma in un atto ufficiale della Commissione Europea: le Banche Centrali si appropriano del valore della moneta perchè emettono solo addebitando, prestando, e il prestare è una qualità esclusiva del proprietario. Auriti chiamava questo meccanismo la truffa del signoraggio, parola sulla quale oggi si fa volutamente grande confusione, essendo per la massa direttamente associabile alla farfallina di Sara Tommasi e a qualche improbabile personaggio del mondo della politica che fa avanspettacolo che le si accompagna.
Non a caso l’indomito professore dell’Università di Teramo aveva denunciato la Banca d’Italia (organismo privato in mano per il 94% a banche commerciali e fondazioni bancarie) per truffa, associazione a delinquere, usura, falso in bilancio e istigazione al suicidio (grave piaga dei tempi nostri). Infatti la moneta, essendo il mezzo di scambio con il quale i cittadini riescono ad interagire tra loro dando vita al mercato, ovvero riuscendo a scambiarsi reciprocamente beni e servizi prodotti grazie al loro lavoro, deve appartenere esclusivamente a chi lavora, ovvero al popolo. Chi si appropria indebitamente del valore della moneta non fa altro che sfruttare il lavoro del popolo, lucrare sulle fatiche e sulla produzione altrui chiedendo che gli vengano pagati gli interessi sul prestito erogato. Questa è la gigantesca distorsione del nostro tempo, questa è la Grande Usura. E sotto il giogo di questa malefica piaga, sono finiti tutti i popoli d’europa che oggi pagano sulla propria pelle una crisi sistemica e indotta, figlia di un paradigma che dal 1694 (anno di costituzione della prima Banca Centrale, la Bank of England) si è imposto sulla vita dell’uomo.
Il meccanismo dell’indebitamento degli Stati da parte di organismi privati quali sono le Banche Centrali Nazionali è presente quasi ovunque. La Federal Reserve conia negli USA il dollaro, la Bank of England conia nel Regno Unito la Sterlina, la BCE conia l’Euro. Ma per quanto ci riguarda, esiste un’abissale differenza, che rende il sistema ancora più perverso: gli Stati dell’Unione non possono ricevere il credito direttamente dalla BCE (cosa che invece accade in modo diretto e subordinato negli altri paesi, ed Es. negli USA dove il Congresso ordina di stampare e la FED esegue) ma devono finanziarsi sul mercato, la parolina magica con cui ci prendono per i fondelli. In poche parole funziona così: la BCE crea denaro a suo piacimento, lo da in prestito alle banche commerciali (Draghi ha recentemente creato circa 1000 miliardi di euro prestandoli all’1%) e queste possono decidere se acquistare o meno i cosiddetti BOND, i titoli del debito (con tassi che vanno dal 5 al 7%). Non è possibile, quindi, per i paesi della UE attuare una propria politica monetaria, pur volendo accettare il meccanismo dell’indebitamento pubblico.
Tutto è nelle mani della Grande Usura. I signori della Goldman Sachs, banca d’affari targata USA, siedono vertici delle grandi istituzioni bancarie, Mario Draghi ne è l’emblema. Ora hanno deciso di gestire direttamente anche le Istituzioni politiche, Mario Monti e Papademos sono i primi alfieri al servizio della Goldman.
La politica è messa sempre più all’angolo, ostaggio del sistema finanziario che controlla partiti, sindacati e mondo dell’informazione.
L’unica soluzione che abbiamo è quella di informare il più possibile. Questi meccanismi perversi devono essere conosciuti da tutti, nonostante il boicottaggio del sistema dell’informazione del regime usurocratico. Lo sforzo deve essere titanico, la volontà e la determinazione non devono piegarsi di fronte a niente.
A tutti noi un in bocca al lupo.


Ezra Pound

«Se un uomo non è disposto a correre dei rischi per le sue idee, vuol dire che le sue idee non valgono nulla o che non vale nulla lui».
Me lo disse per la prima volta l’onorevole Beppe Niccolai dopo un rischioso comizio tenuto da Marco Cellai in piazza San Michele a Lucca verso la metà degli anni ’70. Assaltati a più riprese da una democratica massa di estremisti di sinistra, che era intervenuta a Lucca da mezza Toscana per impedire alla destra di parlare, se la polizia che ci difendeva avesse ceduto, per noi sarebbe stata la fine.
«Non sono parole mie -aggiunse Niccolai- ma di Ezra Pound, il grande autore dei Canti Pisani».
«Di chi?», chiesi io, che non lo avevo mai sentito nominare e non avevo neanche ben compreso quel nome straniero.
Beppe Niccolai mi guardò con estrema severità, rimproverandomi aspramente con gli occhi per quella mia ignoranza e, senza dubbio perché deluso e adirato, non mi rispose.
Capii allora che per uno di destra era una mancanza che doveva essere colmata.
Domandai ad un amico professore e questi, non appena gli feci il nome alquanto storpiato di Ezra Pound, mi ridisse la frase di Niccolai, che era dunque conosciuta, ma non volle, o forse non seppe, dirmi altro.
Mi segnai comunque la frase. Mi piacque, la feci mia, cercai di metterla in pratica ed ora sono certo che mi ha fortemente condizionato, forse per l’intera vita.

Qualche anno più tardi trovai su una rivista di destra alcuni dei suoi famosi aforismi, ma il primo libro che mi è capitato fra le mani è stato quello di Giano Accame pubblicato nel 1995 col titolo "Ezra Pound economista – contro l’usura". Un ottimo libro, molto chiaro. Lo lessi nel giro di un paio di giorni e presi anche degli appunti, che mi piace riproporre.
Il grande poeta dei "Cantos" non beveva, non fumava e vestiva come gli capitava; non aveva automobile, spendeva poco, non ebbe mai debiti, né problemi personali con gli usurai. L’avversione all’usura fu quindi disinteressata, tutta concettuale.
Ha fatto della sua opera e della sua vita una crociata contro l’usura, definita nei "Cantos" la bestia centipede che soffoca il figlio nel ventre.
Si prodigava molto per i suoi amici artisti. Scrisse Hemingway: «Ezra Pound dedica un quinto del suo tempo lavorativo a scrivere poesie. Nel tempo restante cerca di promuovere il futuro, sia materiale che artistico, dei suoi amici».
Sposato con Dorothy, amava anche la musicista Olga Rudge, dalla quale ebbe un figlio. E la moglie lo ricambiò andando in Egitto e rimanendo a sua volta incinta con un altro.
Nella sua poesia irrompe l’economia. Nei "Cantos" l’economia occupa la parte che nella "Divina Commedia" di Dante è quella del sapere teologico. Si sentiva un riformista economico. E quando venne in Italia, la nazione in cui si è trovato meglio, le sue simpatie per Mussolini erano soprattutto in funzione di farsi accettare come tale.
Voleva che la sovranità economica fosse nelle mani dei popoli e non dei mercanti di denaro.
Fu tra i primi a sostenere che bisognava lavorare meno per lavorare tutti. «Tecnici di buon senso e uomini saggi -sosteneva Pound nel suo ABC of economics- ci assicurano che la questione della produzione è risolta. L’apparato produttivo mondiale può produrre tutto ciò di cui l’uomo ha bisogno. Non c’è la minima ragione di dubitarne. Con l’aumento dell’efficienza meccanica, la produzione di cui si è ora parlato richiederà sempre meno tempo e fatica umana. In una sana economia questa fatica, per varie ragioni, dovrebbe essere distribuita fra una quantità molto considerevole di persone... Lascia lavorare l’uomo quattro ore per la paga o, se lui desidera lavorare ancora, lascialo lavorare come ogni artista o poeta, lasciagli abbellire la casa o il giardino o allungare le gambe in qualche forma di esercizio o piegare la schiena su un tavolo da gioco e star seduto sul suo sedere e fumare... Lo so, non dalla teoria ma dalla pratica, che potete vivere infinitamente meglio con pochissimi soldi ed un mucchio di tempo libero anziché con più soldi e meno tempo. Tempo non è denaro, ma è quasi tutto il resto».
Simpatizzante del fascismo, non era fascista (non si iscrisse mai né al partito né ad organizzazioni collaterali) e non era anticomunista. Nel 1931 dichiarò: «Il partito comunista in Russia e il partito fascista in Italia sono degli esempi di una aristocrazia attiva. Vi sono i migliori elementi, pragmatici, coscienti, gli elementi più riflessivi e volitivi delle loro nazioni».
E faceva spesso paragoni positivi tra Mussolini e Lenin, più libero quest’ultimo perché «non aveva il Vaticano nel suo giardino», pensando che le due rivoluzioni del secolo (bolscevica e fascista) dovessero essere intercomunicanti. La stessa cosa provò anche il suo amico Filippo Tommaso Marinetti, il padre del futurismo.
Scambiò il fascismo per un sistema di libertà perché in Italia ci stava bene e, dopo aver provato l’intolleranza americana (era stato buttato fuori dall’università per aver ospitato una notte, pare anche innocentemente, un’attricetta squattrinata che non sapeva dove andare a dormire), ci si sentiva più libero. Era un pacifista, un non violento, e non gli piacevano le divise.
Fu l’unico poeta ammesso alla Bocconi, la più importante università commerciale, a tenere un ciclo di conferenze sull’economia.
Ma i suoi progetti di riorganizzazione economica nazionale ed internazionale furono liquidati dalla segreteria del Duce con note ad uso interno come questa: si tratta di un progetto strampalato concepito da una mente nebbiosa, sprovvista di ogni senso della realtà. Qualcuno ha detto: «Pound non ha capito il fascismo e il fascismo non ha capito Pound».
Alla nascita della Repubblica Sociale Italiana, si entusiasmò per i 18 punti di Verona del Partito Fascista Repubblicano e sperò che, dopo la socializzazione delle imprese, Mussolini accettasse anche i suoi princìpi di riforma economica e confuciana. Si definì fascista di sinistra e nei cantos 72 e 73 esalta gli ideali, pur cominciando con le parole guerra di merda. Nel canto 72 molto bello e intenso l’incontro di tipo dantesco con lo spirito di Marinetti, morto il 2 dicembre 1944.
Nella rivista "Italia e Civiltà" si leggeva: «Sappiano finalmente Roosevelt e Churchill, e tutti i loro compagni, che i fascisti più consapevoli, i quali hanno sempre riconosciuto nel comunismo la sola forza viva contraria alla propria, non tanto nella Russia quanto nella plutocratica Inghilterra e nella plutocratica America hanno individuato il loro nemico». Era anche il pensiero di Ezra Pound.
«Questa guerra non fu cagionata da un capriccio di Mussolini né di Hitler. Questa guerra -sostenne Ezra Pound- fa parte della guerra millenaria tra usurai e contadini, fra l’usurocrazia e chiunque fa una giornata di lavoro onesto con le braccia o con l’intelletto».
«Per questa affermazione -scrive Giano Accame- finì in manicomio».
Accusato di tradimento dagli USA già nel luglio 1943, fu arrestato il 3 maggio del 1945 e portato a Pisa presso il Disciplinary Training Center, dove fu rinchiuso in una gabbia per gorilla e trattato peggio di una bestia per tre settimane. Dovette combattere contro se stesso per non impazzire. Il 18 novembre, dopo aver scritto in infermeria i "Canti Pisani", che sono il meglio della sua opera poetica, fu trasferito in America dove, senza processo, fu dichiarato infermo di mente e chiuso per dodici anni nel manicomio criminale di St. Elizabeths.
Nel marzo del 1949 Eugenio Montale lo presentò ai lettori italiani con un articolo sul "Corriere della Sera" intitolato "Fronde d’alloro in un manicomio". «Poesie di un pazzo? -scrisse Montale a proposito dei "Cantos"- Nemmeno per sogno, a meno che non si vogliano considerare come pazzi i tre quarti degli scrittori d’avanguardia contemporanei. L’opinione corrente è che Ezra sia stato considerato pazzo per salvarlo dal carcere perpetuo o dalla pena di morte».
Molte personalità americane e molti altri scrittori e poeti italiani, tra cui Giovanni Papini, Riccardo Bacchelli, Piero Bigongiari, Giorgio Caproni, Libero de Libero, Carlo Bo, Alfonso Gatto, Mario Luzi, Alberto Moravia, Marino Moretti, Aldo Palazzeschi, Alessandro Parronchi, Clemente Rebora, Umberto Saba, Ignazio Silone, Giuseppe Ungaretti e Cesare Zavattini, chiesero a più riprese la sua liberazione. La stessa cosa fece anche José V. de Pina Martins da Radio Vaticana.
Uscì dal manicomio il 7 maggio 1958 e si imbarcò per l’Italia con la moglie Dorothy e l’amica Marcella. All’arrivo fece il saluto romano e disse che l’America era tutta un manicomio.
È morto il 1° novembre del 1972, quando io avevo già 22 anni. Avrei potuto incontrarlo e parlarci!
Domenico Riccio

lunedì 26 marzo 2012

Sempre e comunque a modo mio, scontroso con la banalità, spontaneo e indisponente con la realtà. Posso

attirare malevolenza e ostilità, ma non ho mai abbagliato con una luce che non fosse mia o per ciò che non potrei mai essere. (Antonio Recanatini)

domenica 25 marzo 2012

Vorrei essere la riva che accoglie le tue turbolenti acque. Ti aspetto come il deserto aspetta le sue piogge.

Ti aspetto in un angolo di paradiso tra l'indifferenza della gente che  ha smarrito sogni e desideri.
 Ti aspetterò  affinché  il mio respiro possa contenere la tua pazzia. TI ASPETTO... (Antonio Recanatini)

In Messico fanno la fame ma spendono 11 milioni di dollari per la visita del Papa!

Undici milioni di dollari, è a quanto ammonta la spesa sborsata dal governo messicano per organizzare la visita di Papa Benedetto XVI di questi giorni ... e intanto oltre 57 milioni di persone (circa la metà della popolazione messicana - dato fornito dallo stesso governo per giustificare la manovra finanziaria 2010) sono al di sotto della soglia di povertà, non potendo usufruire del servizio sanitario, l'istruzione, la casa, i trasporti ...

Insomma ... viva il Papa!


da stop censura